Ebook l’inchiesta. Il libro digitale sfida il cartaceo. Prospettive dal futuro

ebook3Ebook vs libro:due modi di leggere a confronto. Il nuovo libro digitale manderà in soffitta il vecchio e caro libro tradizionale. O le due forme di lettura potranno convivere? Il dibattito è aperto. Se ne è parlato al digITAL cafè, lo spazio dedicato a dibattiti e tavole rotonde all’interno della fiera “Più libri, più liberi” che si è tenuta a Roma.

Tradizionalisti e innovatori hanno espresso le loro convinzioni sottolineando gli elementi vincenti del libro e del Ebook. Un dibattito che si ripete ogni volta che nuove tecnologie prendono piede nella società insidiando il primato altre più datate ma molto radicate. È la disputa che da anni c’è tra l’informazione su carta stampata e quella su internet e che prima aveva messo di fronte radio e tv, e in generale media analogici e media digitali.

In alcuni casi le forme più arcaiche sono scomparse in favore di quelle più moderne, spesso però vecchio e nuovo sono riusciti a convivere. È questo il caso del libro elettronico e di quello cartaceo, secondo Enrico Iacometti amministratore della casa editrice “Armando Armando” e presidente del Gruppo piccoli editori. Secondo Iacometti, “le due tecnologie troveranno modo di convivere” perché il libro cartaceo è troppo immerso nella nostra cultura. L’Ebook – continua Iacometti intervenuto all’incontro “Ebook e piccola editoria. Tra ricerca dell’innovazione e minacce” – ancora non si è insediato, è una realtà marginale e anche quando prenderà piede produrrà delle modifiche in alcuni tipi di produzione editoriale, ma non cancellerà il libro”.

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Fondi per l’editoria, a rischio i 70 milioni per i giornali di idee e di cooperative

giornali4Cattive notizie per i cosiddetti giornali di idee o gestiti da cooperative. I settanta milioni di euro stanziati in loro favore dal Parlamento per gli anni 2009 e 2010 sono a rischio. Anzi per la verità pare che proprio non ci siano.

Gli stanziamenti in questione erano stati approvati con la legge numero 99 dello scorso luglio, ma ora sembrano essere scomparsi. A riportare a galla il tema spinoso una interrogazione parlamentare bipartisan dello scorso 20 ottobre, presentata dai senatori Vincenzo Vita e Luigi Lusi del Pd insieme ad Alessio Butti del Pdl e Roberto Mura della Lega, oltre all’onorevole Giuseppe Giulietti del gruppo Misto alla Camera.

“La notizia – si legge in una nota della Fnsi – circola da qualche giorno ed è fonte di grande preoccupazione, non solo per le imprese interessate ma anche per i loro dipendenti e quindi anche per i giornalisti. È in gioco la solidità imprenditoriale e talvolta la stessa sopravvivenza di alcune testate come, ad esempio, Avvenire, Il Riformista, Il Manifesto, Europa, La Padania, il Secolo d’Italia, Liberazione, La Voce Repubblicana, alcune delle quali peraltro già vivono più pesantemente di altre le ripercussioni della crisi di settore”.

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Monito dell’Osce a Berlusconi: “Ritiri le querele a Repubblica e L’Unità”

Berlusconi ritiri le querele contro l’Unità e La repubblica. Il monito arriva dall’Osce, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, attraverso una lettera inviata a palazzo Chigi e firmata da Miklos Haraszti, rappresentante dell’organizzazione per la libertà di stampa.

Haraszti si è detto preoccupato per i tre milioni di euro chiesti da un premier di centro destra a due giornali di sinistra e a proposito delle “dieci domande” di Repubblica a Berlusconi afferma: “Fare continuamente domande, anche se di parte, è uno strumento della funzione correttiva dei media. Il diritto di informazione del pubblico include inevitabilmente il diritto dei media a fare domande. I dirigenti politici – continua – devono accettare un livello di critica più alto rispetto agli altri cittadini a causa delle funzioni che ricoprono”.

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Inpgi, ai giornalisti ancora undici anni di pensione. E poi? Incontro casse ministero per trovare una soluzione

Ci sarebbe anche l’Inpgi, l’istituto previdenziale dei giornalisti, tra le casse privatizzate in difficoltà. Il futuro di alcuni enti è incerto e dopo le innovazioni normative varate con la Finanziaria 2007 che ha spostato – ma non per l’Inpgi1 – in avanti (da 15 a 30 anni) le proiezioni attuariali, la previdenza dei professionisti ha bisogno urgente di attuare una serie di riforme proprio per far fronte alla norma della manovra.

Proprio per trovare una soluzione a questi problemi ieri (giovedì 17 settembre) si è tenuto un incontro tra il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi e i presidenti dei principali enti previdenziali. Alla riunione, che si è tenuta presso la sede del ministero del Welfare mancava, però, l’Adepp, ovvero l’associazione degli enti privatizzati guidata da Maurizio de Tilla. L’incontro di ieri è venuto dopo una serie di riunioni preparatorie e è stato dedicato “all’esame dei profili formali e sostanziali di stabilità delle Casse di previdenza nel medio-lungo periodo”.

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Rainews24: il Cdr chiede certezze per il futuro

“Lo switch verso il digitale terrestre e’ una grande opportunita’ per Rainews24. E per la Rai. Finalmente l’all-news del servizio pubblico radiotelevisivo entra nelle case di tutti gli italiani. Ed e’ – su quella piattaforma – l’unico canale italiano di informazione 24 ore su 24 ore. E’ un’occasione che i giornalisti di Rainews24 non vogliono perdere. E’ una sfida che siamo certi di vincere”. Lo afferma in una nota il Comitato di Redazione di Rainews24, al termine dell’assemblea.

“Perche’ i giornalisti, i tecnici, gli assistenti, gli impiegati di Rainews24 hanno dimostrato in questi 10 anni di essere un elemento irrinunciabile del servizio pubblico: dalle dirette alle grandi inchieste come quella sul fosforo bianco di Falluja, alla copertura delle emergenze, ultima quella del terremoto in Abruzzo – prosegue il Cdr -. Ma per affrontare la sfida al meglio abbiamo bisogno di certezze sul nostro sviluppo”.

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Feltri torna a il Giornale. A Libero arriva Paragone.

Vittorio Feltri torna alla direzione de ”il Giornale” dal prossimo 24 agosto. Con lui, alla guida del quotidiano, arrivera’ Alessandro Sallusti con la qualifica di condirettore.

L’Editore, in un comunicato, ”augura buon lavoro al nuovo direttore e ringrazia con riconoscenza il direttore uscente Mario Giordano per l’ottimo lavoro svolto. In meno di due anni di direzione, Giordano ha realizzato una importante riforma grafica ed editoriale, riuscendo in una fase economica molto difficile a consolidare e addirittura allargare la diffusione del quotidiano”.

Al posto di Feltri a Libero andrà, Gianluigi Paragone, nominato direttore ad interim. Già direttore de La Padania e vicedirettore del quotidiano fondato da Feltri nove anni fa, è stato incaricato dal gruppo Angelucci, proprietario della testata, di guidare il quotidiano nazionale in questa fase di transizione.

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Iran, la censura mette il bavaglio all’informazione

E’ un silenzio assoluto o quasi quello che arriva dall’Iran sulle proteste che continuano a divampare nel Paese dopo le elezioni presidenziali che hanno riconfermato Mahomud Ahmadinejad alla presidenza. Le notizie diffuse dai media sono sempre più rare e arrivano solo dai canali ufficiali di Teheran.

Niente più filmati su YouTube a testimoniare cosa sta accadendo in piazza, sospeso da giorni il servizio di messaggi sms, interrotto il normale servizio di chiamate con i cellulari e anche da Twitter i messaggi istantanei arrivano a rilento. Perfino i bloggers, che finora avevano continuato a riportare testimonianze su scontri e manifestazioni, sembrano essere finiti tra le maglie della censura. Alla fine, il regime di Ahmadinejad sembra essere riuscito nel suo scopo di ridurre tutti al silenzio.

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Crisi, l’allarme della giunta dell’Associazione Stampa Romana

“La Giunta della Associazione Stampa Romana esprime forte preoccupazione per il moltiplicarsi degli stati di crisi e per l’uso spesso strumentale che gli editori tendono a farne“. In un documento Asr spiega che “la grave situazione, economica e occupazionale, in cui versa in nostro Paese non può essere in alcun modo il pretesto per disattendere leggi dello Stato o cancellare anni di conquiste del lavoro. Sempre più spesso, infatti, editori grandi e piccoli si nascondono dietro il paravento di conti per non ottemperare a prassi consolidate come, per esempio, la sostituzione di colleghe in congedo per maternita”.

Così come denuncia i tentativi di “far passare l’innovazione della cassa integrazione oraria che non soltanto snaturerebbe la sana flessibilità della professione, ma finirebbe per far pagare due volte ai giornalisti uno stato di crisi per il quale non hanno responsabilità alcuna”.

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Chicago: I magnati dell’editoria USA a riunione per il futuro della stampa

I manager dei maggiori gruppi editoriali americani hanno dato vita, lo scorso fine settimana, a una riunione riservata a Chicago nella quale sono state discusse strategie per permettere il pagamento online dei contenuti giornalistici e per difendere la proprietà intellettuale.

La riunione, in un albergo nei pressi dell’aeroporto internazionale di Chicago, avrebbe dovuto restare con ogni probabilità segreta, ma è stata svelata dal sito della rivista The Atlantic. Secondo quanto ha riferito il magazine specializzato “Editor and Publisher”, a promuovere l’iniziativa è stata la Newspaper Association of America (l’organizzazione degli editori dei quotidiani), sulla scia di audizioni che si sono tenute in Congresso sul futuro della carta stampata.

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Il giornalismo guarda ai giovani: molti i premi e le iniziative

I giovani come speranza per il futuro dell’editoria. Sembrano pensarla così in molti nel mondo del giornalismo, viste le tante iniziative che si stanno svolgendo in questi giorni in diverse parti d’Italia. Premi e progetti diversi, ma tutti con un unico obiettivo: avvicinare i più piccoli alla lettura dei quotidiani, alla scrittura e al mestiere del giornalismo.

La prima iniziativa viene da Firenze, dove l’altroieri si è svolta la premiazione del campionato di giornalismo. Il torneo, dedicato ai ragazzi delle scuole medie, è giunto alla 12.ma edizione ed è organizzato dal quotidiano “La Nazione” che, nell’occasione, ha anche festeggiato i suoi 150 anni di storia. Si è trattato di una vera e propria festa di fine anno per i tanti ragazzi delle 28 scuole partecipanti che si sono ritrovati al teatro “La Pergola” del capoluogo toscano.

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