Par condicio, il Pdl propone modifica alla legge sull’informazione in campagna elettorale

Ignazio AbrignaniPar condicio addio. La norma che regola l’informazione politica durante i periodi elettorali sembra destinata a finire in soffitta. Il Pdl ha presentato una proposta di legge firmata da Ignazio Abrignani (nella foto), che prevede una riforma radicale della attuale par condicio.

Spazi in radio e in tv divisi in base al “peso” del partito e quindi alla rappresentanza parlamentare ottenuta alle ultime elezioni, salvo un diritto di tribuna per le minoranze pari al 10% (soglia considerata ‘trattabile fino al 20%); spot a pagamento sulle tv nazionali per tutte le forze politiche; possibilità per i singoli politici di partecipare alle trasmissioni di intrattenimento. Queste le novità fondamentali della proposta di legge 2805 depositata il 14 ottobre scorso a Montecitorio e formalizzata ieri in un fascicolo.

Il nuovo testo di legge prevede un solo articolo e riprende una proposta già studiata dai tecnici di Forza Italia e An nel 2005. Ora la proposta passerà all’esame delle commissioni e se approvata, potrebbe essere applicata già alle regionali di marzo. I tempi tuttavia restano strettissimi, tanto che la possibilità di farcela prima delle elezioni amministrative è in forte in dubbio.

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Twitter sotto accusa in Germania. “Danneggia la democrazia”

I risultati degli exit poll delle elezioni finiscono su Twitter un’ora e mezzo prima della chiusura delle urne e, in Germania, il network di microblogging finisce sotto accusa. Danneggia la democrazia, questa l’imputazione rivolta a Twitter dai politici tedeschi che già lo scorso giugno avevano messo in guardia l’opinione pubblica contro questa l’insidia.

Il network, avevano infatti spiegato, potrebbe compromettere il risultato delle politiche di Settembre proprio grazie alla facilità con cui permette di pubblicare su Internet i risultati degli exit poll a urne aperte, potenzialmente influenzando così il voto degli indecisi. Il caso di ieri, non ha fatto altro che gettare benzina sul fuoco.

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Iran, continuano le intimidazioni ai cronisti. Chiusa la sede dell’Associazione giornalisti iraniani. Salgono a 42 gli arresti

Le autorità iraniane pongano fine all’intimidazione dei giornalisti nella Repubblica islamica. È l’appello lanciato dalla Federazione internazionale dei giornalisti (Ifj), dopo la chiusura, la scorsa notte, dell’Associazione dei giornalisti iraniani di Teheran, i cui uffici, lamenta un comunicato di Ifj, “sono stati perquisiti e sigillati da uomini armati”, su ordine del procuratore generale del governo, Saeid Mortazavi.

Secondo la Federazione internazionale, alcuni dei leader dell’Associazione, che stava preparando l’assemblea generale, devono adesso restere nascosti per salvaguardare la propria sicurezza. Questa mattina il segretario generale della Federazione, Aidan White, ha incontrato l’ambasciatore iraniano presso l’Ue e il Belgio. Nell’incontro, riferisce la nota, White “ha affermato che i giornalisti arrestati, almeno 42, devono essere liberati e che deve esser consentito di funzionare all’Associazione dei giornalisti iraniani, affiliata all’Ifj”.

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Iran, la censura mette il bavaglio all’informazione

E’ un silenzio assoluto o quasi quello che arriva dall’Iran sulle proteste che continuano a divampare nel Paese dopo le elezioni presidenziali che hanno riconfermato Mahomud Ahmadinejad alla presidenza. Le notizie diffuse dai media sono sempre più rare e arrivano solo dai canali ufficiali di Teheran.

Niente più filmati su YouTube a testimoniare cosa sta accadendo in piazza, sospeso da giorni il servizio di messaggi sms, interrotto il normale servizio di chiamate con i cellulari e anche da Twitter i messaggi istantanei arrivano a rilento. Perfino i bloggers, che finora avevano continuato a riportare testimonianze su scontri e manifestazioni, sembrano essere finiti tra le maglie della censura. Alla fine, il regime di Ahmadinejad sembra essere riuscito nel suo scopo di ridurre tutti al silenzio.

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Iran, continua la censura: 33 giornalisti arrestati e chiusa sede di Al Arabiya

Si fa sempre più dura la censura iraniana contro gli organi di informazione di tutto il mondo, volta ad impedire la diffusione di notizie sui duri scontri che continuano dal 12 giugno, giorno delle elezioni presidenziali che hanno riconfermato Mahmud Ahmadinejad alla guida del Paese mediorientale.

Secondo “Reporter senza frontiere” sarebbero almeno 33 i giornalisti e i blogger arrestati dalle autorità iraniane dall’inizio delle proteste. “La repressione – si legge in una nota dell’agenzia – si è accentuata ancora di più venerdì dopo la conferma da parte della guida spirituale iraniana Ali Khamenei, del risultato delle elezioni”.

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Casagit, concluse le elezioni per il rinnovo dell’assemblea nazionale. Tutti gli eletti

Si sono concluse alle 18 le votazioni per l’elezione dei delegati all’assemblea nazionale della Casagit, la Cassa autonoma di assistenza integrativa dei giornalisti italiani, per il quadriennio 2009-2013. Hanno votato 6.093 elettori ovvero il 25,44% degli aventi diritto.

Di seguito tutti gli eletti che costiuiranno la nuova assemblea nazionale della Cassa

Antonio Carino e Giannetto Sabbatini Rossetti, eletti ad Ancona in rappresentanza delle Marche. Ad Aosta è stato eletto Gaetano Assanti, a Bari Gianfranco Summo e Vito Zita, a Bologna Sabrina Camonchia, Claudio Cumani, Andrea Ropa e Paola Emilia Rubbi, a Bolzano Luciano Azzolini, Otwin Nothdurfter e Franz Volgger, in Sardegna Andrea Artizzu e Giovanni Perrotti a Campobasso Lucio Zampino, a Firenze Susanna Giusti, Michele Manzotti ed Enrico Pini, a Genova Gianluigi Corti e Guido Filippi, a Milano sono stati eletti Domenico Affinito, Aldo Bolognini Cobianchi, Maurizio Calzolari, Paolo Chiarelli, Paolo Costa, Paola D’Amico, Maria Antonietta Filippini, Carlo Ercole Gariboldi, Gianfranco Giuliani, Cesare Angelo Giuzzi, Elena Golino, Andrea Leone, Renzo Magosso, Andrea Alfonso Maria Montanari, Costantino Muscau, Giovanni Negri, Edmondo Rho, Valentina Strada e Giovanna Tettamanzi, a Napoli Marisa La Penna, Umberto Nardacchione e Alfonso Pirozzi, a Palermo Giovanna Genovese, Mario Petrina, Giovanni Pietro Santi, a Perugia Anna Lia Sabelli Fioretti e Elvisio Vinti, a Pescara Sergio Cinquino e Donatella Speranza, a Potenza Grazia Maria Napoli, a Reggio Calabria Pier Paolo Cambareri e Luisa Lombardo, a Roma Mario Antolini, Manuela Cadringher, Corrado Chiominto, Laura Delli Colli, Francesco Di Mario, Giorgio Frasca Polara, Flavio Gasparini, Rossella Lama, Federica Lamberti Zanardi, Manuela Lucchini, Liliana Madeo, Luigi Massi, Luciano Onder, Giovanni Orlando, Giorgio Pacifici, Paolo Petrecca, Rossella Santilli, Alessia Schiaffini, Giampiero Spirito e Roberto Turno, a Torino Daniele Mauro Cerrato, Giorgio Lombardi e Carola Vai, a Trieste Pierpaolo Dobrilla e Gian Paolo Girelli, a Venezia Margherita Carniello, Gabriele Cescutti e Mauro Pertile.

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Tg5, si autocensura. Fuori onda elezioni

Un esempio di cattivo giornalismo. Poca preparazione, e difesa del proprio editore a discapito dei telespettatori.

Il Pais non si fa intimorire: pubblicate due nuove foto

Il Pais non si fa intimidire dalle querele del presidente del Consiglio e pubblica due nuove foto del via vai di ragazze a villa Certosa. “Nella villa di Papi” è il titolo del nuovo articolo del quotidiano iberico che così risponde senza arretrare di un centrimetro alle minacce del premier. Le foto, come quelle pubblicate precedentemente, sono visibili a tutti su Internet: due ragazze in topless che fanno la doccia insieme e un altro paio di giovani donne, con il volto coperto, in minigonna riprese mentre si trovano nei giardini della villa.

L‘articolo che le accompagna non è tenero con Berlusconi, e tra le altre cose definisce villa Certosa “una residenza geriatrica ricolma di corpi stupendi”. E ancora: “Benvenuti in Berluscolandia - si legge nel pezzo – il Paese in cui tutte le ragazzine vogliono diventare veline”. Le nuovo foto, tutte appartenenti allo stock del fotografo Antonello Zappadu posto sotto sequestro dalla magistratura italiana, sono aggiunte a quelle già pubblicate dal quotidiano spagnolo nei giorni scorsi.

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Associazione stampa estera in Italia, eletto nuovo Consiglio direttivo

stampa_esteraMaarten van Aalderen del De Telegraaf, di Amsterdam è il nuovo presidente dell’Associazione della Stampa Estera in Italia. L’associazione, alla quale appartengono circa 500 giornalisti, ha eletto ieri il nuovo Consiglio Direttivo per l’anno 2009/2010.

Segretario è stato nomintato Yossi Bar, della “I.B.A-Kol-Israel Radio” (Gerusalemme – Israele). I Consiglieri sono Philip Willian del “Sunday Herald” (Glasgow – Scozia); Eva Maria Kallinger di “Focus” (Monaco – Germania); Constanze Reuscher di “ARTE (TV)” (Strasburgo – Francia); Elizabeth Missland di “Mondadori Francé (Parigi – Francia); Patrick Agnew di “Irish Times” (Dublino – Irlanda); Courtney Walsh di “Fox News2 (New York – USA); Paul Bompard del “The Times Higler Education Supplement” (Londra – GB); Cristina Gonzales di “Ultimas Noticias” (Caracas – Venezuela); Carmen Cordoba “Semana” (Bogotà – Colombia). Consigliere Pubblicista é Antonio Mendoza del “Encuadre” (Caracas – Venezuela).