“Domande del ca…”, Di Pietro prima sbotta poi si scusa con giornalista del Tg1

di pietroUn mazzo di rose e tulipani bianchi con un biglietto scritto di proprio pugno, alla giornalista del Tg1 che gli aveva chiesto di spiegare le foto che lo ritraevano ad una cena con l’ex funzionario del Sismi, Bruno Contrada. Così Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei valori, si è scusato per l’incidente diplomatico avvenuto ieri mattina nella di Montecitorio.

“Il Tg1 fa domande del ca… Non ce l’ho con lei ma con il suo amico Minzolini. Fuori ci sono i lavoratori dell’Alcoa che rischiano di perdere il posto e mi fate queste domande?”. Questa la frase incriminata, rivolta dal leader dell’Idv alla giornalista Rai, Ida Peritore, che gli aveva chiesto del “dossier” fotografico difuso da Libero e dal Corriere della Sera.

Davanti alle telecamere Di Pietro aveva risposto con ironia: “Parliamo di cose serie – aveva scherzato l’ex Pm di mani pulite – . Prima facevo parte della Cia, poi sono passato al controspionaggio russo e sono diventato il capo dei comunisti. Sono il più grande: James Tonino Bond”. Poi a telecamere spente lo sfogo: “Ma come, ci sono i problemi del lavoro e mi fate queste domande del ca…?”.

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La gente di piazza del Popolo. Slogan, magliette e tanti colori alla manifestazione contro il guinzaglio alla stampa

“Siamo tutti farabutti” e “Adesso denuncia anche me”. Sono solo alcuni degli slogan che campeggiano sulle magliette dei manifestanti che gremiscono piazza del Popolo per manifestare contro il “bavaglio” all’informazione. Appunto, il bavaglio. Tantissimi manifestanti hanno qualcosa davanti alla bocca per segnalare l’impossibilità di parlare. C’è chi ha messo un cerotto, chi una cerniera a lampo, chi ancora ha indossato bandane e fasce di ogni tipo a tappare la bocca.

È una folla coloratissima e molto fantasiosa quella che manifesta sotto il sole di Roma. Tanti i cartelli, con scritte e vignette che riconducono al tema della libertà di stampa. Molti simpatici, altri irripetibili. C’è chi va in giro con un guinzaglio rigido cui ha legato un e chi si è travestito da pinocchio. C’è persino un omone da Obelix che gira per la piazza trascinando un carretto in cui un pupazzo con le sembianze di Berlusconi tiene un cartello con su scritto: “Ho risposto alle 10 domande…le ho sbagliate tutte”.

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Casagit, l’Alternativa Fnsi vuole chiarezza sui conti

Bisogna fare chiarezza sui conti della Casagit. La richiesta perentoria arriva dalla componente sindacale Fnsi l’Alternativa, che vuole vederci chiaro e chiede un rapporto dettagliato sulla situazione della sanitaria dei giornalisti italiani.

A tre mesi dall’insediamento del nuovo Consiglio di amministrazione, infatti, ancora non si hanno numeri precisi. “A fronte del sacrificio imposto ai colleghi e alle famiglie con un esoso e iniquo contributo straordinario – si legge in un comunicato della componente sindacale – non possono infatti bastare le generiche rassicurazioni del presidente Daniele Cerrato, che nella newsletter della Casagit parla di “primi importanti frutti”, di “pareggio in bilancio per il 2009” e di “forte deficit nel 2010”.

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Torna Annozero, Travaglio ci sarà. Ma non si placano le polemiche

Alla fine ci sarà. Dopo le polemiche, le accuse e le smentite che hanno accompagnato la vigilia della di Annozero, Marco Travaglio stasera (ndr giovedì 24 settembre alle ore 21) sarà regolarmente al suo posto al fianco di Michele Santoro. A sancire ufficialmente la sua presenza, il comunicato di presentazione diffuso dall’ufficio stampa della Rai che conferma Travaglio come ediorialista, così come voluto a ogni costo da Santoro, e non come ospite, come avrebbe voluto la dirigenza di viale Mazzini.

Titolo della prima puntata “I farabutti”. Argomento, neanche a dirlo, la libertà di stampa: “C’è un pericolo per la libertà di espressione in Italia? Ci sono – si legge nel comunicato – domande proibite? Ci sono giornalisti indesiderati e trasmissioni all’indice?”. Ospiti di serata, il segretario del Pd Dario Franceschini, il deputato del Pdl Italo Bocchino, il direttore di “Libero” Maurizio Belpietro, il direttore de L’Unità Concita De Gregorio, e il giornalista Enrico Mentana.

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Monito dell’Osce a Berlusconi: “Ritiri le querele a Repubblica e L’Unità”

Berlusconi ritiri le querele contro l’Unità e La repubblica. Il monito arriva dall’Osce, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, attraverso una lettera inviata a palazzo Chigi e firmata da Miklos Haraszti, rappresentante dell’organizzazione per la libertà di stampa.

Haraszti si è detto preoccupato per i tre milioni di euro chiesti da un di centro destra a due giornali di sinistra e a proposito delle “dieci domande” di Repubblica a Berlusconi afferma: “Fare continuamente domande, anche se di parte, è uno strumento della funzione correttiva dei media. Il diritto di informazione del pubblico include inevitabilmente il diritto dei media a fare domande. I dirigenti politici – continua – devono accettare un livello di critica più alto rispetto agli altri cittadini a causa delle funzioni che ricoprono”.

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Mercoledì 23 settembre è il grande giorno del “Fatto Quotidiano”. Inizia l’avventura di Padellaro, Travaglio e Colombo

Mercoledì 23 . E’ il D-Day del Fatto Quotidiano, il giornale nato dalla rodata collaborazione all’Unità tra Antonio Padellaro, Furio Colombo e Marco Travaglio. Sedici pagine, sei giorni di uscita, un costo di 1,20 euro a copia, per raccontare i fatti senza il condizionamento di un editore-padrone e una scelta di campo: rinunciare tout court ai finanziamenti pubblici.

La partenza è positiva: il Fatto ha incassato la fiducia di 28 mila aspiranti lettori che hanno sottoscritto l’abbonamento prima ancora di giudicare il prodotto. Il Fatto Quotidiano è stato presentato nella sede della stampa estera da Padellaro, Colombo, Travaglio, affiancati da Giorgio Poidomani, amministratore delegato dell’Editoriale Il Fatto (e già ad dell’Unità) e da Peter Gomez che, insieme a Marco Lillo, ha lasciato l’Espresso per lanciarsi nella nuova avventura.

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Braccio di ferro Berlusconi-Repubblica. Anche l’Ue e l’Ifj contro il premier

l polverone sollevato dalla querela di Silvio contro “La ” non si arresta. Anzi si espande a macchia d’olio. L’azione legale intrapresa dal presidente del Consiglio contro le ormai famose dieci domande che il quotidiano di Ezio Mauro continua a rivolgergli da mesi, fa parlare di sé un po’ ovunque. L’ultimo intervento in ordine di tempo è quello, non di poco conto, dell’. Il messaggio è chiaro: “la libertà di espressione è un valore fondamentale dell’Ue”.

A riportare il pensiero ufficiale dell’Europa è il portavoce della commissione Ue, Johannes Laitenberger interpellato su quali azioni possa intraprendere l’Unione per garantire la libertà di parola di fronte alle iniziative intraprese da . Laitenberger ha, però, voluto precisare di non essere al corrente delle querele che il nostro ha presentato contro vari organi di stampa europei.

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Querela di Berlusconi a Repubblica. Dure reazioni della stampa estera. E Ghedini querela anche loro

La stampa estera torna a occuparsi del nostro primo ministro, Silvio Berlusconi. Il motivo del nuovo interesse non poteva che essere la notizia dell’azione legale che gli avvocati di Silvio Berlusconi hanno intrapreso nei confronti del quotidiano “La Repubblica” per le famose 10 domande rimaste senza risposta. Azione che ha scatenato dure critiche dai maggiori giornali stranieri. Ampio spazio dedicato quasi da tutte le testate alla vicenda, ritenuta un vera e propria intimidazione alla libertà di stampa. Insomma il premier dopo gli scandali di festini consumate nelle sue residenze con le escort di alto borgo e il recente scontro fra Stato e Chiesa torna a far parlare di sè.

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Querela di Berlusconi a Repubblica. Le reazioni di Ordine e Fnsi

“Apprensione e allarme”. Sono questi i sentimenti generati dalla querela di Silvio Berlusconi contro Repubblica, secondo il vicepresidente dell’Ordine dei giornalisti Enrico Paissan.

La vicenda ha scatenato le dure repiche delle organizzazioni della stampa. Il presidente della Federazione nazionale della stampa italiana, , parla di un “attacco frontale al ruolo stesso del giornalismo” e dice che è tempo di “una grande iniziativa comune”. Il punto di partenza potrebbe essere un appello dei tre giuristi Franco Cordero, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky, pubblicato oggi da Repubblica.it. In poche ore, migliaia le firme raccolte contro il tentativo di “ridurre al silenzio la libera stampa” e “anestetizzare l’opinione pubblica”.

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Ecco le dieci domande di Repubblica a Berlusconi

Pubblichiamo di seguito le 10 domande di Repubblica al presidente del Consiglio che hanno portato alla querela nei confronti del e alla richiesta di 1 milione di euro di riscarcimento danni. Le domande, a cui il premier non ha mai risposto sono pubblicate tutti i giorni sul dal 14 maggio scorso, in una prima versione, e poi da 26 giugno nella versione definitiva, in seguito agli scandali che hanno coinvolto il premier sui suoi rapporti con l’allora minorenne Noemi Letizia e sui festini hot nelle sue ville.

Ecco le domande dello scandalo:

1. Quando, signor presidente, ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia? Quante volte ha avuto modo d’incontrarla e dove? Ha frequentato e frequenta altre minorenni?

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