Annozero, nessun accordo tra Masi e Santoro

Michele Santoro e Mauro Masi

Michele Santoro e Mauro Masi

L’atteso incontro tra Michele Santoro e il dg della Rai Mauro Masi, sui contenuti della nuova trasmissione guidata dal giornalista, si è concluso con un nulla di fatto. Dopo quattro ore di riunione nella sede di Viale Mazzini, entrambe le parti sarebbero rimaste ferme sulle rispettive posizioni, e così il futuro del conduttore di “Annozero” in azienda resta incerto: il giornalista andrà si in onda il 23 settembre in prima serata su Raidue, ma non è ancora chiaro quale programma sarà chiamato a condurre.

Santoro preme per il “vecchio” Annozero, da lui considerato un pilastro dell’informazione e del palinsesto, mentre mamma Rai pensa a un nuovo format. “La stima per la persona e per il professionista è fuori discussione”, ha precisato il dg Masi dal palco di CortinaIncontra. “Ma è un caso molto specifico e peculiare, il suo rapporto con l’azienda è determinato da una doppia sentenza del giudice del lavoro che fissa anche gli orari per andare in onda. La sentenza dice che Santoro deve fare un programma, non quale programma”.

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Incontro Gheddafi Berlusconi. Natale chiede libero accesso ai giornalisti in Libia

Il presidente della Fnsi, Roberto Natale

Il presidente della Fnsi, Roberto Natale

Libero accesso per i giornalisti italiani in Libia. È la richiesta ferma del presidente della Federazione della stampa , Roberto Natale a Silvio Berlusconi, in vista del prossimo incontro tra il nostro premier e il leader libico Gheddafi.

“Lunedì prossimo – ricorda Natale in una nota – sarà a Roma il colonnello Gheddafi, per celebrare il secondo anniversario del Trattato di amicizia italo-libica. Un Trattato che ha avuto, tra i suoi principali effetti, la drastica riduzione del numero delle persone in arrivo dal paese nordafricano, come sottolinea il ministro dell’Interno Maroni, e delle domande di asilo. Le politiche dello Stato italiano in materia le decidono governo e Parlamento, naturalmente, e non i giornalisti. All’informazione, però, deve essere data la possibilità di verificare in autonomia quali siano le conseguenze di queste scelte, tanto più quando esse toccano la vita stessa degli esseri umani e un diritto fondamentale come l’asilo, tutelato dalla nostra Costituzione all’articolo 10”.

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Editoria, incontro col governo per la riforma

Il sottosegretario Paolo Bonaiuti

Il sottosegretario Paolo Bonaiuti

Lo stato di salute dell’editoria e le linee guida su cui impostare la prossima riforma del settore. Sono questi gli argomenti al centro degli incontri di ieri a palazzo Chigi tra Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega per il settore, insieme con il capo del Dipartimento informazione ed editoria Elisa Grande, e le categorie interessate. Convocati i vertici della Federazione nazionale della stampa, dei sindacati dei lavoratori della comunicazione di Cgil, Cisl e Uil, della Federazione italiana degli editori, ma anche le associazioni di stampatori, distributori e giornalai.

Il primo round sulla riforma si è concluso con il riconoscimento, da entrambe le parti, della assoluta urgenza dell’intervento del governo in questo settore “vitale per il sistema culturale, economico e produttivo del Paese”. Un’urgenza che il Segretario e il Presidente della Fnsi, Franco Siddi e Roberto Natale hanno definito “drammatica”, e per cui si sono dichiarati “disponibili a concorrere ulteriormente, alla luce di una realistica valutazione del quadro economico e occupazionale, con idee e proposte metodologiche e di contenuto, all’elaborazione di un disegno di riforma condiviso, trasparente, utile e innovativo”.

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L’Ucsi, unione cattolica stampa italiana, festeggia il mezzo secolo di vita

ucsi_logoNozze d’oro per l’Unione cattolica stampa italiana (Ucsi). L’associazione che riunisce fin dal 1959 i giornalisti cattolici italiani festeggia oggi, 4 dicembre, i suoi primi cinquant’anni. Per celebrare l’evento, nella sala Aldo Moro della camera dei deputati si terrà stamattina un convegno dal titolo “Giornalismo cattolico nel tempo e nella professione”.

La relazione introduttiva sarà tenuta dal senatore Alberto Monticone, mentre il cardinale Roberto Tucci, vice presidente dell’Ucsi dal 1961 al 1982, ricorderà momenti di storia dell’Unione fin dalla sua nascita.

All’incontro, coordinato dal presidente dell’Ucsi, Andrea Melodia, parteciperanno il vice presidente della camera dei Deputati, l’onorevole Rosy Bindi, il presidente della commissione parlamentare di vigilanza Rai, Sergio Zavoli e il professor Adriano Fabris, docente di etica della comunicazione e di filosofia morale all’università di Pisa che illustrerà, in particolare, il significato del “Manifesto per un’etica dell’informazione” già sottoscritto da numerose associazioni e professionisti della comunicazione.

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La Cassazione va incontro ai giornalisti: due sentenze favorevoli

Cassazione “amica” dei giornalisti. Negli ultimi giorni i giudici della corte suprema hanno emesso due sentenze che favoriscono i cronisti e che li aiuteranno nello svolgimento del loro lavoro. Le sentenze in oggetto sono la numero 39706 e la 40408. La prima sancisce il diritto di chiunque ad accedere ai provvedimenti e alle procedure in corso nella pubblica amministrazione, sbriciolando in un colpo solo uno dei principi più discussi della nostra democrazia, il segreto d’ufficio sugli atti amministrativi. La seconda, invece, riconosce il diritto dei giornalisti alla “libera interpretazione dei fatti” nel riportare una notizia, anche quando questa comporti “una certa dose di provocazione”.

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Chiude il Corriere di Livorno, fallisce il tentativo dell’editore-calciatore Lucarelli

Sembra giunta al capolinea l’esperienza del calciatore del Livorno, Cristiano Lucarelli, come editore di un quotidiano. “Il Corriere di Livorno”, giornale da lui fondato il 9 settembre del 2007, ha annunciato la possibile chiusura dell’attività. La crisi dell’editoria non ha risparmiato nemmeno l’esperimento dell’editore-calciatore.

Ad annunciare la fine delle pubblicazioni è stato lo stesso Lucarelli, in un editoriale (il primo scritto da lui in due anni) comparso sulla prima pagina del quotidiano livornese. “Attualmente – scrive il giocatore – complice la crisi, le copie vendute al di sotto delle aspettative e lo scarso interesse (per paura di ritorsioni) di imprenditori contattati per affiancarmi in questa avventura, mi hanno fatto riflettere sull’eventualità di cessare le pubblicazioni del Corriere di Livorno entro la fine del 2009”.

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Inpgi, salve le pensioni dei giornalisti. Proficuo l’incontro con Sacconi

Le pensioni dei giornalisti sono al sicuro. Almeno per il momento. È questa la certezza maturata dal presidente dell’Inpgi, Andrea Camporese, durante l’incontro con il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, sulle difficoltà degli enti previdenziali privatizzati. “Un incontro proficuo e chiarificatore – ha commentato Camporese – che sgombra il campo definitivamente da qualsiasi ipotesi di commissariamento per alcuni Enti previdenziali, ipotesi che non ha mai trovato conferma in sede istituzionale”.

Per il presidente la situazione dell’Istituto di previdenza dei giornalisti non desta preoccupazioni: “L’Inpgi, in base alle proiezioni attuariali vagliate dal Ministero può contare su un patrimonio accantonato che non si esaurisce mai, garantendo una sostanziale continuità delle prestazioni previdenziali per i prossimi 50 anni”.

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Inpgi, ai giornalisti ancora undici anni di pensione. E poi? Incontro casse ministero per trovare una soluzione

Ci sarebbe anche l’Inpgi, l’istituto previdenziale dei giornalisti, tra le casse privatizzate in difficoltà. Il futuro di alcuni enti è incerto e dopo le innovazioni normative varate con la Finanziaria 2007 che ha spostato – ma non per l’Inpgi1 – in avanti (da 15 a 30 anni) le proiezioni attuariali, la previdenza dei professionisti ha bisogno urgente di attuare una serie di riforme proprio per far fronte alla norma della manovra.

Proprio per trovare una soluzione a questi problemi ieri (giovedì 17 settembre) si è tenuto un incontro tra il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi e i presidenti dei principali enti previdenziali. Alla riunione, che si è tenuta presso la sede del ministero del Welfare mancava, però, l’Adepp, ovvero l’associazione degli enti privatizzati guidata da Maurizio de Tilla. L’incontro di ieri è venuto dopo una serie di riunioni preparatorie e è stato dedicato “all’esame dei profili formali e sostanziali di stabilità delle Casse di previdenza nel medio-lungo periodo”.

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Mediterranean Journalist Award 2009, i nomi dei vincitori

Sono Alberto Arce, Lisa Goldman, Ethar El-Katatney, Chine Labbé, Martin Traxi e Ennio Remondino i vincitori della terza edizione del Mediterranean Journalist Award. Un riconoscimento speciale per i nuovi media, inoltre, è stato assegnato a “Elaph”, testata araba con sede in Gran Bretagna.

I loro nomi sono stati resi noti durante un incontro dedicato al ruolo dei media e della società civile nel Mediterraneo che si è tenuto a Roma. A selezionarli una giuria internazionale, presieduta dallo scrittore libanese Amin Maalouf e composta da esponenti del mondo della cultura e dei media della regione Euromed, che ha visionato più di 200 lavori giornalistici provenienti da 25 Paesi del Mediterraneo.

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Report a rischio chiusura. La Rai non gli rinnoverebbe la copertura legale

Ancora guai per Milena Gabanelli e la sua trasmissione Report. Secondo diverse fonti la Rai, attraverso il suo direttore generale Masi, avrebbe annunciato di non garantire più ai giornalisti della fortunata trasmissione di RaiTre, condotta da Milena Gabanelli, la necessaria copertura legale. Il che tradotto in parole semplici, significherebbe che il Report rischia di non tornare in tv. Senza la copertura legale gli inviati della trasmissione dovrebbero provvedere di tasca propria alle spese legali cui, da bravi reporter, vanno continuamente incontro.

La Rai, invece di risolvere la questione della direzione di Raitre ancora vacante, o anche quella di Annozero, programma minacciato di doppia conduzione “equa” (Santoro affiancato da un collega di destra) in nome della par condicio, avrebbe deciso di dedicare la sua attenzione alla trasmissione della Gabanelli, che già lo scorso hanno gli aveva dato non pochi grattacapi con i palazzi del potere. Così ha deciso di affrontare salomonicamente la questione, mettendo la popolare trasmissione nelle condizioni di chiudere.

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