Trecentomila per la libertà di stampa a piazza del Popolo. Cronaca di una giornata intensa

Trecentomila persone secondo gli organizzatori, circa sessantamila secondo la questura. Sono questi i numeri della manifestazione in difesa della libertà di stampa che si è svolta a Roma in piazza del Popolo. Una grande folla, a prescindere dalla solita guerra di cifre, colorata e variegata che ha riempito ogni centimetro quadrato della piazza ma anche delle vie limitrofe. Gente di ogni età ed estrazione sociale, giunta da tutta Italia con ogni mezzo per esprimere il proprio dissenso contro le restrizioni imposte dalla politica all’informazione.

In mezzo alla folla tanti i cartelli, gli striscioni e le magliette con gli slogan più diversi e fantasiosi, tantissimi i palloncini e le bandiere a colorare la piazza e ad indicare le appartenenze, da quelle dei partiti dell’opposizione a quelle dei sindacati che hanno aderito alla protesta.

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Goirnalisti, nasce l’osservatorio sui cronisti minacciati e le notizie oscurate

savianoRoberto Saviano, Lirio Abbate, Pino Maniaci, Rosaria Capacchione: giornalisti minacciati, costretti a vivere sotto scorta o uccisi, come Giancarlo Siani la cui storia è stata raccontata da Marco Risi nel film “Fortapasc”, perché hanno raccontato con rigore e coraggio le vicende di mafia, camorra e terrorismo. Per documentare questi casi e tutelare la libertà di informazione, su iniziativa della Federazione Nazionale della Stampa e dell’Ordine nazionale dei giornalisti, è nato un Osservatorio sui cronisti minacciati e le notizie oscurate, che sarà presentato domani 4 aprile a Perugia, nell’ambito del Festival internazionale del giornalismo.

Negli ultimi 40 anni nel nostro paese otto giornalisti sono stati uccisi in Sicilia e uno Campania e centinaia sono stati i cronisti fatti oggetto di ritorsione. “La mancata percezione della gravità del fenomeno è uno degli aspetti del problema”, dice Alberto Spampinato, giornalista dell’ANSA e consigliere Fnsi che ha lanciato l’idea dell’Osservatorio in un congresso della Federazione nazionale della stampa del 2007.

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Saviano accusato di plagio. Di Meo lo invita al confronto

roberto-savianoUn confronto a Napoli tra Roberto Saviano e alcune “voci dissonanti”, per capire se Gomorra “abbia o meno prodotto disinformazione sulla realtà campana e sulla comprensione del fenomeno criminale”. E’ la proposta lanciata da Simone Di Meo all’autore di Gomorra.

Di Meo è il giornalista free-lance napoletano che ha accusato Saviano di plagio chiedendogli un risarcimento danni di 500mila euro, ritenendo che alcune parti di Gomorra siano copiate da articoli da lui pubblicati sul quotidiano Cronache di Napoli, peraltro additato dallo scrittore – nel suo intervento dell’anno scorso al festival di Mantova – come una di quelle testate locali responsabili di una sorta di contiguità con il mondo malavitoso.

La causa intentata contro Saviano è stata trasferita dal tribunale civile di S. Maria Capua Vetere a quello di Napoli: il procedimento è alle primissime battute e non è ancora entrato nel vivo, la prossima udienza è in programma il 7 luglio.

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