Si assegna il premio Corso Bovio alle migliori tesi di laurea sul giornalismo

Si terrà giovedì 15 ottobre alle ore 15.00, a Positano, in occasione del Consiglio nazionale che si svolge presso l’Hotel Le Agavi, la cerimonia di premiazione del Concorso giornalistico internazionale “Corso Bovio” promosso e organizzato dall’Ordine nazionale dei giornalisti, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

La cerimonia è prevista a conclusione del dibattito sul tema “Libertà di stampa, informazione e formazione dei giornalisti” che avrà luogo alle ore 10.00 con la partecipazione dei Presidenti Marcello Pera e Luciano Violante.

La consegna dei premi ai vincitori (sei premi del valore di 5.000,00 euro ciascuno più un premio di 5.000,00 euro per la sezione internazionale “Anna Politkovskaya”) si svolgerà alla presenza del Consiglio nazionale, della giuria del premio e di rappresentanti delle istituzioni e della società politica e civile.

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Giornalismo, a Ferrara al via il festival di Internazionale nel segno di “Anna Politkovskaia”

Si è aperta a Ferrara la terza edizione del Festival dei giornalisti di Internazionale che per tre giorni ospiterà 43 incontri, dibattiti, proiezioni e spettacoli che vedranno alternarsi quasi 100 ospiti provenienti da quattro Continenti in rappresentanza di 18 Paesi e 32 testate giornalistiche, in un libero confronto con il pubblico e “gli addetti ai lavori” insieme a grandi nomi del giornalismo e della cultura. La prima edizione del Festival, nel 2007, fece registrare 17mila presenze; la seconda, lo scorso anno, quasi il doppio: 32mila. Quest’anno gli organizzatori puntano a superare la soglia delle 50mila persone.

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Afghanistan, giornalisti in sciopero contro forze Nato

Giornalisti afghani in agitazione. Tre giorni di sciopero sono stati proclamati dopo l’ultima uccisione di coloro che vengono erroneamente definiti “traduttori”, avvenuta nel blitz che la settimana scorsa ha portato alla liberazione del giornalista britannico Stephen Farrell, inviato del New York Times.

La protesta indetta dal Media club of Afghanistan (Mca), il principale sindacato dei reporter locali, è scaturita dalla constatazione del “diverso peso attribuito dai militari della missione Isaf alla vita dei giornalisti afghani rispetto a quella dei media stranieri”. Non è la prima volta, infatti, che cronisti del posto perdono la vita negli scontri a fuoco tra forze Nato e talebani, generati dai tentativi di liberazione di giornalisti occidentali.

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Afghanistan, liberato Stephen Farrell il giornalista britannico rapito dai Taliban

È salvo Stephen Farrell, il giornalista irlandese del quotidiano ‘The New York Times’ rapito sabato scorso dai Talebani nella provincia settentrionale afghana di Kunduz, mentre tentava di raggiungere il sito del controverso bombardamento aereo della Nato che il giorno prima aveva provocato decine di morti, in gran parte civili.

Farrell è stato liberato con un blitz da unità scelte americane inquadrate nell’Isaf, la Forza Internazionale di Assistenza per la Sicurezza sotto comando atlantico.

Nella stessa operazione purtroppo hanno perso la vita quattro persone: un soldato britannico e tre civili afghani. Lo ha riferito la Bbc. Uno dei tre afghani rimasti uccisi è il giornalista che accompagnava Farrell: Sultan Munadi. Tra le vittime anche una donna, che era forse complice dei carcerieri. L’epilogo della vicenda dopo soli quattro giorni, durante i quali era stato osservato un rigoroso ‘black-out’ informativo, è stato annunciato da una portavoce della redazione del giornale Usa, Diane McNulty, e ha poi trovato conferma da parte del governatore provinciale di Kunduz, Mohammad Omar.
Sembra fossero per la maggior parte americani le ‘teste di cuoio’ impegnate nella liberazione di Farrell, che ha visto l’intervento di elicotteri e alla quale avrebbero partecipato anche truppe regolari afghane.

Due storie, due destini. Giornalista afghano liberato dopo due anni, uno salvadoregno ucciso dalla malavita

Sono due storie molto diverse ma anche molto simili quelle che hanno accomunato in questi giorni Sayed Pervez Kambaksh e Christian Poveda. Due giornalisti, in parti diverse del mondo, finiti nei guai solo per aver fatto il proprio lavoro. Due storie con finali, purtroppo, tragicamente opposti.

Sayed Pervez Kambaksh era stato condannato a morte per blasfemia da un tribunale islamico di Maza-i-Sharif il 22 gennaio del 2008. Ora, dopo due anni di prigionia, è tornato ad essere un uomo libero. A porre fine alla sua reclusione, la grazia concessa dal presidente afghano Karzai.

La sua vicenda aveva fatto scalpore all’epoca dei fatti, tanto che anche la diplomazia internazionale si era mobilitata per la sua liberazione. Kambaksh, 24enne giornalista afghano, si era “guadagnato” la condanna a morte per aver scaricato da un sito iraniano materiale informativo sui diritti delle donne e l’Islam. La sentenza aveva provocato l’intervento delle associazioni di giornalisti di tutto il mondo e di numerosi governi, in primo luogo quello Usa con il segretario di Stato Condoleeza Rice. Anche l’Unione Italiana Cronisti aveva richiamato l’attenzione sul suo caso assegnando a Kambash l’International Award Reporter of the Year e facendo pressioni sulle autorità del afghane, italiane ed europee per la scarcerazione. Come risultato della mobilitazione, alla fine del 2008 il processo di appello aveva modificato la condanna a morte in 20 anni di carcere, tra le proteste degli islamici più intransigenti.

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Divorzio Berlusconi-Lario, in “Tendenza Veronica” nessun accenno a patti di open marriage

Nel libro di Maria Latella “Tendenza Veronica”, appena edito dalla Bur-Rizzoli, non è contenuto il “presunto decennale patto di matrimonio aperto” tra i coniugi Berlusconi, come riportato dalla stampa estera.

Lo precisa la Rizzoli ricordando che “l’onorevole Niccolò Ghedini, avvocato del Presidente del Consiglio, ha diffidato gli organi di informazione dal riprendere stralci della nuova edizione del libro di Maria Latella, Tendenza Veronica. Secondo l’onorevole Ghedini, il volume conterrebbe notizie inveritiere riportate dalla stampa estera e poi riprese da una corrispondenza da Londra di Enrico Franceschini per La Repubblica”.

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Il settimanale “Grazia” sbarca in Francia

Nasce una nuova edizione internazionale di Grazia: da oggi il settimanale femminile edito da Mondadori arriva anche in Francia, (come anticipato da giornalismoblog.it) pubblicato da Mondadori France, uno dei principali editori di magazine nel mercato piu’ importante d’Europa in termini diffusionali e pubblicitari.

“Il lancio di Grazia in Francia rappresenta un’operazione di grande rilievo per il Gruppo Mondadori, che corona così la propria strategia iniziata tre anni or sono con l’acquisizione di Emap France e proseguita con un forte processo di integrazione e collaborazione sia sul piano gestionale che su quello editoriale” ha dichiarato Maurizio Costa, vice presidente e Ad del Gruppo Mondadori.

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Espulsione delegazione italiana da Ifj, i giornalisti italiani firmano l’appello “Non in mio nome”

Un appello duro e molto critico nei confronti della Federazione internazionale dei giornalisti, firmato da 1500 tra cronisti e lettori. “Non in mio nome”, così la categoria ha risposto alla decisione dell’Ifj di espellere la delegazione israeliana per una questione di irregolarità nel pagamento delle quote di partecipazione.

La lettera-appello è stata inviata ai vertici della Federazione nazionale della stampa italiana, Roberto Natale e Franco Siddi. Nel documento i firmatari richiedono alcuni chiarimenti al sindacato. In primo luogo si chiede se il voto del rappresentante italiano, Paolo Serventi Longhi, fosse stato concordato con la segreteria e/o con la giunta della Fnsi; in secondo luogo se, dopo la polemica vicenda delle quote anche la Fnsi è d’accordo, con Serventi Longhi, che l’unica soluzione fosse quella burocratica, invece che avviare finalmente un chiarimento politico al vertice della Fig.

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Grandi firme premiate al “Santa Margherita Ligure per la cultura”

Saranno Massimo Gramellini, Aldo Grasso, Michelle Hunziker, Alessandra Cravetto e Maarten Van Aalderen a ricevere quest’anno, il “Premio Giornalistico Internazionale Santa Margherita Ligure per la Cultura”. Il riconoscimento, giunto alla quarta edizione, sarà assegnato in una cerimonia che si terrà domani sera nella seicentesca villa Durazzo, nella cittadina ligure.

Tutti di assoluto primo piano i nomi dei cinque premiati. Il vicedirettore de “La Stampa” Massimo Gramellini e il critico televisivo ed editorialista del Corriere della Sera Aldo Grasso, saranno premiati entrambi nella categoria “premio stampa cultura”; la conduttrice televisiva Michelle Hunziker riceverà il “premio stampa” per il suo impegno sulle tematiche in favore della donne; la giovane giornalista Rai Alessandra Cravetto ritirerà il “premio TV/giovani”. Infine andrà al corrispondente del quotidiano olandese “De Telegraf” nonché presidente dell’Associazione stampa estera a Roma, Maarten Van Aalderen, il “premio stampa internazionale”.

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Si apre ad Atri il primo festival del reportage

Immagini parole e storie. È il titolo della prima edizione dell’Atri Festival Reportage, manifestazione interamente dedicata a questa forma di racconto giornalistico che prenderà il via nella cittadina medievale abruzzese. Un fitto programma di eventi, mostre e spettacoli, che proseguiranno per un mese esatto, fino al 18 agosto. Il tema del reportage sarà trattato, approfondito e illustrato in ogni sua forma: dalla fotografia alla radio, dalla carta stampata al video.

Le quattro giornate d’apertura del festival (dal 18 al 21 giugno) saranno quelle più ricche di appuntamenti con l’inaugurazione delle mostre, che proseguiranno per tutto il mese, i workshop e ben 32 eventi tra dibattiti, proiezioni, letture di libri e spettacoli. Tra gli incontri in programma: “Il racconto delle catastrofi. Invadenza e testimonianza: i media di fronte alla tragedia”; “Il Dna della cronaca nera”; “Il reportage al tempo del web 2.0” e “La pelle dei media”. A discutere di questi ed altri argomenti, circa 100 tra esponenti del giornalismo nazionale e internazionale (tra carta stampata, tv, radio, web, cinema, fotografia) esponenti scientifici e delle istituzioni, artisti e narratori, tutti capeggiati dal direttore del festival, il giornalista del Tg5 Toni Capuozzo.

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