Nozze d’oro per l’Unione cattolica stampa italiana (Ucsi). L’associazione che riunisce fin dal 1959 i giornalisti cattolici italiani festeggia oggi, 4 dicembre, i suoi primi cinquant’anni. Per celebrare l’evento, nella sala Aldo Moro della camera dei deputati si terrà stamattina un convegno dal titolo “Giornalismo cattolico nel tempo e nella professione”.
La relazione introduttiva sarà tenuta dal senatore Alberto Monticone, mentre il cardinale Roberto Tucci, vice presidente dell’Ucsi dal 1961 al 1982, ricorderà momenti di storia dell’Unione fin dalla sua nascita.
All’incontro, coordinato dal presidente dell’Ucsi, Andrea Melodia, parteciperanno il vice presidente della camera dei Deputati, l’onorevole Rosy Bindi, il presidente della commissione parlamentare di vigilanza Rai, Sergio Zavoli e il professor Adriano Fabris, docente di etica della comunicazione e di filosofia morale all’università di Pisa che illustrerà, in particolare, il significato del “Manifesto per un’etica dell’informazione” già sottoscritto da numerose associazioni e professionisti della comunicazione.
Ci saranno Giulio Andreotti, Toni Capuozzo, Emilio Carelli, tra i vincitori che il prossimo 16 ottobre ritireranno il “Premio Saint-Vincent di giornalismo”, giunto alla 60esima edizione. Gli altri vincitori, che riceveranno la Grolla d`Oro, simbolo della Valle d`Aosta, sono Pietro Ingrao, Paolo Rumiz, Claudio Pagliara, Rosaria Capacchione, Fiorenza Sarzanini, Olivo De Leon e Maurice Le Moine.
Mentre la Grolla d`Oro alla comunicazione è stata assegnata dalla Regione Autonoma Valle d`Aosta a Massimo Gramellini. “Avevo già vinto il premio nel 2003 – a dichiarato il vicediretore de La Stampa – come titolare di una rubrica specializzata, questa è un’altra grolla, continuo così la mia collezione. Essendo un amante della Valle d’Aosta sin dall’infanzia, dato che passavo le mie vacanza a Periasc, ad Ayas, e torno spesso tra le mie montagne, sono doppiamente contento. Sarà ancora una grande emozione ricevere questo importante premio”.
Scritto Domenica 13 Settembre 2009 da Andrea Tirone
Il Sabato il Palazzo di giustizia di Bari è off limits per i giornalisti. Così l’altro ieri i cronisti baresi si sono visti sbattere in faccia le porte del tribunale. Un gesto motivato, secondo il personale di vigilanza del palazzo, da decisioni di organi superiori, per i quali “l’accesso della stampa in Procura non sarebbe possibile di sabato in quanto giornata non feriale e nella quale non si celebrano udienze”.
Un atto definito subito “gravissimo” da parte dell’Assostampa pugliese perché, si legge in una nota, “impedisce ai giornalisti di esercitare il diritto di cronaca, garantito dalla Costituzione sempre e comunque”. In questo modo, prosegue il sindacato, “si pretende di dettare d’autorità tempi e modi di svolgimento dell’attività giornalistica. Tutto ciò è inaccettabile e si inserisce in un clima sempre più ostile, e spesso anche intimidatorio, nei confronti della stampa”.
Dopo le foto dello scandalo del fotografo zappadù, che hanno dato origine al polverone di polemiche sulle feste del premier Berlusconi, a Villa Certosa non è più così semplice lavorare per i fotoreporter. Quattro fotografi appostati vicino alla Villa del premier sono stati bloccati dai carabinieri, denunciati per violazione della privacy e i loro scatti sequestrati.
“E’ legittimo garantire la tutela della privacy e la sicurezza, ma il sequestro delle schede delle macchine fotografiche dei quattro fotografi avvenuta oggi a Porto Rotondo allo stato, è una incomprensibile misura di prevenzione”. E’ il commento di Franco Siddi, segretario generale della Fnsi, dopo l’episodio.
Le conversazioni “bollenti” tra il premier Silvio Berlusconi e Patrizia D’addario arrivano all’etero. Si riaccende, così, il ciclone intorno al premier italiano, dopo la pubblicazione sull’Espresso delle conversazioni consegnate dalla testimone barese alla Procura. Confermata la versione data dalla donna fin dall’inizio, la notizia infiamma i giornali stranieri. Il presidente del Consiglio: sono tutte montature.
“Silvio Berlusconi coinvolto in un nuovo scandalo di sesso dopo la pubblicazione su Internet delle registrazioni audio della ragazza-escort”: è questo il titolo che compare sul Daily Mail di ieri. La stampa di tutto il mondo è di nuovo all’attacco di Silvio Berlusconi, quindi, dopo che il settimanale L’Espresso ha reso note le conversazioni che Patrizia D’Addario serbava all’interno di microcassette, già da tempo consegnate ai magistrati che indagano sui giri di appalti truccati e di prostitute che farebbero capo all’imprenditore Gianpaolo Tarantini.
Pubblichiamo di seguito il video andato in onda durante il Tg1 di ieri sera in cui il direttore della testata Augusto Minzolini risponde alle accuse di “oscurmento” delle feste a luci rosse nelle ville del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi:
E’ appena arrivato alla direzione del Tg1 ed è già al centro di una bufera politica. Augusto Minzolini starebbe “oscurando” l’inchiesta di Bari sul giro di escort e modelle che avrebbe partecipato, dietro compenso, a diverse feste nelle ville del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
L’accusa arriva dagli esponenti del Partito Democratico, che hanno sollecitato un intervento in merito da parte del presidente Rai, Paolo Garimberti, ma anche della Commissione di vigilanza e della Corte dei conti. “Dopo giorni di ripetuti oscuramenti da parte del Tg1, principale telegiornale del servizio pubblico – si legge in una nota di Michele Meta, capogruppo del centro-sinistra in commissione trasporti e telecomunicazioni della Camera – sul filone dell’inchiesta di Bari che vedrebbe coinvolto il presidente del Consiglio, chiediamo che il Presidente di garanzia della Rai, Paolo Garimberti, convochi il Consiglio di amministrazione per audire il Direttore del Tg1 e per affrontare in maniera approfondita il tema dell’informazione e del pluralismo nei telegiornali Rai, i cui principi di obiettività, trasparenza e imparzialità sono chiaramente indicati nel Codice Etico dell’azienda”.