Giornata dell’informazione, Napolitano: “pluralismo indice di democrazia”

“Già più di tre anni fa, in occasioni analoghe a quella odierna, espressi il mio profondo convincimento circa il carattere discriminante che l’esistenza di una stampa e di una informazione pluralistiche e libere assume per distinguere la democrazia dal dispotismo”. È un vero e proprio monito in favore del pluralismo dell’informazione quello rivolto dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante il suo intervento alla terza “giornata dell’informazione” celebrata al Quirinale.

Alla cerimonia erano presenti i circa 160 cronisti vincitori, nel 2009, dei 22 premi giornalistici che hanno ottenuto l’adesione della Presidenza della Repubblica. A loro il presidente si è rivolto così: “Voi siete il grande specchio della ricchezza di talenti e percorsi su cui si fonda prestigio giornalismo italiano. Ed è nella qualità dell’impegno e del lavoro di ogni giornalista, nella professionalità, nel rigore, nell’equilibrio e nel tranquillo coraggio di chi si dedica a questo quotidiano lavoro il maggior presidio della libertà, del ruolo della stampa e dell’informazione”.

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Bari, giornalisti fuori dal tribunale. L’Assostampa protesta

Il Sabato il Palazzo di giustizia di Bari è off limits per i giornalisti. Così l’altro ieri i cronisti baresi si sono visti sbattere in faccia le porte del tribunale. Un gesto motivato, secondo il personale di vigilanza del palazzo, da decisioni di organi superiori, per i quali “l’accesso della stampa in Procura non sarebbe possibile di sabato in quanto giornata non feriale e nella quale non si celebrano udienze”.

Un atto definito subito “gravissimo” da parte dell’Assostampa pugliese perché, si legge in una nota, “impedisce ai giornalisti di esercitare il diritto di cronaca, garantito dalla Costituzione sempre e comunque”. In questo modo, prosegue il sindacato, “si pretende di dettare d’autorità tempi e modi di svolgimento dell’attività giornalistica. Tutto ciò è inaccettabile e si inserisce in un clima sempre più ostile, e spesso anche intimidatorio, nei confronti della stampa”.

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Fnsi, incontro pubblico contro il Ddl intercettazioni

Nessun passo indietro dei giornalisti nella protesta contro le “leggi bavaglio”. La sospensione della giornata del silenzio non significa che il mondo del giornalismo abbandoni la campagna di opposizione all’approvazione del Ddl Alfano sulle intercettazioni. Lo sciopero dell’informazione, temporaneamente bloccato per lo slittamento a settembre dell’approvazione del decreto in Senato e per alcuni segnali di apertura dimostrati dal mondo politico, è stato sostituito da un incontro pubblico, che si terrà domani nella sede di Roma dell’Fnsi, nello stesso giorno in cui avrebbe dovuto celebrarsi l’astensione dal lavoro di tutta la stampa.

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Fnsi, sospesa la giornata di silenzio dell’informazione contro il DDL Alfano

Niente giornata di silenzio dell’informazione il 14 luglio. La Segreteria della Federazione Nazionale della Stampa Italiana ha, infatti, deciso ieri di sospendere il black out dei mezzi d’informazione prevista per martedì prossimo, contro le norme del Ddl Alfano che, se approvate, limiterebbero il libero esercizio della cronaca giudiziaria e sulle indagini investigative”.

La decisione – si legge in una nota diffusa dal sindacato nazionale dei giornalisti – è stata assunta dopo la scelta del Senato di riaprire le audizioni in commissione giustizia (compresa quella con i giornalisti) per un confronto di merito e di rimandare l’esame del Ddl a settembre e comunque dopo la pausa estiva”.

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Iran, annullata la giornata di protesta dei giornalisti contro la censura

Doveva essere il giorno della grande protesta dei giornalisti iraniani contro la censura imposta dal regime di Mahomud Ahmadionejad. Invece la giornata di ieri è trascorsa con le ormai solite limitazioni alla libertà di stampa. Il giornale “Sedaie Edalat” (La Voce della Giustizia) così come “Etemad Melli” (Fiducia del Popolo) non sono potuti uscire. Secondo fonti della radio iraniana Radio Farda, anche il giornale “Hayate Nou” (Nuova Vita) non è andato in vendita.

La protesta è stata annullata dagli stessi giornalisti locali che, per bocca della presidentessa del sindacato di categoria, Badr Sadat Mofidi, hanno detto di non scendere in piazza in segno di solidarietà con i colleghi incarcerati dal regime e per denunciare la presenza costante della polizia nelle redazioni e nelle tipografie.

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Al via il premio Ischia. Quattro giorni di dibattiti e proiezioni

Prende il via il Premio Ischia Internazionale di Giornalismo, tradizionale appuntamento annuale promosso dalla Fondazione Giuseppe Valentino, che quest’anno giunge alla XXX edizione. I premi saranno consegnati al Piazzale delle Alghe di Ischia, davanti al Castello Aragonese. La cerimonia, che si svolgerà il 4 luglio nel Piazzale delle Alghe di Ischia sarà trasmessa il 16 luglio su Rai Uno.

Si parte il 1° luglio con l’intervista di Emilio Carelli a David Grossman sul tema “Giornalismo e Letteratura: quale contributo può dare la letteratura al giornalismo e alla politica?”. A seguire il dibattito “Il giornalismo dei grandi media mondiali, tra guerre dimenticate e reporter uccisi, è ancora utile alla causa dei diritti umani e alla democrazia?” moderato da Emilio Carelli. Interverranno Armando Valladares, Jean Daniel, Peter Stothard, Taylor Krauss ed Emma Bonino. Nel corso della serata sarà proiettato il documentario di Michael Kavanagh “War in DR Congo”, vincitore del premio RFK Journalism Award negli Stati Uniti. Interverranno gli avvocati Federico Moro e Simone Greggs, responsabili in Italia e degli Stati Uniti della Fondazione Robert F. Kennedy.

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Nomine Rai, il 28 maggio manifestazione in difesa del pluralismo e del servizio pubblico

Una giornata in difesa dell’autonomia dell’informazione in Italia e nel servizio pubblico. L’hanno organizzata il sindacato dei giornalisti, l’FNSI, e l’USIGRAI per il 28 maggio prossimo. Anche la Cgil ha comuincato la sua adesione alla manifestazione.

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana e l’Usigrai spiegano in un comunicato le motivazioni di questa scelta: “Il conflitto di interessi del Presidente del Consiglio - si legge nel documento congiunto – rende più grave di sempre la tradizionale e pesante subordinazione della Rai ai voleri della politica. Il primo pacchetto di nomine, varato l’altro giorno, porta il segno offensivo di una decisione maturata fuori da viale Mazzini, con l’aggiunta del consueto scarso rispetto per le professionalità interne e con moltiplicazioni degli incarichi incompatibili con un’organizzazione razionale.”

“E’ rimasto inascoltato – continua la nota – l’appello del Presidente della Vigilanza, che evidentemente per alcuni va apprezzato ed elogiato solo finché le sue parole non toccano gli interessi concreti di qualche parte politica. Queste prime decisioni degli amministratori Rai contribuiscono a rendere ancora più scuro il quadro dell’autonomia dell’informazione in Italia, già esposto ai rischi di una limitazione del diritto di cronaca con il ddl Alfano o alle reazioni minacciose nelle quali incorre il giornalismo che ancora si ostini a fare domande. Anche per questo gli organismi internazionali continuano a guardare con preoccupazione all’anomalia italiana”.

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Fischi a Riotta, spopolano Grillo e Travaglio. Al Festival del giornalismo venerdì ricco di emozioni

festival giornalismo pubblicoGiornata spumeggiante e ricca di spunti quella di ieri (venerdì 3 aprile) al festival del giornalismo in corso di svolgimento a Perugia. Non sono mancati anche momenti di confronto duri su temi come blog e nuovi media, tra i giornalisti affermati, in particolare Gianni Riotta, e i giovani della platea. Ma quella di ieri è stata anche la giornata di Marco Travaglio e Peter Gomez, attesissimi a applauditissimi dal pubblico e quella di Beppe Grillo che, sebbene non fosse a Perugia, ha fatto parlare, e molto, di sé.

La giornata, tutta incentrata sui nuovi modi di fare informazione legati al momento di crisi che sta vivendo la società, era cominciatà con i video di Benjamin Reece. Il videomaker più amato della rete, che insieme a Nathan Heleine gira il mondo ponendo una domanda alla volta a cinquanta persone differenti, ha portato i suoi lavori a supporto di un dibattito sui nuovi linguaggi della comunicazione e sul post-giornalismo.

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