La rete insorge contro l’”assoluzione” di Mills del Tg1

Il direttore del Tg1 Minzolini

Il direttore del Tg1

Il popolo della rete si mobilita contro Augusto e il Tg1. Sono già più di 15 mila le persone che in poche ore hanno sottoscritto l’appello indirizzato al presidente dell’Ordine dei giornalisti, Lorenzo Del Boca e a quello della Rai, Paolo Garimberti, per segnalare “una grave violazione della deontologia professionale” e per sollecitare provvedimenti.

Il riferimento è all’edizione delle 13.30 del 26 febbraio scorso del telegiornale diretto da , in cui si è data la notizia della assoluzione dell’avvocato Mills da parte della corte di Cassazione. Notizia falsa, perché Mills non è stato assolto dall’accusa di corruzione ma il suo reato è caduto in prescrizione.

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Internet, i grandi della rete uniti per l’uguaglianza degli utenti

I grandi nomi del web uniti per la neutralità della rete. L’insolita alleanza è dovuta alla prossima riunione della Commissione federale delle comunicazioni degli Stati Uniti, che avrà all’ordine del giorno la riscrittura delle regole di Internet. Così Google, Skype, Twitter, YouTube, Facebook, Mozilla, Linkedin (per citare solo i più conosciuti) hanno di firmare una lettera, inviata al presidente della Commissione, , per ribadire la propria posizione. La richiesta è che non venga messo in pericolo il principio che fino a oggi ha garantito eguaglianza a tutti gli utenti del web, ovvero l’impossibilità, per i provider, di stabilire chi deve navigare più veloce e chi più lento, magari in base a quanto è costosa la sua connessione.

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Al media-world summit, Murdoch e Ap contro aggregatori di notizie

L’editoria d’informazione si schiera contro gli internauti libertini, i giornalisti web e gli aggregatori di notizie online, nel Media-World Summit di Pechino. Gli strali più duri sono quelli di Associated Press e di Rupert Murdoch, che rilanciano la sfida ai nuovi media e ribadiscono la necessità di introdurre modelli a pagamento per l’accesso alle notizie.

Uno scontro frontale con i motori di ricerca e i siti che spesso riprendono (gratuitamente) stralci dei contenuti dei grandi marchi dell’informazione.

“Noi di contenuti siano stati troppo lenti a reagire allo sfruttamento gratuito delle notizie di terze parti senza permesso: servizi web come Wikipedia, YouTube o Facebook sono diventati destinazioni favorite dai clienti per le notizie di ultim’ora, lasciando da parte i siti di notizie tradizionali – ha dichiarato Tom Curley, Ceo di AP, che ha puntato il dito anche contro motori di ricerca e blogger – Non tollereremo più la disconnessione fra coloro che si dedicano a raccogliere notizie di pubblico interesse e coloro che ne traggono profitto senza sostenere l’attività”.

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Il Tg5 cambia…volti. Alle 13 solo conduttrici donne

Il Tg5 si rinnova e cambia faccia..nel vero senso della parola. Da oggi (28 settembre), infatti, l’edizione delle 13 sarà affidata solo a volti femminili. Per volontà del direttore Clemente Mimun verrà abbandonata la conduzione all’ in favore di una presentatrice unica. Il cambiamento nella convinzione che il telegiornale più istituzionale di Mediaset abbia bisogno di un restyling di immagine.

Spazio, quindi, a volti nuovi come quello di Costanza Calabrese, per l’edizione delle 13, e quelli di Fabio Tamburini e Lorenzo Montersoli per quel che riguarda la notte. Obiettivo dei cambiamenti, “dare più ritmo al notiziario e guadagnare forza lavoro”. Decisioni che però non sono state accolte bene dalla redazione e, a quanto sembra, neanche da buona parte dei telespettatori più affezionati.

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Iraq, libero il giornalista che tirò una scarpa a Bush

Muntazer al-Zaidi, il giornalista iracheno che il14 dicembre scorso aveva lanciato una scarpa contro George W. Bush nel corso di una conferenza stampa, è libero. Il reporter è stato scarcerato dopo aver scontato nove dei dodici mesi cui era stato condannato “per aggressione a un capo di stato in visita”.

La sua liberazione è stata tra i festeggiamenti del popolo iracheno per il quale al-Zaidi è un vero e proprio eroe. Le immagini di quel lancio, ormai famosissime, hanno fatto il giro del mondo grazie soprattutto a YouTube, e su ci sono centinaia di gruppi dedicati a Zaidi. A Tikrit, città natale del defunto ex presidente Saddam Hussein, gli era stata anche anche dedicata una grande statua, a forma di scarpa, che però è stata rimossa tre giorni dopo la sua inaugurazione. Per quel gesto il giornalista era stato condannato inizialmente a tre anni di reclusione, poi ridotti ad uno in appello.

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Annozero, appello di Santoro agli spettatori: “diffondete gli spot”

La Rai non fa pubblicità ad Annozero? Santoro ha deciso di farsela da solo. L’ultima idea del popolare conduttore di Raidue è quella di promuovere la sua trasmissione attraverso la e il passaparola degli .

In polemica con i vertici aziendali, che secondo lui starebbero evitando deliberatamente di promuovere il suo programma a pochi giorni dalla prima puntata, sul sito di Annozero spunta un appello: “Cari amici, sono e ho bisogno del vostro aiuto. Mancano pochi giorni alla partenza e la televisione continua a non informare il pubblico sulla data d’inizio di Annozero. Perciò vi chiedo di inviare a tutti i vostri amici e contatti su internet gli spot che abbiamo preparato a questo scopo e che non vengono trasmessi”. E gli spot, diffusi su facebook e youtube, si sono diffusi subito a macchia d’olio. Insomma il braccio di ferro tra Santoro e mamma Rai continua.

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Report a rischio chiusura. La Rai non gli rinnoverebbe la copertura legale

Ancora guai per Milena Gabanelli e la sua trasmissione Report. Secondo diverse fonti la Rai, attraverso il suo direttore generale Masi, avrebbe annunciato di non garantire più ai giornalisti della fortunata trasmissione di RaiTre, condotta da Milena Gabanelli, la necessaria copertura legale. Il che tradotto in parole semplici, significherebbe che il Report rischia di non tornare in tv. Senza la copertura legale gli inviati della trasmissione dovrebbero provvedere di tasca propria alle spese legali cui, da bravi reporter, vanno continuamente .

La Rai, invece di risolvere la questione della di Raitre ancora vacante, o anche quella di Annozero, programma minacciato di doppia conduzione “equa” (Santoro affiancato da un collega di destra) in nome della par condicio, avrebbe deciso di dedicare la sua attenzione alla trasmissione della Gabanelli, che già lo scorso hanno gli aveva dato non pochi grattacapi con i palazzi del potere. Così ha deciso di affrontare salomonicamente la questione, mettendo la popolare trasmissione nelle condizioni di chiudere.

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Privacy, il garante ai giornalisti: massima attenzione alle informazione prese da Facebook

”E’ necessario che i giornalisti verifichino sempre con attenzione le informazioni personali e le immagini che si possono trovare su Facebook e gli altri social network”. Questo il contenuto di una inviata dal Garante per la Protezione dei dati perdonali al Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti e alla Fieg e contenuta nella newsletter dell’Authority.

”Internet costituisce oggi, infatti, per i giornalisti una ricca fonte di dati – si legge nella missiva -. Tuttavia la facile accessibilità agli stessi non può consentire un uso indiscriminato, senza adeguate verifiche sulla loro esattezza e completezza, oltre che sulla loro pertinenza sui fatti narrati. La scrupolosa verifica delle informazioni è tanto più necessaria se si considera il fatto che gli utenti dei social network non sono ancora pienamente consapevoli del fatto che i dati personali da loro inseriti su Facebook e su altri siti sono facilmente raggiungibili attraverso i motori di ricerca”.

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Ddl Alfano, proseguono petizioni e mobilitazioni del mondo della stampa

Il mondo del giornalismo continua compatto la mobilitazione contro il Ddl Alfano sulle intercettazioni. Dopo il sì ottenuto la settimana scorsa dal provvedimento alla Camera, si moltiplicano, dalla carta stampata ad internet, agli organismi di categoria, gli appelli in favore della libertà d’informazione.

Ieri il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti ha approvato per acclamazione un documento in cui si impegna a continuare “in tutte le sedi questa battaglia di libertà e chiede agli altri organismi di categoria di riunire a Roma gli stati generali dell’informazione proprio nei giorni in cui il disegno di legge sarà discusso al Senato”.

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Le foto dello scandalo, gli scatti delle feste a villa Certosa uscite sul sito del “Pais”

Alla fine le incriminate sono uscite. A rompere gli indugi è stato “Il Pais”, quotidiano spagnolo, che ha pubblicato sul suo sito internet le immagini dei festini del premier Silvio Berlusconi con modelle e showgirl, nella sua residenza in Sardegna, villa Certosa.

In tutto cinque che mostrano donne seminude che girano nei giardini della villa del premier e anche un uomo totalmente svestito in un momento di intimità, probabilmente l’ex premier ceco Mirek Topolánek. che in poche ore hanno fatto il giro del mondo tanto che il sito del “Pais” ha fatto registrare un vero e proprio boom di contatti: pubblicate poco dopo le 23 di giovedì scorso, alle 17 di venerdi le immagini e tutti i contenuti connessi con gli scatti inediti erano stati visti da oltre 4,5 milioni di persone.

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