Stand up for journalism, l’Europa manifesta per la libertà di stampa

standupforjournalismL’Europa manifesta per la libertà di stampa. Dopo il raduno del 3 ottobre scorso di piazza del Popolo a Roma, l’iniziativa si espande a livello continentale. L’evento si terrà domani (5 novembre 2009) al grido di “Stand Up for Journalism”, titolo della manifestazione che vedrà impegnati tutti i reporter europei in difesa di una libera stampa e del ruolo dei giornalisti.

Per l’occasione, la Giunta Esecutiva della Federazione della Stampa ha deciso di promuovere a Roma nella sede della Fnsi (Corso Vittorio Emanuele II, 349 a Roma) una giornata di dibattito sul tema: “L’informazione è libertà – giornata europea per la dignità del giornalismo e delle funzioni di garanzia democratica”.

“Dopo la grande manifestazione del 3 ottobre scorso a piazza del Popolo a Roma per la difesa della libertà di stampa in Italia oggi vi invitiamo – scrive il segretario Franco Siddi – ad essere presenti a questa grande iniziativa di impegno civile per la difesa della dignità del giornalismo in Europa e nel mondo e per un esercizio corretto e responsabile della professione. Dopo la lunga crisi finanziaria che ha coinvolto il mondo intero e che ha interessato in ogni Paese il settore dei media, determinando il calo nella diffusione dei giornali, una pesante riduzione degli introiti pubblicitari e, di conseguenza, una forte contrazione degli organici redazionali con licenziamenti di giornalisti e, come in Italia, il ricorso agli ammortizzatori sociali, il futuro dell’informazione è pieno di incognite.”

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Rsf, Italia al 49simo posto nella classifica per la libertà di stampa

L’Italia perde ancora posizioni nella classifica della libertà di stampa. Secondo la graduatoria del 2009 stilata da “Reporters sans frontieres”, il Belpaese scende dal 44simo post del 2008 al 49simo di quest’anno. Una vera e propria caduta libera visto che nel 2007 l’Italia era in 35sima posizione.

Le motivazioni di questa diminuzione di libertà nella nostra informazione, secondo Rsf, sono da ricercarsi nelle “pressioni del Cavaliere sui media, e le crescenti ingerenze”, ma anche nelle “violenze di mafia contro i giornalisti che rivelano le attività di quest’ultima e un disegno di legge che ridurrebbe drasticamente la possibilità per i media di pubblicare i testi di intercettazioni telefoniche”.

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Libertà di informazione. All’europarlamento Italia al centro del dibattito

L’Italia e la situazione di salute della sua informazione sono stati al centro di un acceso dibattito al Parlamento europeo. Una seduta che aveva generato molte polemiche già prima di avere inizio e che non ha “deluso le attese”. Invettive, fischi e scenate più o meno teatrali hanno fatto da sfondo al dibattito che ha visto gli animi infervorarsi fin dalle prime battute.

La seduta era stata messa all’ordine del giorno su iniziativa di un gruppo di europarlamentari italiani d’opposizione, sostenuti da un ampio schieramento di eurodeputati, dopo l’intensificarsi degli attacchi agli organi di informazione da parte del premier Silvio Berlusconi. Lo schieramento di eurodeputati italiani della destra aveva tentato fino all’ultimo di togliere questo argomento dalla lista di quelli in discussione. Senza riuscirci.

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Monito dell’Osce a Berlusconi: “Ritiri le querele a Repubblica e L’Unità”

Berlusconi ritiri le querele contro l’Unità e La repubblica. Il monito arriva dall’Osce, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, attraverso una lettera inviata a palazzo Chigi e firmata da Miklos Haraszti, rappresentante dell’organizzazione per la libertà di stampa.

Haraszti si è detto preoccupato per i tre milioni di euro chiesti da un premier di centro destra a due giornali di sinistra e a proposito delle “dieci domande” di Repubblica a Berlusconi afferma: “Fare continuamente domande, anche se di parte, è uno strumento della funzione correttiva dei media. Il diritto di informazione del pubblico include inevitabilmente il diritto dei media a fare domande. I dirigenti politici – continua – devono accettare un livello di critica più alto rispetto agli altri cittadini a causa delle funzioni che ricoprono”.

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Google Book, la rivolta degli editori. La UE prova a mettere pace

Botta e risposta tra l’Unione europea e Google sul progetto di biblioteca digitale avanzato dall’azienda di Mountain View che ha scatenato le proteste degli editori europei e statunitensi. L’iniziativa, chiamata “Google book search”, permetterebbe la digitalizzazione e la vendita potenziale di tutte le opere rimaste “orfane” del loro autore o ormai fuori stampa, creando problemi con i diritti d’autore.

Sulla vicenda si sono espressi i commissari europei per le comunicazioni e il mercato unico, rispettivamente Viviane Reding e Charie McCreevy. “L’Unione deve adattare la sua normativa sui diritti d’autore, ancora “troppo frammentata”, alle esigenze dell’era digitale”. Questo il pronunciamento dei commissari, che tra ieri e oggi hanno svolto diversi incontri con le parti interessate per discutere il problema.

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Braccio di ferro Berlusconi-Repubblica. Anche l’Ue e l’Ifj contro il premier

l polverone sollevato dalla querela di Silvio Berlusconi contro “La Repubblica” non si arresta. Anzi si espande a macchia d’olio. L’azione legale intrapresa dal presidente del Consiglio contro le ormai famose dieci domande che il quotidiano di Ezio Mauro continua a rivolgergli da mesi, fa parlare di sé un po’ ovunque. L’ultimo intervento in ordine di tempo è quello, non di poco conto, dell’Unione Europea. Il messaggio è chiaro: “la libertà di espressione è un valore fondamentale dell’Ue”.

A riportare il pensiero ufficiale dell’Europa è il portavoce della commissione Ue, Johannes Laitenberger interpellato su quali azioni possa intraprendere l’Unione per garantire la libertà di parola di fronte alle iniziative intraprese da Berlusconi. Laitenberger ha, però, voluto precisare di non essere al corrente delle querele che il nostro premier ha presentato contro vari organi di stampa europei.

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Caso Boffo, Confalonieri: “Feltri pubblica solo notizie”

“C’é chi ha voluto accendere il fuoco. E ora ci si lamenta se qualcun altro fa il suo mestiere di giornalista e pubblica notizie”. Così il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri interviene sul caso Feltri-Boffo in un’intervista pubblicata oggi dal Corriere della Sera.

Dopo aver citato il proverbio “chi la fa…l’aspetti”, Confalonieri sul direttore del Giornale dice: “un giornalista estremo ma giornalista, che riporta come tanti altri notizie. Si dovrebbe fermare adesso perché non riguardano Berlusconi che in questi mesi è sembrato il bersaglio di tre palle e un soldo nel Luna Park? Quello al quale tutti possono sparare senza che nessuno chieda conto di niente?”

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Querela di Berlusconi a Repubblica. Dure reazioni della stampa estera. E Ghedini querela anche loro

La stampa estera torna a occuparsi del nostro primo ministro, Silvio Berlusconi. Il motivo del nuovo interesse non poteva che essere la notizia dell’azione legale che gli avvocati di Silvio Berlusconi hanno intrapreso nei confronti del quotidiano “La Repubblica” per le famose 10 domande rimaste senza risposta. Azione che ha scatenato dure critiche dai maggiori giornali stranieri. Ampio spazio dedicato quasi da tutte le testate alla vicenda, ritenuta un vera e propria intimidazione alla libertà di stampa. Insomma il premier dopo gli scandali di festini consumate nelle sue residenze con le escort di alto borgo e il recente scontro fra Stato e Chiesa torna a far parlare di sè.

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Il settimanale “Grazia” sbarca in Francia

Nasce una nuova edizione internazionale di Grazia: da oggi il settimanale femminile edito da Mondadori arriva anche in Francia, (come anticipato da giornalismoblog.it) pubblicato da Mondadori France, uno dei principali editori di magazine nel mercato piu’ importante d’Europa in termini diffusionali e pubblicitari.

“Il lancio di Grazia in Francia rappresenta un’operazione di grande rilievo per il Gruppo Mondadori, che corona così la propria strategia iniziata tre anni or sono con l’acquisizione di Emap France e proseguita con un forte processo di integrazione e collaborazione sia sul piano gestionale che su quello editoriale” ha dichiarato Maurizio Costa, vice presidente e Ad del Gruppo Mondadori.

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La legge bavaglio passa alla camera: i giornalisti protestano

Il disegno di legge Alfano sulle intercettazioni è legge per metà. Il provvedimento, blindato dalla questione di fiducia posta dalla maggioranza, è passato alla Camera. Per l’approvazione finale ora manca il sì del Senato che avverrà in settimana.

La norma, ribattezzata dagli oppositori “legge bavaglio”, pone seri limiti all’utilizzo delle intercettazioni nell’attività di indagine (potranno essere richieste solo se già sussistono “gravi indizi di colpevolezza” e solo per i reati che prevedano pene superiori a 5 anni di carcere) e alla loro divulgazione a mezzo stampa.

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