Addio a Mino Damato

Il giornalista Mino Damato

Il giornalista Mino Damato

Mino Damato, volto storico del giornalismo televisivo , è morto all’età di 72 anni. Originari di Napoli, Damato è stato un cronista eclettico e innovatore, tanto da diventare famoso per una sua celebre camminata sui carboni ardenti nel 1986, durante la sua conduzione di . Quella edizione della celebre trasmissione domenicale di RaiUno, fu molto particolare proprio grazie all’impostazione data da Damato, che la trasformò in un programma di stampo più giornalistico, precorrendo i tempi che avrebbero visto lo sviluppo dell’infotainment, genere misto di informazione e intrattenimento oggi diffusissimo in televisione.

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Rai, Liofredi querela Italia Oggi

Il direttore di Raidue Liofredi

Il direttore di Raidue Liofredi

Il direttore di Raidue, Massimo Liofredi contro Italia Oggi. Il dirigente Rai ha annunciato di aver querelato il del quotidiano economico, e il direttore responsabile Pierluigi Magnaschi, per un articolo dal titolo “Liofredi, giorni contati a Raidue”, in cui si sostiene che il direttore generale della seconda rete, a pochi mesi dalla nomina sarebbe già al capolinea.

Secondo il quotidiano, la motivazione dell’allontanamento di Liofredi sarebbe stata giustificata con la sua inadeguatezza a ricoprire questo ruolo e con una gestione tutta tesa all’inseguimento dell’Odience, che avrebbe involgarito l’intera rete. Da qui la decisione dell’interessato di sporgere . “Le volgarità contenute nell’articolo – si legge in una nota – non meritano di essere commentate, ma meritano senz’altro di essere discusse in un’aula di Tribunale”.

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Lettonia. Ucciso giornalista e editore di un quotidiano

La carta geografica della Lettonia

La carta geografica della

Ucciso a sangue freddo da due sicari. La vittima è , direttore e redattore capo del quotidiano lettone “ e proprietario di una televisione locale con lo stesso nome. Il giornalista ed editore è stato colpito da due proiettili alla testa mentre si stava recando ad un appuntamento nella città di Daugvpils (nella regione di Latgale).

L’omicidio, avvenuto il 16 aprile verso le cinque del pomeriggio, era stato pianificato in tutti i particolari. L’assassino ha probabilmente aspettato Nemcovs mentre si recava ad un caffè sulla Lacplesa Street, vicino all’università di Daugavpils. La polizia per ora ha aperto un’inchiesta anche se non ci sono ancora indagati.

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E’ morto Edmondo Berselli

Il giornalista Edmondo Berselli

Il giornalista Edmondo Berselli

È morto il giornalista modenese Edmondo Berselli. Il cronista, intellettuale e scrittore, si è spento al Policlinico di Modena dopo un lungo periodo di malattia. Era nato il 2 febbraio 1951 a Campogalliano. Nella sua lunga carriera giornalistica ha scritto di sport, televisione, politica e cultura. Ha lavorato per Il Sole 24 Ore e La Stampa, attualmente svolgeva la sua attività all’interno del gruppo Espresso sia per il settimanale che per il quotidiano La Repubblica.

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un comunicato, ha espresso il suo dispiacere per la morte di Berselli. Napolitano, si legge nella nota del Quirinale, “appresa con sincera commozione e profondo rammarico la dolorosa notizia della prematura scomparsa di Edmondo Berselli, giornalista, pubblicista e scrittore di grande finezza e cultura, in un messaggio ricorda le occasioni di incontro e dialogo avute con lui e si unisce, con sentimento di viva partecipazione, al dei famigliari, della rivista Il Mulino e del quotidiano La Repubblica”.

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Lettera con proiettile a casa: nuove minacce a Nello Rega

Il giornalista Nello Rega

Il Nello Rega

Non c’è pace per Nello Rega, del Televideo Rai e autore del libro “Diversi e divisi” che tratta il difficile rapporto di convivenza tra cristiani e musulmani. Il cronista da tempo è oggetto di minacce per il contenuto del suo libro e ieri è arrivato l’ultimo avvertimento. Una busta contenente due e una in cui si di morte il reporter avvertendolo che “sappiamo dove vivi”, è stata lasciata da sconosciuti davanti alla porta di casa sua, a Potenza. Quella di ieri è solo l’ultima di una serie di intimidazioni per il , che negli ultimi mesi ha ricevuto già 10 distribuiti in diverse lettere e, il 27 novembre scorso, addirittura una testa d’agnello lasciata nella sua auto. Per lasciare l’ultimo avvertimento, i malviventi hanno dovuto anche forzare il portone d’ingresso del palazzo di Rega, che era appena rientrato nel capoluogo lucano da Roma, per partecipare a due presentazioni del suo libro.

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Rilasciato giornalista britannico a Gaza

Il giornalista Paul Martin

Il giornalista Paul Martin

Liberato Paul Martin. Il giornalista britannico, imprigionato lo scorso 14 febbraio a Gaza, è stato liberato da Hamas. Corrispondente per il giornale The Times e per l’emittente Bbc, era stato arrestato in un’aula di tribunale, dove si trovava per testimoniare volontariamente al processo di un uomo palestinese di collaborare con Israele e da lui intervistato per un documentario nel 2008.

In seguito a negoziazioni diplomatiche, è stato rilasciato con l’invito esplicito di non tornare più a Gaza. Lo si accusa di essere una per Israele e di avere cercato di dimostrare un traffico illegale di armi da parte palestinese. D’altra parte, però, anche nel corso dei 25 giorni di prigionia, Martin non si è mai dichiarato colpevole, come sottolinea la moglie Anne in un’intervista pubblicata dall’Association Press.

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Proiettile a giornalista di Epolis. Interrogazione in parlamento sull’aumento delle minacce

Epolis Friuli

Epolis Friuli

È sempre più teso il clima intorno alla classe giornalistica. Minacce e intimidazioni si susseguono di giorno in giorno. L’ultima vittima è un giornalista della redazione di Udine del quotidiano EPolis Friuli, che si è visto recapitare una anonima contentente un proiettile.

“Un chiaro atto di – ha subito dichiarato l’Assostampa Friuli -, criminale e vile, nei confronti di un giornalista e di una redazione impegnati a fornire all’opinione pubblica regionale un’informazione completa e trasparente. L’Assostampa locale, nel formulare l’auspicio che le forze dell’ordine identifichino al più presto il responsabile o i responsabili del vile atto, in modo che questo reato trovi condanna anche nelle sedi giudiziarie, si dice “certa che il collega e la redazione non si lasceranno intimidire e proseguiranno il proprio lavoro con l’onestà e l’impegno di sempre”.

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Cassazione, rubare fascicoli per inchieste giornalistiche non è reato

cassazioneRubare fascicoli di atti di processi per dimostrare il malfunzionamento dei pubblici uffici e dei tribunali si può fare, purché la rimozione sia assolutamente “momentanea” e non si configuri alcuna “sottrazione”. È la sentenza 4699 del 2010 con cui la sesta sezione della Cassazione ha prosciolto un e un di Pavia, dall’accusa di “violazione della pubblica custodia di cose”.

Non si può, però, invocare il diritto di cronaca se per documentare la sua inchiesta il si rende egli stesso responsabile di reati. I due cronisti in questione, infatti, sono stati assolti solo perché la rimozione dei fascicoli e la ricollocazione all’interno dell’armadio stesso erano stati immediati così da dare all’inchiesta giornalistica un “fine dimostrativo e sociale” che è quello che dovrebbero avere tutte le inchieste.

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Reggio Calabria, data alle fiamme l’auto del giornalista Monteleone

monteleoneAncora un caso di intimidazioni di stampo mafioso a danni di giornalisti. Questa volta la brutta esperienza è toccata ad Antonino Monteleone, trentenne giornalista free lance che collabora con numerosi organi di stampa. Tra le sue collaborazioni più importanti “Il Fatto Quotidiano” ed “Il Punto”, mentre per quanto riguarda la televisive, “Report” di Milena Gabanelli. Sulla rete, Monteleone cura dal 2006 un blog molto seguito.

La minaccia al cronista è arrivata con un atto tipico della malavita organizzata: l’incendio dell’auto. Il fattaccio è avvenuto a venerdì sera (5 febbraio) per mano di persone di cui non si conosce ancora l’identità.

La vettura, una Fiat Idea, che è stata prima cosparsa con liquido infiammabile, e poi data alle fiamme, è stata completamente distrutta. Monteleone ha denunciato immediatamente l’intimidazione alla Polizia.

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Travaglio Vs Previti: la corte d’appello annulla la condanna

travaglioSecondo atto della battaglia legale tra il giornalista Marco Travaglio e . La corte d’ di Roma ha la condanna inflitta dal al cronista torinese lo scorso anno.

Il secondo round se lo aggiudica, così, il collaboratore di Michele Santoro ad “Annozero”, dopo che in primo grado era stato alla pena detentiva di otto mesi per aver diffamato il braccio destro di Berlusconi in un articolo comparso sull’Espresso il 3 ottobre del 2002.

Per quell’articolo era stata condannata a cinque mesi di carcere anche il direttore del settimanale, Daniela Hamaui. Anche per lei la corte d’ ha cancellato la pena. L’articolo incriminato, per cui Previti aveva denunciato i due giornalisti, riguardava i rapporti tra Forza Italia e la mafia. Dopo l’, della condanna di primo grado restano una multa di mille euro per Travaglio e di 800 per Daniela Hamaui.