Uffici stampa, svolti a Roma gli “stati generali” contro la loro solitudine

del boca uff. stampaGli addetti stampa non sono soli. Ad assumersi l’impegno non abbandonare al proprio destino una categoria che impegna sempre più professionisti, sono stati l’Ordine dei giornalisti e la Federazione Nazionale della stampa.

In quelli che sono stati ribattezzati come gli stati generali degli uffici stampa, si è parlato della “solitudine” di questa categoria, un universo sempre più ampio ma ancora privo di tutele contrattuali condivise e in cuivige una grossa confusione a livello normativo. In particolar modo nel settore degli uffici stampa del settore privato.

Svoltosi stamani, a Palazzo Valentini sede della Provincia di Roma, il convegno, è stato organizzato dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti e dalla Federazione Nazionale della Stampa.

Il presidente dell’Oridine, Lorenzo Del Boca e il segretario della Fnsi Franco Siddi nei loro interventi hanno sottineato di comune accordo come oggi come oggi la questione uffici stampa è una questione di democrazia, di partecipazione e controllo dei cittadini amministrati alle scelte degli amministratori. Ma esiste anche un versante, hanno sottolineato altri intervenuti, molto importante e ancora largamente sconosciuto: quello rappresentato dagli uffici stampa nel settore privato, dove spesso si registrano fenomeni di confusione deontologica.

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Relazione AgCom, Calabrò fa il punto della situazione sull’informazione

La relazione annuale del Presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Corrado Calabrò, ha evidenziato nodi nevralgici che devono essere sciolti: dalla riforma della Rai, a quella dell’intero sistema televisivo, a una nuova legislazione per le telecomunicazioni, per fermarsi all’amara considerazione che per quanto riguarda l’editoria la riforma è ferma ai blocchi di partenza”. Con queste parole il segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, ha commentato la periodica relazione del garante per le telecomunicazioni al parlamento.

“Infatti – prosegue Siddi – su questo tema siamo fermi alla politica degli annunci. Riforme incisive sono necessarie in tutti i settori del sistema dell’informazione italiana. Lo diciamo da tempo, non da soli. E’ apprezzabile che il Garante delle comunicazioni abbia sottolineato la portata dei problemi. Ma è sempre più indispensabile andare oltre”.

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Ddl Alfano, proseguono petizioni e mobilitazioni del mondo della stampa

Il mondo del giornalismo continua compatto la mobilitazione contro il Ddl Alfano sulle intercettazioni. Dopo il sì ottenuto la settimana scorsa dal provvedimento alla Camera, si moltiplicano, dalla carta stampata ad internet, agli organismi di categoria, gli appelli in favore della libertà d’informazione.

Ieri il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti ha approvato per acclamazione un documento in cui si impegna a continuare “in tutte le sedi questa battaglia di libertà e chiede agli altri organismi di categoria di riunire a Roma gli stati generali dell’informazione proprio nei giorni in cui il disegno di legge sarà discusso al Senato”.

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Rai, Garimberti a Zavoli: “Nel cda di domani niente nomine”

Il presidente della Rai, Paolo Garimberti, avrebbe scritto una lettera al presidente della Commissione di Vigilanza, Sergio Zavoli, per assicurare che il Consiglio di amministrazione di Viale Mazzini convocato per domani non decidera le nomine di direttori di rete e dei tg nè tantomeno quelle dei vicedirettori generali.

A quanto si apprende nella lettera, Garimberti, il quale avrebbe dato la propria disponibilità a un’audizione in Vigilanza prima delle nomine, indicherebbe l’orientamento del Cda a procedere alle stesse nella riunione del 29 aprile. Nell’Ufficio di presidenza svoltosi questa mattina prima della riunione plenaria, intanto, l’Udc ha chiesto l’Audizione di direttore generale e presidente proprio in vista delle nomine.

Assmblea Fieg, Malinconico presenta la ricetta per uscire dalla crisi. Bonaiuti lo rassicura

malinconico fiegPer permettere all’editoria di affrontare le sfide future, “occorrono interventi di sistema, tanto più che di una legge di riforma dell’editoria si parla da tempo ma senza che i governi che si sono susseguiti siano riusciti a portare a termine il disegno riformatore”. E’ questa la ricetta per far uscire il settore dell’editoria dalla crisi, secondo il presidente della Fieg, Carlo Malinconico.

La relazione del presidente del sindacato degli editori sulle linee di rilancio del settore, è stata presentata oggi all’interno dell’assemblea pubblica della Fieg, che si è tenuta nella sede romana dell’organizzazione. Presenti in sala i sottosegretari alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e Paolo Bonaiuti e il nuovo capo del Dipartimento editoria Elisa Grande.

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