Protesta dei fotografi all’inaugurazione dello stadio del tennis

La protesta dei fotografi al foro italico

La protesta dei fotografi al foro italico

Macchine fotografiche in fila poggiate sulla terra rossa del nuovo stadio del tennis del Foro italico. È la nuova clamorosa protesta messa in scena dai fotografi durante l’inaugurazione del nuovo campo centrale di tennis. Non è la prima volta che i fotoreporter inscenano azioni plateali per denunciare le loro difficili condizioni di lavoro. Qualche tempo fa era toccato al ministro dell’Interno, Roberto Maroni, rimanere senza scatti nel corso di una sua uscita pubblica.

Questa volta, però, la protesta è stata molto più sensazionale. La cerimonia di inaugurazione del nuovo stadio era in programma alle 12.30 alla presenza di autorità politiche e sportive. Con Lea Pericoli, nei panni della madrina, erano presenti il numero uno dello sport italiano, il presidente del Coni Gianni Petrucci, il sottosegretario Gianni Letta, Rocco Crimi, il presidente della provincia di Roma Nicola Zingaretti, il presidente della Fit Angelo Binaghi e Nicola Pietrangeli. A rappresentare il mondo del tennis erano presenti i due campioni più amati: Rafael Nadal e Roger Federer.

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Caso Mesiano, non si placano le polemiche

Non si sgonfiano le polemiche intorno al “caso Mesiano”. Il servizio mandato in onda da “Mattino 5” continua a provocare reazioni. Non sono bastate le scuse del direttore di Videonews, testata a cui fa capo la trasmissione di Canale 5, per chiudere il caso.

Claudio Brachino, in diretta, ha chiesto scusa al giudice Mesiano “se alcuni termini usati nel servizio lo hanno offeso”, ma allo stesso tempo si è scagliato contro le critiche, ritenute strumentali, di gran parte della stampa, Repubblica in testa. Il direttore ha voluto anche difendere la giornalista autrice del servizio, Annalisa Spinoso, divenuta “oggetto di pressioni e di insulti”.

Brachino si è assunto “la responsabilità giornalistica del pezzo” ed ha invocato la solidarietà del sindacato. Sostegno che non è tardato ad arrivare: “Nemmeno la critica più radicale alla fattura del pezzo – ha dichiarato il presidente dell’Fnsi, Roberto Natale – può legittimare insulti e minacce: né alla collega che ha firmato il pezzo, né al direttore di Videonews, Claudio Brachino”. “È chiarissimo – continua Natale – il limite che separa il dissenso sulle scelte professionali dei giornalisti dalla violenza, verbale e non solo. Questo limite nessuno deve permettersi di varcarlo”.

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Villa Certosa, i carabinieri sequestrano foto di quattro reporter appostati

Dopo le foto dello scandalo del fotografo zappadù, che hanno dato origine al polverone di polemiche sulle feste del premier Berlusconi, a Villa Certosa non è più così semplice lavorare per i fotoreporter. Quattro fotografi appostati vicino alla Villa del premier sono stati bloccati dai carabinieri, denunciati per violazione della privacy e i loro scatti sequestrati.

“E’ legittimo garantire la tutela della privacy e la sicurezza, ma il sequestro delle schede delle macchine fotografiche dei quattro fotografi avvenuta oggi a Porto Rotondo allo stato, è una incomprensibile misura di prevenzione”. E’ il commento di Franco Siddi, segretario generale della Fnsi, dopo l’episodio.

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Visita Hu Jintao a Venezia. Aggrediti fotoreporter

I metodi repressivi delle forze dell’ordine cinesi sono arrivati anche in Italia. A saggiare le maniere forti del servizio d’ordine cinese sono stati alcuni fotoreporter italiani che seguivano la visita di Hu Jintao a Venezia. Insultati, spintonati e presi a calci per impedire di fotografare e riprendere il presidente della repubblica popolare a Piazza San Marco e tra i canali veneziani.

Il fattaccio è accaduto durante la passeggiata di Hu Jintao e moglie lungo la riva degli schiavoni. Mentre il corteo presidenziale sostava sul ponte della Paglia, con prospettiva sul ponte dei Sospiri, i fotogiornalisti italiani sono stati tenuti a distanza con le cattive dal personale di sicurezza cinese, mentre i fotografi dagli occhi a mandorla, hanno avuto libero accesso agli scatti della coppia presidenziale.

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Scontri al G8 di Torino, Assostampa Piemonte rifiuta di consegnare le foto alla Questura

I delegati dei giornalisti piemontesi, riuniti a fine maggio per il Congresso regionale dell’Associazione stampa subalpina, hanno rigettato le richieste presentate a giornali e tv dalla Questura di Torino, che voleva acquisire fotografie e filmati sugli scontri tra studenti e polizia del 19 maggio a Torino, in concomitanza con il “G8 dell’Università”.

La decisione, formalizzata in un documento inviato alla Questura torinese e pubblicato in questi ultimi giorni dal sito web di “Autonomia e Solidarietà” del Piemonte, affronta un problema che è tra i più delicati della professione, perché pone il singolo giornalista davanti alla non facile scelta tra i doveri della disciplina professionale e quelli stabiliti dalle leggi dello Stato.

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Berlusconi contro la stampa estera: attacchi del Times dovuti all’aumento dell’iva a Sky. Ma il giornale londinese non fa retromarcia

Spero che non sia così, ma l’apparenza è quella”. Con queste parole il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha risposto ai microfoni di “Sky Tg24 Pomeriggio”, a chi gli chiedeva se sia realmente convinto che gli editoriali del Times, molto critici nei suoi confronti, siano dovuti al deterioramento dei suoi rapporti con Rupert Murdoch, dopo l’aumento dell’Iva a Sky Italia.

Il Times, infatti, è uno dei giornali controllati dal magnate australiano dell’editoria che dirige anche Sky Italia. Berlusconi ha approfittato dell’occasione, in qualità di ospite di di Sky, pay-tv del gruppo News Corp, per ribadire che quella sull’Iva “è stata una richiesta rivolta dall’Ue al Governo Prodi. Non c’era possibilità di non dare seguito a questa richiesta”.

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Premio Luchetta, quattro incontri per avvicinarsi alla premiazione

Professionisti dell’informazione a confronto. Si svolgerà così, con una manifestazione intitolata “Antepremio”, la marcia di avvicinamento alla consegna del premio giornalistico “Marco Luchetta”. Quattro distinti incontri con personaggi del mondo della comunicazione, dedicati ai linguaggi dell’informazione.

Antepremio, giunto ormai alla quarta edizione, si svolge “in itinere” con un convegno in ciascuno dei quattro capoluoghi friulani. Le serate di Trieste, Pordenone, Gorizia e Udine scandiscono il conto alla rovescia verso le fasi finali del premio Luchetta, che culminerà sabato 18 luglio nella serata finale dal titolo “I Nostri Angeli”, ripresa e trasmessa da Raiuno. Ieri, la seconda delle quattro serate in programma, ha visto confrontarsi a Pordenone, tre protagonisti dell’informazione del nostro tempo: il nuovo direttore di Raiuno Mauro Mazza, per anni direttore del Tg2 e membro della giuria del premio, il direttore del quotidiano “Il Gazzettino” Roberto Papetti, e Riccardo Bocca, caporedattore inchieste e servizi speciali del settimanale “L’Espresso”.

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World Press Photo, la foto dell’anno a Anthony Suau

L’immagine in bianco e nero dell’agente Kole armato e in assetto da guerra, mentre entra in una casa di Cleveland (Ohio) pignorata per controllare che i proprietari l’abbiano abbandonata. Con questo scatto Anthony Suau, famoso fotografo del Time, ha vinto il “World Press Photo 2009”, uno dei più importanti riconoscimenti nel campo del fotogiornalismo.

Il premio, istituito dalla World Press Foundatiuon di Amsterdam, viene assegnato dal 1955 e premia le migliori foto dell’anno scattate dai più importanti reporter del mondo. Una giuria di esperti valuta le immagini premiando 10 categorie tematiche (Vita Quotidiana, People in the News, Spot News, General News, Natura, Storie d’attualità, Arte e spettacolo, Ritratti, Sport in primo piano e Sport in azione). In questa edizione della premio, oltre 96mila foto hanno rappresentato guerre, sport, moda, celebrità, eventi politici e tutta la cronaca di un intero anno.

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