Intercettazioni, emendamento del governo allenta il bavaglio

Operatore durante una intercettazione

Operatore durante una intercettazione

Il allenta il bavaglio sulle intercettazioni. Ieri in Giustizia l’esecutivo ha presentato un emendamento che prevede l’instaurazione della cosiddetta “”, che deciderà della pubblicabilità o meno delle . Fino a quel momento le registrazioni dovranno rimanere coperte da segreto.

La proposta, presentata dal sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, prevede che spetterà al magistrato nel corso dell’udienza selezionare le intercettazioni considerate rilevanti e che potranno essere pubblicate “per riassunto” da quelle, non pubblicabili, relativi a fatti, circostanze e persone estranee alle indagini.

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Fondi editoria, un emendamento per far slittare i tagli

L'aula del Senato

L'aula del Senato

C’è ancora qualche speranza per gli editori dei di partito, di idee e di cooperative per non vedere tagliati i contributi statali che tengono in molti di loro. Un emendamento bipartisan alla manovra economica, presentato dai senatori del Pd Vincenzo e Luigi Lusi e dal del Pdl Alessio Butti, potrebbe sovvertire, o quantomeno sospendere, quanto approvato pochi mesi fa con il decreto Milleproroghe.

L’emendamento propone la sospensione di tutte le novità approvate dal governo e dal Parlamento sull’ fino al 2012 e contestualmente l’impegno per l’esecutivo a presentare entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge un ddl di “riforma dei contributi all’. Se la proposta dovesse passare, come per magia, tutti i sanciti dal Milleproroghe slitterebbero di due anni.

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Fondi editoria, problema risolto. Tremonti fa retromarcia

tremontiTutto risolto. I fondi per l’ saranno ripristinati entro gennaio attraverso un nuovo decreto. La rassicurazione arriva direttamente dal ministro dell’Economia Giulio , contattato telefonicamente dal presidente della Camera , mentre riceveva nel suo studio di Montecitorio alcuni dei direttori delle testate a rischio chiusura in caso di taglio dei finanziamenti.

Il taglio delle sovvenzioni era stato sancito, venerdì scorso, con l’ in bilancio, del maxi-emendamento del Governo alla finanziaria. Ieri la retromarcia di . Il titolare del Tesoro nell’annunciare il ad hoc, che sarà inserito nel decreto “mille proroghe” o in quello sullo sviluppo, ha convenuto con Fini e con i direttori sulla necessità di salvaguardare le testate politiche, con una loro rilevante storia e presenza anche culturale, le quali hanno tutt’ora mercato, fatto che le distingue dalle pubblicazioni la cui loro sola ragione di vita è quella di incassare le sovvenzioni pubbliche.

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Addio ai fondi per i giornali politici, di cooperative e di idee. Il governo li cancella.

soldi 2Addio ai “diretti” all’editoria per i giornali di , di e di partito. La cancellazione di questi , vitali per centinaia di testate, è stata sancita ieri dalla Commissione bilancio della Camera, che ha approvato il maxi del Governo alla legge finanziaria.

Il testo, contenente la cancellazione dei , dovrà ora essere approvato in aula ma è quasi certo che sulla manovra finanziaria sarà posta la questione di fiducia che “blinderà” il testo senza possibilità di migliorarlo. Il provvedimento mette a repentaglio la vita di un centinaio di giornali dei più diversi orientamenti politici e culturali, testate storiche come l’Avvenire, il Secolo d’Italia, L’Unità e Il Manifesto, ma anche quotidiani più giovani come Europa e La Padania, nonché decine di piccole tv, e espressioni del terzo settore.

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Crisi editoria, passa in Senato l’emendamento “salva giornali”

E’ passato praticamente all’unanimità, in Senato, l’emendamento “salva giornali“, teso a ripristinare per il periodo 2009-2010 i fondi per l’editoria sulla base di 70 milioni l’anno.

L’emendamento è stato , oltre che dai senatori del Pd Lusi e Vita anche dai senatori Butti del Pdl e Mura della Lega e prevede anche l’opportunità per le testate di convenzioni più favorevoli per le spedizioni degli abbonamenti.

“L’esito favorevole del voto ha sanato finalmente la gravissima ferita inferta dai tagli del decreto - ha dichiarato il senatore del Pd Vincenzo Vita, vicepresidente della commissione Cultura – e lo stesso articolato approvato nell’ambito del ddl sullo sviluppo aveva in precedenza avuto un iter parlamentare faticosissimo. Dobbiamo dare atto al vasto movimento di editori, giornalisti e lavoratori dell’informazione di aver ottenuto un risultato di un’unità d’intenti tra le forze politiche. Siamo contenti per le decine di testate che così eviteranno la chiusura o il ridimensionamento”.