Biennale di Venezia, l’accredito stampa costa 60 euro

I leoni d'oro, simbolo della mostra del cinema di Venezia

I leoni d'oro, simbolo della mostra del cinema di Venezia

Alla mostra del cinema di Venezia l’ costa caro. Per lavorare è necessario pagare un di 60 euro. La novità di quest’anno è stata notata da Pierluigi Roesler Franz, consigliere nazionale dell’Ordine, che l’ha resa pubblica. Una novità non certo gradita per la categoria giornalistica che oltre a dover pagare per svolgere il proprio lavoro, deve pure sottostare ad una serie di complicate e burocratiche procedure.

Questa la “lezione” che la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia impartisce ai giornalisti. La mostra cinematografica, organizzata dalla “Fondazione La Biennale” che tra le altre cose, sottolinea l’ordine nazionale dei giornalisti sul suo sito, è un organismo non profit che si avvale di rilevanti contributi pubblici.

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Incontro Gheddafi Berlusconi. Natale chiede libero accesso ai giornalisti in Libia

Il presidente della Fnsi, Roberto Natale

Il presidente della , Roberto Natale

Libero accesso per i italiani in Libia. È la richiesta ferma del presidente della Federazione della stampa , Roberto Natale a Silvio Berlusconi, in vista del prossimo incontro tra il nostro premier e il leader libico Gheddafi.

“Lunedì prossimo – ricorda Natale in una nota – sarà a Roma il colonnello Gheddafi, per celebrare il secondo anniversario del Trattato di amicizia italo-libica. Un Trattato che ha avuto, tra i suoi principali effetti, la drastica riduzione del numero delle persone in arrivo dal paese nordafricano, come sottolinea il ministro dell’Interno Maroni, e delle domande di asilo. Le politiche dello Stato italiano in materia le decidono governo e Parlamento, naturalmente, e non i . All’informazione, però, deve essere data la possibilità di verificare in autonomia quali siano le conseguenze di queste scelte, tanto più quando esse toccano la vita stessa degli esseri umani e un diritto fondamentale come l’asilo, tutelato dalla nostra Costituzione all’articolo 10”.

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Germania, provverdimento rafforza libertà di stampa

Il parlamento tedesco

Il parlamento tedesco

Italia e Germania hanno idee diverse in materia di libertà di stampa. Mentre nel nostro Paese si continua a parlare di inasprimento delle sanzioni per i giornalisti che pubblicano intercettazioni telefoniche ad indagini in corso, in Germania si approva una legge che proteggerà maggiormente i cronisti, rafforzando, così, la libertà di stampa nel paese.

Il , approvato oggi dal consiglio dei Ministri tedesco, stabilisce, infatti, che i reporter non saranno più perseguibili in caso di concorso nella pubblicazione di materiale riservato ottenuto da terzi. Ad essere perseguita legalmente sarà solo la la fonte del giornalista, cioè la persona che passa le informazioni ai media.

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Editoria, ecco il nuovo regolamento sulle provvidenze

Una pila di giornali

Una pila di giornali

Regole più precise e maggior rigore nell’assegnazione dei contributi pubblici all’editoria. Sono le linee guida del nuovo regolamento, messo a punto dal Dipartimento per l’editoria della Presidenza del Consiglio guidato da Elisa Grande, che riordinerà i criteri di assegnazione dei .

Il testo del nuovo regolamento, anticipato dall’agenzia di stampa Asca, sarà messo all’ordine del giorno per l’approvazione definitiva in una delle prossime riunioni del Consiglio dei ministri. Il nuova disciplina nella concessione dei contributi, basata sulla legislazione esistente, vincola l’assegnazione dei alle effettive vendite di giornali e periodici, e non sarà più basata suo criterio della semplice “”. La vecchia norma prevedeva che potessero richiedere i contributi le testate che diffondevano almeno il 25% della loro tiratura complessiva per quelli nazionali e il 40% per quelli locali. Ora si è sostituita il concetto di con quello di , specificando che per copie distribuite “si intendono quelle poste in in edicola o presso punti non esclusivi, entrambi tramite contratti con società di distribuzione esterne” e quelle distribuite in abbonamento a pagamento. Non potranno, inoltre, essere inserite nel calcolo le copie vendute in blocco a un prezzo inferiore a quello indicato sulla testata.

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Modica, al via il secondo Festival del giornalismo

La locandina del Festival

La locandina del Festival

Si aprirà domani, nel suggestivo scenario del centro storico di Modica, tra il chiostro di Palazzo San Domenico, il Palazzo della Cultura e Palazzo Grimaldi, la seconda edizione del . Saranno quattro giorni (la manifestazione si concluderà il 28 agosto) interamente dedicati al giornalismo e alla conoscenza del panorama informativo nazionale, con particolare attenzione al mondo giornalistico siciliano.

Organizzata dall’associazione “Il Clandestino”, in collaborazione con la Fondazione Grimaldi, l’Arci, la Cgil e Libera e patrocinata dal comune di Modica e dalla regione Sicilia, la manifestazione sarà ricca di ospiti ed iniziative. Ad inaugurare la prima giornata, dedicata al cambiamento dell’informazione in Sicilia e alla figura del giornalista Pippo Fava, saranno Riccardo Orioles, Antonello Mangano, Renato Camarda, Claudio Floresta ed Elena Fava. Alberto Spampinato, Carlo Ruta e Roberto Rossi illustreranno, invece, l’oscura vicenda della morte di Giovanni Spampinato (corrispondente de “L’Ora di Palermo”), mentre per affrontare il tema nazionale della libertà di stampa, il ospiterà Franco Fracassi, Bruno Tinti, Gaetano Liardo e i procuratori di Modica e di Gela, rispettivamente Francesco Puleio e Lucia Loti.

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Crisi, licenziamenti alla Dire New e scioperi a Epolis

Il logo dell'agenzia Dire

Il logo dell'agenzia Dire

I giorni difficile della crisi economica sono tutt’altro che passati. Specialmente nel settore dell’ ogni giorno arrivano notizie di situazioni difficili, con licenziamenti, giornali che chiudono e scioperi. Gli ultimi a subire le conseguenze, reali o presunte, della crisi sono sei della agenzia di stampa “Dire New” che sono stati licenziati in tronco dall’, Bianchi.

Sull’accaduto l’organizzazione sindacale dei romani, l’Assostampa Romana, ha diffuso un comunicato durissimo, che accusa senza mezzi termini la dirigenza dell’agenzia. “Com’era prevedibile – scrive l’Assostampa – la farsa si è trasformata in tragedia e sei della Dire New sono stati licenziati in tronco. Un anno fa l’Associazione Stampa Romana fu buona profeta quando denunciò che la Dire Cooperativa si stava sbarazzando dei colleghi più scomodi, guarda caso i più sindacalizzati, con un’operazione simile a quella di Alitalia: da una parte la Good Company (la cooperativa) dall’altra la Bad Company (la srl) sulla quale venivano scaricati gli esuberi. La dirigenza della cooperativa accusò allora il sindacato di travisare i fatti, affermando che nessuno aveva perso il posto di lavoro. Un anno dopo, il risultato è quello temuto”.

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Fnsi, oggi la manifestazione anti-bavaglio

Il logo Fnsi, organizzatrice della manifestazione

Il logo Fnsi, organizzatrice della manifestazione

Ci siamo. Oggi è il giorno della grande mobilitazione della stampa contro il disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche. Dalle 17 alle 21 giornalisti e persone della società civile manifesteranno il loro dissenso contro quella che definiscono una legge che metterà definitivamente il bavaglio all’informazione.

Il fulcro della protesta sarà a Roma, a piazza Navona, ma il no al Ddl andrà in scena in altre undici piazze in tutto il Paese e anche all’estero. Quelli che sono stati già ribattezzati i “presidi per la ” saranno a Milano, Torino, Padova, Bari, Palermo, Parma. Ma anche in provincia di Foggia, a Lucera, e di Ravenna, a Conselice. E, all’estero, ci saranno sit-in a Londra, davanti alla sede della Bbc, e Parigi, sulla scalinata dell’Operà Bastille.

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Tessera del tifoso anche per i giornalisti

Lo stadio di San Siro

Lo stadio di San Siro

Anche i giornalisti sportivi che vorranno seguire le partite allo stadio dovranno munirsi della tessera del tifoso. La notizia ha dell’incredibile, dal momento che si presuppone che i cronisti sportivi si rechino allo stadio per lavorare e non per tifare. La decisione del ministero dell’Interno di rendere obbligatoria la tessera anche per loro, equipara giornalisti regolarmente accreditati all’ingresso allo stadio ai supporters.

Verrebbe da dire che il pugno duro dello Stato contro la violenza negli stadi non guarda in faccia a nessuno. Ma stavolta forse si è un po’ esagerato. Sulla vicenda si è espresso il vicepresidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti Enrico Paissan. “L’Ordine nazionale – scrive Paissan – dei giornalisti esprime il proprio sconcerto rispetto all’orientamento di includere anche i cronisti sportivi regolarmente accreditati nelle procedure previste dalla normativa della cosiddetta tessera del tifoso”.

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Premio Ilaria Alpi, i vincitori

Ilaria Alpi e il suo operatore

Ilaria Alpi e il suo operatore

Undici giornalisti premiati più un riconoscimento alla carriera a Demetrio Volcic, storico corrispondente Rai da Praga, Vienna e Mosca. Sono i risultati della XVI edizione del premio giornalistico televisivo Ilaria Alpi appena andato in scena a Riccione. La manifestazione, che si è appena conclusa, ha fatto registrare il record di partecipanti, con 330 filmati presentati.

La kermesse giornalistica, si è confermata l’appuntamento più importante in Italia dedicato all’informazione televisiva facendo registrare un grande successo di pubblico, che ha partecipato in massa ai tanti eventi proposti dall’organizzazione.

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Garante privacy, “no riprese a persone con manette ai polsi”

Il garante della privacy, Francesco Pizzetti

Il garante della privacy,

I media si astengano dal diffondere riprese e fotografie di persone in manette”. Con queste parole il garante della privacy, , ha rivolto un nuovo richiamo ai mezzi di informazione.

La richiesta fa seguito alla vicenda di Fabio De Santis, ex provveditore alle opere pubbliche della Toscana, coinvolto nell’inchiesta sui presunti appalti pilotati per le Grandi Opere, ripreso qualche giorno fa, in manette in tribunale. L’avvocato di De Santis aveva richiesto ai di non mandare in onda le immagini del suo assistito in quella condizione. Il legale aveva detto ai che il suo cliente era “frastornato” e “amareggiato” per quelle immagini.

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