Editoria, incontro col governo per la riforma

Il sottosegretario Paolo Bonaiuti

Il sottosegretario Paolo Bonaiuti

Lo stato di salute dell’editoria e le linee guida su cui impostare la prossima riforma del settore. Sono questi gli argomenti al centro degli incontri di ieri a palazzo Chigi tra Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega per il settore, insieme con il capo del Dipartimento informazione ed editoria Elisa Grande, e le categorie interessate. Convocati i vertici della Federazione nazionale della stampa, dei sindacati dei lavoratori della comunicazione di Cgil, Cisl e Uil, della Federazione italiana degli editori, ma anche le associazioni di stampatori, distributori e giornalai.

Il primo round sulla riforma si è concluso con il riconoscimento, da entrambe le parti, della assoluta urgenza dell’intervento del governo in questo settore “vitale per il sistema culturale, economico e produttivo del Paese”. Un’urgenza che il Segretario e il Presidente della Fnsi, Franco Siddi e Roberto Natale hanno definito “drammatica”, e per cui si sono dichiarati “disponibili a concorrere ulteriormente, alla luce di una realistica valutazione del quadro economico e occupazionale, con idee e proposte metodologiche e di contenuto, all’elaborazione di un disegno di riforma condiviso, trasparente, utile e innovativo”.

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Fieg, una pubblicità per la pubblicità sui giornali

Il logo della Fieg

Il logo della Fieg

Una campagna pubblicitaria per sensibilizzare gli inserzionisti ad investire sui giornali. L’iniziativa della Federazione italiana editori (Fieg) punta a risollevare le sorti di un settore, quello della carta stampata, da tempo in grossa difficoltà. La campagna istituzionale è partita venerdì 14 maggio sulle pagine dei quotidiani e proseguirà nelle prossime settimane su quelle dei periodici. Il messaggio che la Fieg vuole far arrivare a piccoli e grandi inserzionisti è quello della convenienza di investire, oggi più che ieri, sulla carta stampata.

La campagna ricorda gli insostituibili vantaggi dei giornali quotidiani e periodici, quanto mai vitali, anche grazie alla integrazione sempre più diffusa con gli altri media. La pubblicità, curata dall’agenzia TBWA Italia, sottolinea la grande visibilità della comunicazione pubblicitaria sulla carta stampata e la sua capacità di raggiungere efficacemente sia il grande pubblico dei lettori che singoli target, in funzione delle abitudini di lettura, delle passioni, degli interessi. Caratteristiche che rendono la stampa veicolo ottimale per i messaggi pubblicitari.

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Ddl intercettazioni. Anche gli editori alzano la voce

Un momdnto di un intercettazione

Un momdnto di un intercettazione

Anche gli editori si schierano contro il disegno di legge Alfano sulle intercettazioni telefoniche. L’appello accorato a “ripensarci” arriva dallo scenario del Salone internazionale del libro di Torino. Una richiesta letta un po’ a sorpresa di fronte al pubblico della Sala gialla della manifestazione dove stava andando in scena una tavola rotonda con Rosy Bindi e Gustavo Zagrebelsky sulla laicità e la chiesa. A presentarlo, al tavolo, prima del dibattito, sono stati Stefano Mauri del Gruppo GSM e Giuseppe Laterza.

Per i firmatari il disegno di legge 1425 non colpisce solo i giornalisti e i quotidiani, ma tutta l’editoria. “Così com’è – si legge nell’appello -, la legge rischia di compromettere un diritto dei cittadini, tutelato dalla nostra Costituzione, quello di informazione e di critica. Inoltre la legge in discussione in Parlamento aggancia il divieto di pubblicazione ad una altra legge esistente (la n.231 del 2001) relativa alla disponibilità amministrativa delle imprese per reati commessi dai dipendenti nell’interesse aziendale. Con il risultato – continua l’appello – di inasprire le sanzioni previste sia per i giornalisti, fino a 20.000 euro, sia per gli editori, fino a 465.000 euro, e di spingere gli stessi ad un controllo preventivo sull’operato di giornalisti e autori”.

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Stagisti al posto delle sostituzioni. L’allarme della Fnsi

Il logo della Fnsi

Il logo della Fnsi

L’estate si avvicina e le redazioni si riempiono di stagisti. Un rituale che si ripete regolarmente di anno in anno. I giornali si svuotano per le ferie dei redattori e a sostituirli vengono chiamati giovani stagisti, smaniosi di fare esperienza e, soprattutto, senza pretese economiche. Come ogni anno la Federazione nazionale dei giornalisti è intervenuta a ricordare ai Comitati di redazione di vigilare su queste situazioni, per evitare che sostituzioni estive e stage si sovrappongano.

Gli stagisti, infatti, in base al protocollo d’intesa del 7 giugno 1993 tra Fnsi e Fieg, non instaurano “alcun rapporto giuridico con l’azienda”. Di conseguenza lo stagista, non essendo a nessun effetto un lavoratore, non può svolgere alcuna attività lavorativa utilizzabile nella produzione del giornale. Cosa che invece avviene regolarmente con, in alcuni casi, stagisti che firmano tranquillamente i loro pezzi.

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Editoria, si blocca la trattiva per le tariffe postali

Il logo della Fieg

Il logo della Fieg

La trattativa tra governo ed editori per trovare una soluzione allo stop delle tariffe postali agevolate per le aziende editoriali, si è interrotta. Il brusco stop ai colloqui è stato annunciato dalla Federazione italiana editori che, annuncia in un comunicato, “esaminando l’esito degli incontri tecnici tenuti nei giorni scorsi con “Poste italiane” presso la presidenza del Consiglio dei ministri a seguito del tavolo politico del 7 aprile a Palazzo Chigi, ha dovuto constatare con grande preoccupazione la sospensione delle trattative”.

La Fieg si dice molto preoccupata per lo stallo delle trattative, dal momento che, “è passato quasi un mese dall’innovazione tariffaria del 1 aprile che comporta per gli editori, e in prospettiva per gli abbonati, aumenti dei costi di spedizione pari, in media, al 120% per i quotidiani e del 100% per i periodici, e non si vede ancora una via d’uscita”.

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Editoria, il decreto Scajola sospende le tariffe postali agevolate

Il logo delle poste italiane

Il logo delle poste italiane

Nuova mazzata per l’editoria italiana. Da ieri sono sospese tutte le agevolazioni postali riservate all’editoria libraria, quotidiana e periodica. Lo stabilisce un decreto dello ministero dello Sviluppo economico, approvato in tutta fretta e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 31 marzo 2010. Da questa data è scattato lo stop agli “sconti” tariffari previsti per la spedizione dei prodotti editoriali. La decisione è dovuta, secondo il ministro Scajola che ha ideato il decreto, all’impossibilità di sostenere ulteriormente gli oneri, a carico dell’erario, per i rimborsi a “Poste italiane”.

Lo Stato stringe la cinghia e a farne le spese è l’editoria, un settore già in grossa difficoltà. La notizia ha colpito tra capo e collo le realtà del settore che, inutile dirlo, sono insorte contro il decreto. “Siamo profondamente indignati per un provvedimento improvviso, non annunciato e che, per la sua applicazione immediata, sconvolge tutte le pianificazioni commerciali del mondo dell’editoria libraria”, è il duro commento del presidente dell’Associazione Italiana Editori (Aie) Marco Polillo.

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Fnsi, i free lance ottengono una rappresentanza nel sindacato

FnsiSi chiamerà Commissione lavoro autonomo e sarà l’organo della Federazione nazionale della stampa che rappresenterà gli interessi sindacali dei giornalisti free lance. “Da oggi i giornalisti freelance hanno la loro rappresentanza sindacale permanente all’interno della Fnsi – si legge nel comunicato diffuso dal sindacato -. Il Consiglio nazionale, su proposta della Giunta esecutiva, ha infatti approvato la costituzione della commissione.”

“La nuova Commissione – continua la nota – sarà articolata a livello regionale, e verrà eletta direttamente dai colleghi freelance. La Commissione opererà in stretto collegamento con la Giunta esecutiva e la Segreteria nazionale della Fnsi per tutte le attività di tutela degli interessi professionali, contrattuali, previdenziali e assistenziali dei lavoratori autonomi”.

È stata confermata, inoltre, l’Assemblea nazionale dei freelance, alla quale la Giunta esecutiva ha conferito nuovi compiti, oltre a varare l’istituzione di Assemblee regionali dei giornalisti lavoratori autonomi. Il nuovo organo, conclude la nota “risponde alle richieste giunte dai colleghi freelance di tutta Italia, che hanno chiesto – nel corso di numerose riunioni organizzate dalla Fnsi e dalle Associazioni regionali a livello nazionale e locale – una rappresentanza sindacale nella forma di una struttura permanente all’interno della Federazione.”

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Fnsi, un anno di crisi dell’editoria

FNSIDuemilanove anno durissimo per l’editoria. Ad oggi una trentina di società editoriali hanno fatto ricorso alle leggi sugli ammortizzatori sociali per esodi strutturali, ossia definitivi. Almeno 600 i giornalisti in esubero che hanno rischiato il posto di lavoro tra prepensionamenti, contratti di solidarietà e cassa integrazione. Secondo il segretario della FNSI, Franco Siddi, entro il 2010 il numero di giornalisti che lascerà le aziende arriverà a sfiorare quota 700.

E’ quanto riportato dal sindacato dei giornalisti, in un riepilogo riassuntivo di tutte le crisi aziendali affrontate nel corso dell’anno. Tante le situazioni di difficoltà, che hanno richiesto trattative complesse tra aziende e sindacato.

La lunga lista si apre il 21 gennaio 2009, con il piano di riorganizzazione dell’Agenzia Italia che prevedeva 19 esodi gestiti con pensionamenti di vecchiaia, di anzianità e prepensionamenti. Non estranei alle difficoltà economiche, i grandi quotidiani nazionali. A settembre, nella redazione de “Il Messaggero” risultano 48 eccedenze che, in seguito alla trattativa dell’FNSI, si riducono a 38. Il 20 luglio è il Cdr de “La Stampa” a raggiungere l’accordo in Fieg sul piano di crisi: 34 giornalisti lasceranno il quotidiano torinese, ma una ventina se ne andranno attraverso esodi incentivati. Il 9 settembre arriva il più consistente tra i piani di riorganizzazione: si tratta de “La Repubblica”. L’accordo sottoscritto al Ministero del Lavoro prevede esodi per 84 giornalisti nell’arco di 12 mesi. Il piano prevedeva 102 eccedenze da gestire in 24 mesi.

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Tg Mediaset, i Cdr creano comitato anti-sindacato

mediasetLo avevano detto e lo hanno fatto. I giornalisti di Mediaset hanno creato un comitato anti-sindacato per difendere i propri interessi nella vicenda relativa alla creazione dell’agenzia giornalistica trasversale che fornirà servizi a tutti i telegiornali del gruppo.

La decisione di portare avanti da soli le trattative con l’azienda di Cologno Monzese era stata annunciata subito dopo che dalla Federazione nazionale della stampa era arrivato l’impegno a sostenere i comitati di redazione del Biscione nella vicenda.

Un aiuto immediatamente rimandato al mittente, considerato colpevole in prima persona della situazione creatasi. Secondo il comitato di Mediaset la creazione di agenzie di notizie trasversali, con relativo trasferimento di giornalisti, è un’opportunità contenuta nel nuovo contratto di lavoro che la stessa Fnsi ha firmato insieme alla Fieg.

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Rivoluzione nei telegiornali Mediaset: un’unica agenzia di notizie per tutte le reti. Cdr in stato di agitazione

mediaset logoRivoluzione nei telegiornali Mediaset. L’azienda di Cologno Monzese ha in cantiere un progetto che prevede la realizzazione di un’agenzia di notizie, interna al gruppo, composta da giornalisti del Tg4, Studio Aperto e TgCom, che dovrà produrre notizie e servizi per tutti i telegiornali del Biscione (tranne il Tg5 al quale saranno offerti, nella prima fase, servizi di cronaca locale).

A far parte dell’agenzia saranno in tutto un centinaio di giornalisti, compresi i corrispondenti regionali. La notizia è stata diffusa dal comitato di redazione di Mediaset che ha bocciato senza mezzi termini il progetto.

Il rischio – secondo il sindacato – è che redazioni come quella del Tg4 e Studio Aperto vengano cancellate (vista l’uscita di trentacinque giornalisti per singola testata), rimanendo in piedi come scatole vuote. Per il momento, invece, la riorganizzazione non dovrebbe riguardare il Tg5.

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