Addio ai fondi per i giornali politici, di cooperative e di idee. Il governo li cancella.

soldi 2Addio ai “diretti” all’editoria per i giornali di , di cooperative e di partito. La cancellazione di questi fondi, vitali per centinaia di testate, è stata sancita ieri dalla Commissione della Camera, che ha approvato il maxi del Governo alla finanziaria.

Il testo, contenente la cancellazione dei , dovrà ora essere approvato in aula ma è quasi certo che sulla manovra finanziaria sarà posta la questione di fiducia che “blinderà” il testo senza possibilità di migliorarlo. Il provvedimento mette a repentaglio la vita di un centinaio di giornali dei più diversi orientamenti politici e culturali, testate storiche come l’Avvenire, il Secolo d’Italia, L’Unità e Il Manifesto, ma anche quotidiani più giovani come Europa e La Padania, nonché decine di piccole tv, cooperative e espressioni del terzo settore.

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Par condicio, il Pdl propone modifica alla legge sull’informazione in campagna elettorale

Ignazio AbrignaniPar condicio addio. La norma che regola l’informazione durante i periodi elettorali sembra destinata a finire in soffitta. Il ha presentato una proposta di legge firmata da Ignazio Abrignani (nella foto), che prevede una riforma radicale della attuale par condicio.

Spazi in radio e in tv divisi in base al “peso” del partito e quindi alla rappresentanza parlamentare ottenuta alle ultime elezioni, salvo un diritto di tribuna per le minoranze pari al 10% (soglia considerata ‘trattabile fino al 20%); spot a pagamento sulle tv nazionali per tutte le forze politiche; possibilità per i singoli politici di partecipare alle trasmissioni di intrattenimento. Queste le novità fondamentali della proposta di legge 2805 depositata il 14 ottobre scorso a Montecitorio e formalizzata ieri in un fascicolo.

Il nuovo testo di legge prevede un solo articolo e riprende una proposta già studiata dai tecnici di Forza e An nel 2005. Ora la proposta passerà all’esame delle commissioni e se approvata, potrebbe essere applicata già alle regionali di marzo. I tempi tuttavia restano strettissimi, tanto che la possibilità di farcela prima delle elezioni amministrative è in forte in dubbio.

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Antonello Rega minacciato di morte per il suo libro sull’Islam

diversiedivisiAncora nei confronti di . L’ultimo cronista a vedersi recapitare lettere minatorie per aver svolto il proprio lavoro è Nello Rega, giornalista del televideo Rai ed autore del libro “Diversi e divisi”, sul tema della convivenza tra cristiani e islamici. Le lettere minatorie, tutte contenenti , sono cominciate ad arrivare al giornalista in seguito alla pubblicazione di questo testo.

A detta dello stesso cronista sono già cinque le missive recapitategli, di cui le ultime due inviate all’indirizzo della madre a Potenza e alla Pro loco di Gallicchio (Potenza), dove Rega ha presentato la sua opera due settimane fa e dove è stato attivato un comitato di solidarietà nei suoi confronti. Nella lettera recapitata alla madre, già consegnata ai Carabinieri di Potenza, vi sono due e un testo scritto al computer, con ripetute e l’invito a non comparire in trasmissioni televisive.

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Fondi per l’editoria, a rischio i 70 milioni per i giornali di idee e di cooperative

giornali4Cattive notizie per i cosiddetti giornali di idee o gestiti da cooperative. I settanta milioni di euro stanziati in loro favore dal Parlamento per gli anni 2009 e 2010 sono a rischio. Anzi per la verità pare che proprio non ci siano.

Gli stanziamenti in questione erano stati approvati con la numero 99 dello scorso luglio, ma ora sembrano essere scomparsi. A riportare a galla il tema spinoso una interrogazione parlamentare dello scorso 20 ottobre, presentata dai senatori Vincenzo Vita e Luigi Lusi del Pd insieme ad Alessio Butti del e Roberto Mura della Lega, oltre all’onorevole Giuseppe Giulietti del gruppo Misto alla Camera.

“La notizia – si in una nota della Fnsi – circola da qualche giorno ed è fonte di grande preoccupazione, non solo per le imprese interessate ma anche per i loro dipendenti e quindi anche per i . È in gioco la solidità imprenditoriale e talvolta la stessa sopravvivenza di alcune come, ad esempio, Avvenire, Il Riformista, Il Manifesto, Europa, La Padania, il Secolo d’Italia, Liberazione, La Voce Repubblicana, alcune delle quali peraltro già vivono più pesantemente di altre le ripercussioni della crisi di settore”.

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Fnsi, incontro sul futuro delle emittenti locali: “A rischio un settore fondamente per il pluralismo”

“E’ a rischio un aspetto del debole italiano. E’ a rischio un settore industriale che garantisce molte migliaia di posti di lavoro e che dà occupazione, con un contratto a tempo indeterminato, ad oltre duemila giornalisti in tutta Italia”. Lo sostiene in una nota la italiana che per domani, mercoledì 22 aprile, ha organizzato un incontro-dibattito sulla situazione delle televisioni e delle locali alla sala Capranichetta (piazza Montecitorio) a partire dalle ore 10.

Hanno assicurato la loro presenza: il sottosegretario alle Comunicazioni, Paolo Romani, il presidente del gruppo Pdl al , Maurizio Gasparri, l’onorevole Paolo Gentiloni, il senatore Fabrizio Morri, il senatore Vincenzo Vita, il senatore Roberto Mura e il portavoce di Articolo 21 onorevole . E’ stato invitato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti. Saranno presenti per Aeranti-Corallo Marco Rossignoli e Luigi Bardelli e per la Fnsi il generale ed il Presidente, e Roberto Natale.

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