Epolis, la salvezza passa per la Lega Nord

La testata di Epolis

La testata di Epolis

È la Lega Nord l’ultima ancora di salvezza per Epolis, il quotidiano free press ormai da mesi in grosse difficoltà economiche. A sperare ci sono oltre 140 tra giornalisti e impiegati che lavorano per la testata che fa capo al finanziere trentino Alberto Rigotti.

Secondo il quotidiano economico Milano Finanza, sarebbe il Carroccio il potenziale salvatore del quotidiano che ha tra i suoi soci anche l’europarlamentare del Pdl Vito Bonsignore e Francesco Ruscigno, il commissario straordinario di “Mariella Burani fashion group” e molto vicino a Italo Bocchino, uno dei promotori di Futuro e Libertà. Gli editori del free press, su cui pesano quasi 80 milioni di debiti, starebbero infatti sondando la disponibilità di qualche imprenditore del Nord vicino a Umberto Bossi a entrare nel capitale.

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Crisi, licenziamenti alla Dire New e scioperi a Epolis

Il logo dell'agenzia Dire

Il logo dell'agenzia Dire

I giorni difficile della crisi economica sono tutt’altro che passati. Specialmente nel settore dell’editoria ogni giorno arrivano notizie di situazioni difficili, con licenziamenti, giornali che chiudono e scioperi. Gli ultimi a subire le conseguenze, reali o presunte, della crisi sono sei giornalisti della agenzia di stampa “Dire New” che sono stati licenziati in tronco dall’editore, Bianchi.

Sull’accaduto l’organizzazione sindacale dei giornalisti romani, l’Assostampa Romana, ha diffuso un comunicato durissimo, che accusa senza mezzi termini la dirigenza dell’agenzia. “Com’era prevedibile – scrive l’Assostampa – la farsa si è trasformata in tragedia e sei giornalisti della Dire New sono stati licenziati in tronco. Un anno fa l’Associazione Stampa Romana fu buona profeta quando denunciò che la Dire Cooperativa si stava sbarazzando dei colleghi più scomodi, guarda caso i più sindacalizzati, con un’operazione simile a quella di Alitalia: da una parte la Good Company (la cooperativa) dall’altra la Bad Company (la srl) sulla quale venivano scaricati gli esuberi. La dirigenza della cooperativa accusò allora il sindacato di travisare i fatti, affermando che nessuno aveva perso il posto di lavoro. Un anno dopo, il risultato è quello temuto”.

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Unità, proclamati 5 giorni di sciopero contro Soru

Una prima pagina de l'Unità

Una prima pagina de l'Unità

Sono ai ferri corti Renato Soru, editore de “L’Unità” e i giornalisti della redazione. Dopo il botta e risposta pubblico avvenuto sulle pagine del quotidiano nei giorni scorsi, l’assemblea ha deliberato un pacchetto di cinque giorni di sciopero.

La tensione è scoppiata giovedì scorso, quando Soru ha pubblicato sul quotidiano fondato da Gramsci un duro attacco al comitato di redazione reo, secondo lui, di aver diffuso in assemblea “un documento sulle linee di sviluppo del giornale che era stato consegnato in via dichiaratamente riservata”, violando “ogni canone di correttezza nelle relazioni sindacali”. Secondo l’editore la rappresentanza sindacale della redazione avrebbe peccato in leggerezza, distribuendo il documento come se fosse definitivo mentre era solo una bozza provvisoria. Così facendo, attacca ancora Soru, il Cdr ha causato “un comprensibile ma del tutto ingiustificato allarme nel corpo redazionale”.

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Unità, botta e risposta tra Soru e il Cdr

L'editore dell'Unità, Renato Soru

L'editore dell'Unità, Renato Soru

Botta e risposta sulle pagine del giornale tra Renato Soru, editore dell’Unità e il Cdr del quotidiano fondato da Antonio Gramsci. Il battibecco pubblico evidenzia il clima di tensione che si vive all’interno del quotidiano per la situazione critica in cui versa. Sull’edizione di ieri il quotidiano pubblicava un comunicato dell’editore che rispondeva alla diffusione di un comunicato del Cdr andato in stampa mercoledì. Soru contesta al cdr di aver diffuso, in assemblea, “un documento sulle linee di sviluppo del giornale che era stato consegnato in via dichiaratamente riservata”, violando “ogni canone di correttezza nelle relazioni sindacali”.

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Feltri, Sallusti e Santanché possibili azionisti del Giornale

Il vice direttore del Giornale Alessandro Sallusti

Il vice direttore del Giornale Alessandro Sallusti

Vittorio Feltri, Alessandro Sallusti e Daniela Santanché potrebbero entrare nella proprietà del Giornale. Lo ha rivelato lo stesso vicedirettore Sallusti in una intervista a CNRmedia, in cui non ha escluso la possibilità che la “squadra direttiva” del quotidiano di via Negri acquisti un pacchetto azionario della società.

“Mi risulta – ha detto Sallusti – che ci sia un’intenzione seria di aprire il Giornale al mercato soprattutto in presenza di conti che stanno dando segnali molto interessanti di risanamento e che nel giro di un anno saranno, ci auguriamo, risanati”. Secondo il vicedirettore artefice del risanamento è proprio il team capitanato da Vittorio Feltri, che comprende lo stesso Sallusti e Daniela Santanché, a capo della concessionaria che cura la raccolta pubblicitaria per il Giornale.

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Lettonia. Ucciso giornalista e editore di un quotidiano

La carta geografica della Lettonia

La carta geografica della Lettonia

Ucciso a sangue freddo da due sicari. La vittima è Grigorijs Nemcovs, direttore e redattore capo del quotidiano lettone “Million” e proprietario di una televisione locale con lo stesso nome. Il giornalista ed editore è stato colpito da due proiettili alla testa mentre si stava recando ad un appuntamento nella città di Daugvpils (nella regione di Latgale).

L’omicidio, avvenuto il 16 aprile verso le cinque del pomeriggio, era stato pianificato in tutti i particolari. L’assassino ha probabilmente aspettato Nemcovs mentre si recava ad un caffè sulla Lacplesa Street, vicino all’università di Daugavpils. La polizia per ora ha aperto un’inchiesta anche se non ci sono ancora indagati.

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Chiude il Corriere di Livorno, fallisce il tentativo dell’editore-calciatore Lucarelli

Sembra giunta al capolinea l’esperienza del calciatore del Livorno, Cristiano Lucarelli, come editore di un quotidiano. “Il Corriere di Livorno”, giornale da lui fondato il 9 settembre del 2007, ha annunciato la possibile chiusura dell’attività. La crisi dell’editoria non ha risparmiato nemmeno l’esperimento dell’editore-calciatore.

Ad annunciare la fine delle pubblicazioni è stato lo stesso Lucarelli, in un editoriale (il primo scritto da lui in due anni) comparso sulla prima pagina del quotidiano livornese. “Attualmente – scrive il giocatore – complice la crisi, le copie vendute al di sotto delle aspettative e lo scarso interesse (per paura di ritorsioni) di imprenditori contattati per affiancarmi in questa avventura, mi hanno fatto riflettere sull’eventualità di cessare le pubblicazioni del Corriere di Livorno entro la fine del 2009”.

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Feltri torna a il Giornale. A Libero arriva Paragone.

Vittorio Feltri torna alla direzione de ”il Giornale” dal prossimo 24 agosto. Con lui, alla guida del quotidiano, arrivera’ Alessandro Sallusti con la qualifica di condirettore.

L’Editore, in un comunicato, ”augura buon lavoro al nuovo direttore e ringrazia con riconoscenza il direttore uscente Mario Giordano per l’ottimo lavoro svolto. In meno di due anni di direzione, Giordano ha realizzato una importante riforma grafica ed editoriale, riuscendo in una fase economica molto difficile a consolidare e addirittura allargare la diffusione del quotidiano”.

Al posto di Feltri a Libero andrà, Gianluigi Paragone, nominato direttore ad interim. Già direttore de La Padania e vicedirettore del quotidiano fondato da Feltri nove anni fa, è stato incaricato dal gruppo Angelucci, proprietario della testata, di guidare il quotidiano nazionale in questa fase di transizione.

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Crisi, i Cdr di Dnews e il Messaggero sul piede di guerra

Comitati di redazione sul piede di guerra al “Messaggero” e a “Dnews”. Il Cdr del quotidiano di Caltagirone e la società editrice del giornale si sono scontrati in un botta e risposta di comunicati al vetriolo dopo il primo dei quattro giorni di sciopero dei giornalisti, che ha impedito ai lettori di trovare il giornale in edicola sabato scorso. L’organo sindacale di Dnews, invece, ha rimandato al mittente il piano di ristrutturazione proposto dall’editore.

“Il Comitato di redazione del Messaggero si scusa con i lettori – hanno scritto in un comunicato i giornalisti del Crd del quotidiano romano – che ieri non hanno potuto trovare il giornale in edicola. Abbiamo deciso uno sciopero in risposta al grave comportamento della società editrice, che ha fatto finta di aprire una trattativa con i giornalisti, per poi ribadire, dopo quaranta giorni di incontri fra le parti, la stessa strage di posti di lavoro, 48, e cioè un quarto dell’intera redazione, indicata all’inizio degli incontri per il piano di crisi. Una crisi, lo ribadiamo ancora, che certo esiste nell’editoria come in tutto il paese, ma che al Messaggero, giornale strutturalmente sano, capace di produrre 277 milioni di utili dal 2000 ad oggi, è stata ingigantita. L’azienda sembra aver fretta di portare la procedura di crisi al ministero del Lavoro, come se fosse certa di poter ottenere tutto quello che vuole”.

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Crisi, in gran Bretagna il Trinity Mirror chiude 9 settimanali. E dal Wall Street juornal arrivano nuove proposte anticrisi

La crisi dell’editoria sbarca oltremanica. A dover affrontare conti in rosso e tagli al personale ora tocca anche ai grossi gruppi editoriali britannici come il “Trinity Mirror” proprietario, tra gli altri, del “Daily Mirror”. I vertici dell’azienda hanno annunciato la necessità di chiudere ben nove dei suoi settimanali locali nelle Midlands.

Tra le testate interessate il “Loughborough Trader Xtra”, il “Lichfield Post”, il “Tamworth Times”, il “Burton Trader”, l’ “Ashby Trader & Echo”, il “Coalville Echo” ed il “Walsall Observer newspaper”. Il ridimensionamento, provocato dalla drastica riduzione degli introiti pubblicitari, segue la chiusura di altre 27 testate edite dalla Trinity, avvenute nel corso dello scorso anno. La manovra, volta a ridurre i costi, prevede anche la chiusura degli uffici che l’azienda possiede a Burton, Trent e Walsall.

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