D’Alema querela “Il Giornale” dopo aver partecipato alla manifestazione sulla libertà di stampa

Sconcerto e solidarietà ai giornalisti del Giornale. Sono questi i concetti espressi dal sindacato unitario dei giornalisti e dall’Ordine nazionale in relazione alla querela sporta dall’onorevole Massimo D’Alema contro il quotidiano diretto da Vittorio Feltri.

Il contrasto alle “querele intimidatorie” non conosce colore politico e così, dopo aver censurato quelle del premier contro “La Repubblica”, le due associazioni più importanti della categoria esprimono tutto il loro dissenso contro l’ultima presentata dal dirigente del Partito democratico contro “Il Giornale”. La denuncia per diffamazione a mezzo stampa è stata presentata per un articolo apparso sul quotidiano della famiglia Berlusconi lo scorso giugno, intitolato “Tutte le escort del clan D’Alema”. Il pezzo in questione riguardava la vicenda della malasanità in Puglia e il presunto giro di prostitute di alto borgo che gravitava intorno al gruppo dirigente del Pd pugliese, su cui sta indagando la procura di Bari.

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Chiude il Corriere di Livorno, fallisce il tentativo dell’editore-calciatore Lucarelli

Sembra giunta al capolinea l’esperienza del calciatore del Livorno, Cristiano Lucarelli, come editore di un quotidiano. “Il Corriere di Livorno”, giornale da lui fondato il 9 settembre del 2007, ha annunciato la possibile chiusura dell’attività. La crisi dell’editoria non ha risparmiato nemmeno l’esperimento dell’editore-calciatore.

Ad annunciare la fine delle pubblicazioni è stato lo stesso Lucarelli, in un editoriale (il primo scritto da lui in due anni) comparso sulla prima pagina del quotidiano livornese. “Attualmente – scrive il giocatore – complice la crisi, le copie vendute al di sotto delle aspettative e lo scarso interesse (per paura di ritorsioni) di imprenditori contattati per affiancarmi in questa avventura, mi hanno fatto riflettere sull’eventualità di cessare le pubblicazioni del Corriere di Livorno entro la fine del 2009”.

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La gente di piazza del Popolo. Slogan, magliette e tanti colori alla manifestazione contro il guinzaglio alla stampa

“Siamo tutti farabutti” e “Adesso denuncia anche me”. Sono solo alcuni degli slogan che campeggiano sulle magliette dei manifestanti che gremiscono piazza del Popolo per manifestare contro il “bavaglio” all’informazione. Appunto, il bavaglio. Tantissimi manifestanti hanno qualcosa davanti alla bocca per segnalare l’impossibilità di parlare. C’è chi ha messo un cerotto, chi una cerniera a lampo, chi ancora ha indossato bandane e fasce di ogni tipo a tappare la bocca.

È una folla coloratissima e molto fantasiosa quella che manifesta sotto il sole di Roma. Tanti i cartelli, con scritte e vignette che riconducono al tema della libertà di stampa. Molti simpatici, altri irripetibili. C’è chi va in giro con un guinzaglio rigido cui ha legato un giornale e chi si è travestito da pinocchio. C’è persino un omone mascherato da Obelix che gira per la piazza trascinando un carretto in cui un pupazzo con le sembianze di Berlusconi tiene un cartello con su scritto: “Ho risposto alle 10 domande…le ho sbagliate tutte”.

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Giancarlo Siani, consegnati i premi alla sua sua memoria nel giorno dell’anniversario della morte

Sono stati consegnati a Napoli, nella sala a lui dedicata all’interno del quotidiano “Il Mattino”, i premi giornalistici alla memoria di Giancarlo Siani (nella foto), cronista del giornale partenopeo ucciso 24 annni fa dalla camorra. Giunto alla sesta edizione, il premio quest’anno è stato attribuito a Vittorio Mete per il libro “Amministrazioni locali sciolte per infiltrazioni mafiose”, e ad Alberto Spampinato, fratello di Giovanni, cronista de “L’Ora di Palermo” ucciso dalla mafia nel 1972, con “C’erano bei cani ma molto seri”. Esmeralda Calabresi, Peppe Ruggiero e Andrea Ambrosio sono stati premiati per il film documentario “Biutiful Cauntri”, mentre Libero Di Rienzo, protagonista del film “Fortapasc”, ha ricevuto il riconoscimento della giuria per aver saputo interpretare non solo una sceneggiatura ma anche i tratti caratteriali del giovane cronista.

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Il Romanista torna in edicola dopo cinque mesi

Il Romanista, il primo quotidiano al mondo dedicato a una sola squadra di calcio, che aveva sospeso le pubblicazioni il 1° marzo scorso (salvo poche copie diffuse per mantenere in vita la testata), torna nelle edicole della capitale venerdì 25 settembre.

Il ritorno del Romanista avviene grazie all’accordo raggiunto da Riccardo Luna, presidente del consiglio di amministrazione, con tutti i creditori del giornale che hanno accettato di vincolare una parte dei loro crediti al risultato della causa intentata dal giornale per incassare i contributi statali 2007-2008.

Sempre diretto da Stefano Pacifici, Il Romanista riparte con nove giornalisti (in precedenza erano 13) e 12 pagine invece di 16. Con un tema caldo da affrontare: il possibile passaggio di proprietà della squadra.

Arriva Fast Flip, il nuovo aggregatore di notizie di Google

Si chiama “Fast flip”, l’ultima novità di casa Google, studiata negli uffici di Mountain View. Fast flip è il nuovo aggregatore di notizie online che metterà insieme le news dei principali siti di informazione come la Bbc, il New York Times e il Washington Post.

Saranno trenta in tutto i siti web d’informazione da cui si potranno leggere le notizie in modo semplice e immediato. Il nuovo programma, presentato nel corso della conferenza sulle tecnologie “TechCrunch50” a San Francisco e sviluppato da Krishna Bharat, permetterà agli utenti di navigare velocemente attraverso le notizie, sfogliando le pagine come se fosse un giornale virtuale, con la possibilità di selezionare gli argomenti più letti o quelli consigliati e di condividerli con gli amici.

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Gianfranco Fini querela Feltri per le allusioni al dossier a luci rosse su An

Gianfranco Fini come Silvio Berlusconi. Il presidente della Camera, seguendo l’esempio del premier, sceglie la via giudiziaria per rispondere a Vittorio Feltri che, sul Giornale, annuncia un dossier “a luci rosse” del 2000 sul suo conto.

La querela contro il direttore del quotidiano milanese, è annunciata da Giulia Bongiorno, avvocato del presidente Fini nonché presidente della commissione Giustizia della Camera. Poche secche parole, quelle dell’avvocato: “Dando seguito al mandato ricevuto dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, è stata presentata querela contro il direttore de Il Giornale, Vittorio Feltri, in relazione all’articolo “Il presidente Fini e la strategia del suicidio lento. Ultima chiamata per Fini: o cambia rotta o lascia il Pdl”.

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Afghanistan, liberato Stephen Farrell il giornalista britannico rapito dai Taliban

È salvo Stephen Farrell, il giornalista irlandese del quotidiano ‘The New York Times’ rapito sabato scorso dai Talebani nella provincia settentrionale afghana di Kunduz, mentre tentava di raggiungere il sito del controverso bombardamento aereo della Nato che il giorno prima aveva provocato decine di morti, in gran parte civili.

Farrell è stato liberato con un blitz da unità scelte americane inquadrate nell’Isaf, la Forza Internazionale di Assistenza per la Sicurezza sotto comando atlantico.

Nella stessa operazione purtroppo hanno perso la vita quattro persone: un soldato britannico e tre civili afghani. Lo ha riferito la Bbc. Uno dei tre afghani rimasti uccisi è il giornalista che accompagnava Farrell: Sultan Munadi. Tra le vittime anche una donna, che era forse complice dei carcerieri. L’epilogo della vicenda dopo soli quattro giorni, durante i quali era stato osservato un rigoroso ‘black-out’ informativo, è stato annunciato da una portavoce della redazione del giornale Usa, Diane McNulty, e ha poi trovato conferma da parte del governatore provinciale di Kunduz, Mohammad Omar.
Sembra fossero per la maggior parte americani le ‘teste di cuoio’ impegnate nella liberazione di Farrell, che ha visto l’intervento di elicotteri e alla quale avrebbero partecipato anche truppe regolari afghane.

Braccio di ferro Berlusconi-Repubblica. Anche l’Ue e l’Ifj contro il premier

l polverone sollevato dalla querela di Silvio Berlusconi contro “La Repubblica” non si arresta. Anzi si espande a macchia d’olio. L’azione legale intrapresa dal presidente del Consiglio contro le ormai famose dieci domande che il quotidiano di Ezio Mauro continua a rivolgergli da mesi, fa parlare di sé un po’ ovunque. L’ultimo intervento in ordine di tempo è quello, non di poco conto, dell’Unione Europea. Il messaggio è chiaro: “la libertà di espressione è un valore fondamentale dell’Ue”.

A riportare il pensiero ufficiale dell’Europa è il portavoce della commissione Ue, Johannes Laitenberger interpellato su quali azioni possa intraprendere l’Unione per garantire la libertà di parola di fronte alle iniziative intraprese da Berlusconi. Laitenberger ha, però, voluto precisare di non essere al corrente delle querele che il nostro premier ha presentato contro vari organi di stampa europei.

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Caso Boffo, Confalonieri: “Feltri pubblica solo notizie”

“C’é chi ha voluto accendere il fuoco. E ora ci si lamenta se qualcun altro fa il suo mestiere di giornalista e pubblica notizie”. Così il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri interviene sul caso Feltri-Boffo in un’intervista pubblicata oggi dal Corriere della Sera.

Dopo aver citato il proverbio “chi la fa…l’aspetti”, Confalonieri sul direttore del Giornale dice: “un giornalista estremo ma giornalista, che riporta come tanti altri notizie. Si dovrebbe fermare adesso perché non riguardano Berlusconi che in questi mesi è sembrato il bersaglio di tre palle e un soldo nel Luna Park? Quello al quale tutti possono sparare senza che nessuno chieda conto di niente?”

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