Fnsi, un anno di crisi dell’editoria

FNSIDuemilanove anno durissimo per l’editoria. Ad oggi una trentina di società editoriali hanno fatto ricorso alle leggi sugli ammortizzatori sociali per esodi strutturali, ossia definitivi. Almeno 600 i giornalisti in esubero che hanno rischiato il posto di lavoro tra prepensionamenti, contratti di solidarietà e cassa integrazione. Secondo il segretario della FNSI, Franco Siddi, entro il 2010 il numero di giornalisti che lascerà le aziende arriverà a sfiorare quota 700.

E’ quanto riportato dal sindacato dei giornalisti, in un riepilogo riassuntivo di tutte le crisi aziendali affrontate nel corso dell’anno. Tante le situazioni di difficoltà, che hanno richiesto trattative complesse tra aziende e sindacato.

La lunga lista si apre il 21 gennaio 2009, con il piano di riorganizzazione dell’Agenzia Italia che prevedeva 19 esodi gestiti con pensionamenti di vecchiaia, di anzianità e prepensionamenti. Non estranei alle difficoltà economiche, i grandi quotidiani nazionali. A settembre, nella redazione de “Il Messaggero” risultano 48 eccedenze che, in seguito alla trattativa dell’FNSI, si riducono a 38. Il 20 luglio è il Cdr de “La Stampa” a raggiungere l’accordo in Fieg sul piano di crisi: 34 giornalisti lasceranno il quotidiano torinese, ma una ventina se ne andranno attraverso esodi incentivati. Il 9 settembre arriva il più consistente tra i piani di riorganizzazione: si tratta de “La Repubblica”. L’accordo sottoscritto al Ministero del Lavoro prevede esodi per 84 giornalisti nell’arco di 12 mesi. Il piano prevedeva 102 eccedenze da gestire in 24 mesi.

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Crisi, il Financial Times perde il 40% dei profitti. In Italia situazione difficile per Messagero, Liberazione e Metro

Può sembrare un paradosso ma purtoppo è realtà. Il Financial Times, uno dei quotidiani economici più prestigiosi al mondo è in difficoltà finanziarie. La Ft pubblishing, la sezione giornali e riviste del Financial Times group, ha dichiarato un calo dei profitti del 40% nel primo semestre del 2009 per il giornale inglese. Dai 30 milioni di sterline del giugno 2008 si è passati ai 14 milioni messi a bilancio lo scorso mese. Anche le vendite dei formati cartacei hanno subito una contrazione, fruttando 176 milioni di sterline, rispetto ai 188 milioni di un anno fa.

Le difficoltà sono, come sempre in questa crisi, dovute principalmente all’emorragia pubblicitaria: “L’effetto del declino degli utili pubblicitari è stato in parte mitigato dalla crescita della vendita dei nostri contenuti” ha detto Majore Scandino, capo esecutivo di Pearson, la società che controlla FT Group.

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Crisi, i Cdr di Dnews e il Messaggero sul piede di guerra

Comitati di redazione sul piede di guerra al “Messaggero” e a “Dnews”. Il Cdr del quotidiano di Caltagirone e la società editrice del giornale si sono scontrati in un botta e risposta di comunicati al vetriolo dopo il primo dei quattro giorni di sciopero dei giornalisti, che ha impedito ai lettori di trovare il giornale in edicola sabato scorso. L’organo sindacale di Dnews, invece, ha rimandato al mittente il piano di ristrutturazione proposto dall’editore.

“Il Comitato di redazione del Messaggero si scusa con i lettori – hanno scritto in un comunicato i giornalisti del Crd del quotidiano romano – che ieri non hanno potuto trovare il giornale in edicola. Abbiamo deciso uno sciopero in risposta al grave comportamento della società editrice, che ha fatto finta di aprire una trattativa con i giornalisti, per poi ribadire, dopo quaranta giorni di incontri fra le parti, la stessa strage di posti di lavoro, 48, e cioè un quarto dell’intera redazione, indicata all’inizio degli incontri per il piano di crisi. Una crisi, lo ribadiamo ancora, che certo esiste nell’editoria come in tutto il paese, ma che al Messaggero, giornale strutturalmente sano, capace di produrre 277 milioni di utili dal 2000 ad oggi, è stata ingigantita. L’azienda sembra aver fretta di portare la procedura di crisi al ministero del Lavoro, come se fosse certa di poter ottenere tutto quello che vuole”.

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Auguri Montanelli, oggi il grande giornalista toscano avrebbe compiuto 100 anni

Una foto di Indro Montanelli in maniche di camicia mentre sfoglia un quotidiano e, in primo piano, la fedele macchina da scrivere Olivetti Lettera 22. Con questa immagine il grande giornalista compare sul francobollo da 60 centesimi che le Poste Italiane hanno emesso oggi, mercoledi’ 22 aprile, con un annullo speciale, nel giorno esatto del centenario della sua nascita.

Indro Montanelli era nato a Fucecchio il 22 aprile 1909 ed oggi avrebbe festeggiato il centesimo compleanno. Purtoppo, però, il grandissmio giornalista, scrittore e storico italiano è morto a Milano nel 2001, non potendo festeggiare questo importante traguardo.

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