Rai, il Cda ha deciso: Santoro a settembre ci sarà

Il giornalista Rai, Michele Santoro

Il giornalista Rai, Michele Santoro

Michele Santoro sarà regolarmente in video il 23 settembre prossimo. Lo ha deciso il Consiglio di amministrazione della Rai riunitosi ieri. La decisione del Cda mette fine ad un lungo periodo di incertezze e polemiche sul futuro in Rai del cinduttore di Annozero. La decisione su Santoro è stata votata all’unanimità dai membri del consiglio all’interno di una riunione dell’organo durata oltre cinque ore e in cui è stato approvato anche il piano fiction e i palinsesti autunnali.

Il Consiglio ha confermato anche i programmi di Serena Dandini e quello di Fabio Fazio. A sorpresa è stato concesso uno spazio su RaiTre ad un nuovo programma della “epurata dal Tg1”, Maria Luisa Busi.

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Rai, Ruffini vince anche il secondo ruond contro l’azienda

Il direttore di Raitre, Ruffini

Il direttore di Raitre, Ruffini

Paolo Ruffini resta alla direzione di Raitre. Il tribunale del lavoro di Roma ha, infatti, rigettato il reclamo presentato dall’azienda di viale Mazzini contro la decisione di reintegrare il giornalista alla direzione della terza rete.

Era stato lo stesso tribunale del lavoro, nel maggio scorso, a sancire il ritorno del giornalista al vertice della rete, da cui il Cda dell’azienda lo aveva allontanato nel novembre del 2009 destinandolo ad altro incarico. Al posto di Ruffini era stato nominato Antonio Di Bella che però, a seguito della prima sentenza aveva lasciato l’incarico di direttore di RaiTre rimanendo a disposizione del direttore generale Rai.

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Santoro ci ripensa: “Non lascio la Rai”

Michele Santoro

Michele Santoro

Michele Santoro fa dietrofront. Il popolare conduttore di “Annozero”, che stava per abbandonare la televisione pubblica, resta in Rai. Lo ha annunciato oggi lo stesso giornalista attraverso un comunicato. Nella nota, il giornalista fa sapere che la trattativa - che prevedeva una buonuscita per il giornalista di diversi milioni di euro – non è andata a buon fine.

Alla base della retromarcia di Santoro le fughe di notizie che, dice il giornalista “hanno violato l’impegno di riservatezza indispensabile per un possibile accordo con la Rai favorendo interpretazioni fantasiose lesive della mia immagine”. “In questa situazione – continua la nota – non ha alcun senso continuare ad immaginare cambiamenti il cui scopo fondamentale era solo porre fine ad una vertenza giudiziaria e progettare nuovi format nell’interesse della Rai e del pubblico”.

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Talk show Rai, la Vigilanza non torna indietro

Il cavallo simbolo della Rai

Il cavallo simbolo della Rai

La commissione di Vigilanza Rai non “batte il colpo” che il presidente della tv di Stato, Paolo Garimberti, si aspettava e non riaccende i talk show politici. Dopo il no del Consiglio di amministrazione, arriva così la seconda fumata nera per le trasmissioni di approfondimento politico di Viale Mazzini.

I talk show resteranno sospesi fino alle prossime elezioni. A nulla sono servite le parole di Garimberti, che aveva definito il regolamento varato dall’organo parlamentare, “illegittimo, formulato in modo sbagliato e con profili di incompatibilità con la legge del 2000”. La patata bollente era tornata nelle mani della Vigilanza dopo che il Cda dell’azienda, il giorno prima, aveva mantenuto “per prudenza” la sospensione delle trasmissioni in attesa del pronunciamento della Commissione.

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La rete insorge contro l’”assoluzione” di Mills del Tg1

Il direttore del Tg1 Minzolini

Il direttore del Tg1 Minzolini

Il popolo della rete si mobilita contro Augusto Minzolini e il Tg1. Sono già più di 15 mila le persone che in poche ore hanno sottoscritto l’appello indirizzato al presidente dell’Ordine dei giornalisti, Lorenzo Del Boca e a quello della Rai, Paolo Garimberti, per segnalare “una grave violazione della deontologia professionale” e per sollecitare provvedimenti.

Il riferimento è all’edizione delle 13.30 del 26 febbraio scorso del telegiornale diretto da Minzolini, in cui si è data la notizia della assoluzione dell’avvocato Mills da parte della corte di Cassazione. Notizia falsa, perché Mills non è stato assolto dall’accusa di corruzione ma il suo reato è caduto in prescrizione.

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Par Condicio, regolamento Rai esteso a reti private

agcomIl discusso regolamento sulla Par condicio, approvato dalla Commissione di vigilanza Rai lo scorso 9 febbraio, varrà anche per le televisioni private. Lo ha stabilito la Commissione servizi e prodotti dell’Agcom che ha approvato a maggioranza il “regolamento in materia di comunicazione politica e di parità di accesso ai mezzi di informazione relativo alle campagne per le elezioni regionali, provinciali e comunali previste per i giorni 28 e 29 marzo 2010”.

Il provvedimento, come da prassi, era ampiamente previsto, e metterà a rischio i talk show politici delle reti private così come sta avvenendo per quelli di mamma Rai, che non potranno, in prima serata, invitare politici in studio a meno che non siano rappresentate tutte le forze politiche, così come avviene nelle tribune politiche.

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