Enzo Biagi, al via la seconda edizione del premio in sua memoria

Enzo Biagi

Enzo Biagi

Torna il premio giornalistico dedicato ad Enzo Biagi, l’indimenticabile cronista che ha fatto la storia di questo mestiere in Italia. Il riconoscimento, giunto alla seconda edizione, è stato istituito dalla famiglia del giornalista per onorare la sua memoria e ricordare la sua grande passione e professionalità nel raccontare la società italiana.

È destinato a giovani cronisti italiani che scrivono su giornali di provincia che si siano particolarmente distinti nel corso dell’anno. La partecipazione, infatti, è consentita a giornalisti professionisti, pubblicisti e collaboratori che non abbiano, a gennaio 2010, compiuto i 35 anni di età.

Il premio non è diviso in categorie ma prevede un unico vincitore che riceverà i dieci mila euro in palio. A discrezione della giuria, potranno essere assegnate menzioni speciali a giornalisti ritenuti particolarmente meritevoli, senza alcun premio in denaro. L’anno scorso, la prima edizione del concorso, è stata vinta da Francesca Lombardi, ventisettenne redattrice de “La Gazzetta di Parma”.

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Una vita da precario. In una ricerca dell’Odg i numeri da incubo del precariato giornalistico

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Novemila testate clandestine; 20mila giovani sfruttati che guadagnano una media di 8 euro a pezzo; 2 euro il compenso minimo per servizio. Questi dati sconcertanti sono il risultato di una indagine condotta dall’Ordine nazionale dei giornalisti, sulla situazione del precariato in ambito giornalistico.

“Una vita da (giornalista) precario”, questo il titolo dell’indagine, è un’analisi condotta a tutto campo e sviluppata su più fronti per avere un panorama più ampio possibile della situazione. La ricerca si è avvalsa della collaborazione degli Ordini e delle Associazioni sindacali locali che hanno permesso di ricavare dati e informazioni da tutte le regioni della penisola.

A completare l’indagine tante testimonianze di giornalisti che stanno vivendo sulla loro pelle i disagi del precariato. Le tante interviste video, allegate alla ricerca, hanno lo scopo di renderla più viva e reale, evitando il solito susseguirsi di fredde “cifre”. Scopo pienamente raggiunto, grazie alle esperienze, alcune veramente agghiaccianti, testimoniate dalle immagini.

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La gente di piazza del Popolo. Slogan, magliette e tanti colori alla manifestazione contro il guinzaglio alla stampa

“Siamo tutti farabutti” e “Adesso denuncia anche me”. Sono solo alcuni degli slogan che campeggiano sulle magliette dei manifestanti che gremiscono piazza del Popolo per manifestare contro il “bavaglio” all’informazione. Appunto, il bavaglio. Tantissimi manifestanti hanno qualcosa davanti alla bocca per segnalare l’impossibilità di parlare. C’è chi ha messo un cerotto, chi una cerniera a lampo, chi ancora ha indossato bandane e fasce di ogni tipo a tappare la bocca.

È una folla coloratissima e molto fantasiosa quella che manifesta sotto il sole di Roma. Tanti i cartelli, con scritte e vignette che riconducono al tema della libertà di stampa. Molti simpatici, altri irripetibili. C’è chi va in giro con un guinzaglio rigido cui ha legato un giornale e chi si è travestito da pinocchio. C’è persino un omone mascherato da Obelix che gira per la piazza trascinando un carretto in cui un pupazzo con le sembianze di Berlusconi tiene un cartello con su scritto: “Ho risposto alle 10 domande…le ho sbagliate tutte”.

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Gabanelli, Report ha ottenuto la tutela legale. “Ma navighiamo a vista”

“La tutela legale della Rai per Report? L`abbiamo rispuntata la scorsa settimana. Almeno per questa serie. Si naviga un po’ a vista, capisce?”. Con queste parole, Milena Gabanelli intervenendo a ‘24 Mattino’ su Radio 24 ha messo fine alla querelle legata alla volontà della Rai di non rinnovare la copertura legale a Report.

La Gabanelli nel corso dell’intervista ha parlato anche della manifestazione sulla libertà di stampa prevista domani (sabato 3 ottobre a Piazza del Popolo). Manifestazione alla quale la giornalista ha aderito: “Tutti i politici di tutti i Paesi – ha detto la Gabanelli – esercitano le loro pressioni sui giornalisti per indirizzare, condizionare, limitare. A vari livelli. Ma dipende dagli interlocutori che trovi. In Italia si trovano interlocutori particolarmente asserviti e questo fatto produce certi risultati.”

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Giancarlo Siani, consegnati i premi alla sua sua memoria nel giorno dell’anniversario della morte

Sono stati consegnati a Napoli, nella sala a lui dedicata all’interno del quotidiano “Il Mattino”, i premi giornalistici alla memoria di Giancarlo Siani (nella foto), cronista del giornale partenopeo ucciso 24 annni fa dalla camorra. Giunto alla sesta edizione, il premio quest’anno è stato attribuito a Vittorio Mete per il libro “Amministrazioni locali sciolte per infiltrazioni mafiose”, e ad Alberto Spampinato, fratello di Giovanni, cronista de “L’Ora di Palermo” ucciso dalla mafia nel 1972, con “C’erano bei cani ma molto seri”. Esmeralda Calabresi, Peppe Ruggiero e Andrea Ambrosio sono stati premiati per il film documentario “Biutiful Cauntri”, mentre Libero Di Rienzo, protagonista del film “Fortapasc”, ha ricevuto il riconoscimento della giuria per aver saputo interpretare non solo una sceneggiatura ma anche i tratti caratteriali del giovane cronista.

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Al via “parole e mafie”: tre mesi di convegni in tutto il Lazio

Parte oggi (ndr 22 settembre) da Latina il tour di “Parole e mafie. Informazione, silenzi e omertà”, il progetto realizzato dalla “Fondazione Libera Informazione” in collaborazione con la “Casa della Legalità” della Presidenza della Giunta Regionale del Lazio, che punta l’attenzione su informazione e mafie. Una serie di dibattiti, incontri e convegni tematici che proseguiranno per tre mesi nelle diverse province laziali, pensati come momenti di confronto con gli operatori locali dell’informazione, con il mondo dell’associazionismo e con tutti i cittadini sensibili alla minaccia rappresentata dalla criminalità organizzata.

Obiettivo degli incontri è far emergere tutte quelle notizie che faticano ad ottenere diritto di cittadinanza presso gli organi di informazione o ad uscire da un ambito prettamente locale. Oltre agli incontri con giornalisti della stampa nazionale sensibili ai problemi relativi alle infiltrazioni mafiose, Libera Informazione e la Casa della Legalità organizzeranno convegni tematici aperti al pubblico su alcune delle principali sfide poste dalle mafie nel Lazio.

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A Modica primo festival del giornalismo siciliano

Si terrà a Modica dal 10 al 12 settembre prossimi il primo festival del giornalismo siciliano promosso dall’associazione “Il Clandestino”. Nella cittadina del ragusano (nella foto) si potrà partecipare, nell’arco dei tre giorni della manifestazione, a conferenze, presentazioni di libri, forum, laboratori, mostre, concerti, artisti di strada e stand informativi.

“L’evento – spiegano i promotori – nasce dalla consapevolezza che lo stato dell’informazione in Italia, ma in particolare in Sicilia e in provincia di Ragusa, non è dei migliori. L’iniziativa vuole essere veicolo di sensibilizzazione ad una attenta salvaguardia della libertà d’informazione e mira ad essere luogo di confronto tra varie esperienze. Confronto tra quei giornalisti siciliani che non piegano la schiena ai diktat di potenti editori o alle indegne minacce della criminalità organizzata”.

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Giovani giornalisti, a Davide Miserendino la borsa di studio “Guglielmo Zucconi”

E’ stata assegnata a Davide Miserendino, 21 anni, collaboratore del Resto del Carlino, la Borsa di studio da 4mila euro intitolata a Guglielmo Zucconi e consegnata dal figlio Vittorio, inviato di Repubblica negli Stati Uniti e direttore di Radio Capital. La premiazione nel corso di un incontro con la stampa che si è svolto a Modena.

L’iniziativa è stata promossa dalla famiglia Zucconi, dalla Provincia di Modena, dal Centro culturale Francesco Luigi Ferrari, dall’Associazione Stampa modenese e dal Rotary Club della città Emiliana “Ludovico Antonio Muratori”.

I giovani giornalisti selezionati erano 14 e tra questi lo stesso Zucconi ha indicato la terna dei finalisti: oltre a Miserendino, la giornalista dell’Informazione di Modena e di “E’-tv Antenna 1″ Anna Ferri e il giornalista praticante del Riformista Stefano Feltri, già collaboratore della Gazzetta di Modena.

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Grandi firme premiate al “Santa Margherita Ligure per la cultura”

Saranno Massimo Gramellini, Aldo Grasso, Michelle Hunziker, Alessandra Cravetto e Maarten Van Aalderen a ricevere quest’anno, il “Premio Giornalistico Internazionale Santa Margherita Ligure per la Cultura”. Il riconoscimento, giunto alla quarta edizione, sarà assegnato in una cerimonia che si terrà domani sera nella seicentesca villa Durazzo, nella cittadina ligure.

Tutti di assoluto primo piano i nomi dei cinque premiati. Il vicedirettore de “La Stampa” Massimo Gramellini e il critico televisivo ed editorialista del Corriere della Sera Aldo Grasso, saranno premiati entrambi nella categoria “premio stampa cultura”; la conduttrice televisiva Michelle Hunziker riceverà il “premio stampa” per il suo impegno sulle tematiche in favore della donne; la giovane giornalista Rai Alessandra Cravetto ritirerà il “premio TV/giovani”. Infine andrà al corrispondente del quotidiano olandese “De Telegraf” nonché presidente dell’Associazione stampa estera a Roma, Maarten Van Aalderen, il “premio stampa internazionale”.

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Il Pais non si fa intimorire: pubblicate due nuove foto

Il Pais non si fa intimidire dalle querele del presidente del Consiglio e pubblica due nuove foto del via vai di ragazze a villa Certosa. “Nella villa di Papi” è il titolo del nuovo articolo del quotidiano iberico che così risponde senza arretrare di un centrimetro alle minacce del premier. Le foto, come quelle pubblicate precedentemente, sono visibili a tutti su Internet: due ragazze in topless che fanno la doccia insieme e un altro paio di giovani donne, con il volto coperto, in minigonna riprese mentre si trovano nei giardini della villa.

L‘articolo che le accompagna non è tenero con Berlusconi, e tra le altre cose definisce villa Certosa “una residenza geriatrica ricolma di corpi stupendi”. E ancora: “Benvenuti in Berluscolandia - si legge nel pezzo – il Paese in cui tutte le ragazzine vogliono diventare veline”. Le nuovo foto, tutte appartenenti allo stock del fotografo Antonello Zappadu posto sotto sequestro dalla magistratura italiana, sono aggiunte a quelle già pubblicate dal quotidiano spagnolo nei giorni scorsi.

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