Skype dichiara guerra a eBay: denunciata per “violazione di copyright”

Skype dichiara guerra a eBay. Niklas Zennstrom e Janus Friis, fondatori del software peer-to- peer di telefonia via web, hanno citato in giudizio il famoso sito di aste, con l’accusa di violazione del copyright.

Ebay sarebbe colpevole di alterare e diffondere codici di programmazione Skype, di cui Zennstrom e Friis sono tuttora proprietari. Secondo i due informatici, infatti, l’accordo che aveva portato all’acquisto di Skype da parte di eBay non comprendeva anche la tecnologia utilizzata per far funzionare il servizio VoIP, che resterebbe di proprietà di Joltid, la società fondata da Friis e Zennstrom.

Ora, dopo aver acquistato Skype nel settembre del 2005 con una manovra di 2,6 miliardi di dollari, eBay ne ha rivenduto il 65% agli inizi di questo mese ad un gruppo di investitori privati. La cessione sarebbe, quindi, irregolare.

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Aveva indossato i pantaloni. Giornalista sudanese scampa alle frustate ma finisce in carcere

Era riuscita ad evitare la frusta Lubna Ahmed al Hussein, la giornalista sudanese arrestata a Khartum il 3 luglio scorso per aver indossato i pantaloni in un luogo pubblico, ma non contenta ha rifiutato di pagare anche la multa di 200 dollari stabilita dai giudici.

“Sono innocente – ha dichiarato la giornalista alla Afp – Non pagherò. Piuttosto vado in prigione”. E così è andata. Lubna è stata trasferita in cella dove, se non si deciderà a pagare, dovrà scontare un mese.

Dalla padella nella brace, verrebbe da dire. Ma quello di Lubna è un gesto di grande coraggio nella battaglia per la conquista dei diritti civili delle donne islamiche. È una sfida alle istituzioni e alle tradizioni più radicate di questa cultura.

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James Murdoch contro la BBC: “E’ dominante”

James Murdoch, presidente del gigante dei media News Corporation e figlio del suo fondatore, il magnate australiano Rupert Murdoch, critica la Bbc definendola “dominante”, caratteristica che a suo avviso minaccia l’indipendenza del giornalismo nel Regno Unito.

“La crescita della giornalismo sponsorizzato dallo Stato è una minaccia per la pluralità e per l’indipendenza delle notizie”, ha detto James Murdoch intervenendo al Festival della Televisione di Edimburgo. Lo riferisce la Bbc sul suo sito Internet.

“La Bbc è dominante”, ha aggiunto il figlio di Rupert Murdoch, “gli altri media possono subire alti e bassi ma le entrate per la Bbc sono garantite e sono in crescita”. James Murdoch ha parlato inoltre dell’editoria online, sottolineando che la diffusione di notizie vie Internet in forma gratuita come nel caso della Bbc, rende “incredibilmente difficile” per i media privati far pagare l’accesso a notizie sul web.

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USA, il New York Times vende il Boston Globe

Non c’è pace per il Boston Globe. Dopo aver rischiato la chiusura poco più di un mese fa, ora lo storico quotidiano di Boston è stato messo in vendita al miglior offerente dal gruppo editoriale del New York Times, che controlla il giornale.

Gli editori del Times avrebbero già incaricato la Goldman Sachs per studiare un eventuale processo di vendita del quotidiano che ha 137 anni di storia. A partire dalla prossima settimana la società inizierà ad esaminare le prime offerte avanzate.

Il Boston Globe, uno dei più influenti quotidiani Usa, è stato recentemente teatro di forti scontri tra dirigenza e sindacati in merito alla necessità di effettuare delle riduzioni salariali, a detta dell’editore indispensabili per la sua sopravvivenza. Alla fine di una trattativa serrata si era riusciti a scongiurare lo stop delle rotative, ma i rapporti tesi tra azienda e sindacato erano continuati.

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Kindle DX, il futuro dell’editoria passa attraverso l’e-reading

Il Washington Post, del Boston Globe e del New York Times lo adotteranno per pubblicare i loro quotidiani in formato digitale. E’ il nuovo Amazon Kindle DX, la soluzione individuata dai grandi editori di quotidiani statunitensi per far uscire l’editoria dalla crisi.

D’accordo con loro è anche Jeff Bezos, fondatore della Amazon, secondo cui il nuovo Kindle deluxe può essere la risposta che serve all’editoria, il futuro di questo settore.

La Amazon ha stipulato con questi tre colossi dell’informazione a stelle e strisce accordi per avviare delle sperimentazioni che dovranno portare alla commercializzazione dei quotidiani cartacei in formato digitale.

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Il Boston Globe è salvo, l’accordo raggiunto nella notte

E’ stato raggiunto nella notte l’accordo per salvare il Boston Globe, a rischio chiusura. La società che pubblica il quotidiano e i sindacati hanno raggiunto un’intesa di massima che, se approvato dagli iscritti, permetterà di salvare la storica testata del New England. Lo ha annunciato Dan Totten, il presidente della Newspaper Guild, l’ultimo sindacato ancora al centro della trattativa.

La svolta è arrivata verso le quattro del mattino dopo 11 ore di negoziato, ha detto Totten: “deve essere messo ai voti dei circa 700 aderenti”. Le parti si sono impegnate a mantenere il segreto sui termini dell’intesa ma il Boston Globe ha scritto oggi sul suo sito online che ne fanno parte un sostanziale taglio degli stipendi, aspettative non pagate, un aumento delle ore lavorative settimanali e modifiche alla clausola che garantiva a 200 dipendenti il posto a vita.

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Crisi editoria, il Boston Globe rischia la chiusura. E il NY Times aumenta il prezzo

La crisi editoriale colpisce anche il Boston Globe. Dopo 137 anni di storia il quotidiano della capitale del Massachusetts rischia di chiudere. In queste ore si sta giocando la salvezza dello storico giornale: i negoziati tra il sindacato e la società editrice del New York Times, che è proprietario della testata dal 1993, si sono interrotti senza accordo otto ore dopo la scadenza dell’ultimatum che aveva messo la storica testata del New England di fronte a un aut aut: tagli da 20 milioni di dollari o andare incontro alla chiusura.

Dopo aver discusso non stop tutta la notte, i negoziatori si sono aggiornati “a domani o dopodomani”, ha detto Cosmo Macero, un portavoce della Newspaper Guild, dopo che la proprietà aveva respinto l’offerta del sindacato pari a dieci milioni di dollari di tagli.

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Crisi editoria, continua crollo NY Times: nel primo trimestre persi 74,5 milioni di dollari

Peggiorano le perdite di The New York Times nel primo trimestre dell’anno, sulla scia di un calo del 27% delle entrate pubblicitarie. Da gennaio a marzo il gruppo editoriale americano proprietario fra gli altri del New York Times, del Boston Globe e dell’International Herald Tribune ha perso 74,5 milioni di dollari, pari a 52 cent per azione, rispetto a un rosso di 335.000 dollari nello stesso periodo dello scorso anno.

La perdita, secondo quanto precisano i media americani, è stata molto peggiore rispetto alle stime degli analisti che si attendevano un rosso di 4 cent ad azione. Quanto alle vendite, diminuite del 19%, hanno fatto incassare 609 milioni di dollari al quotidiano della grande mela, circa 22 milioni in meno rispetto alle previsioni.

Crisi editoria, la Ap fa sconti ai giornali sulle notizie di agenzia.

associated_press_logoLa Associated Press (Ap), la principale agenzia di stampa americana, ha deciso di tagliare il prezzo degli abbonamenti per aiutare i quotidiani in difficoltà, e di passare all’attacco sul web dove troppe notizie ed articoli vengono pubblicati senza il suo permesso.

Le decisioni della Ap, una cooperativa i cui azionisti sono i principali quotidiani degli Stati Uniti, sono state annunciate a San Diego, nel sud della California, in occasione della Assemblea generale annuale dell’agenzia. Complessivamente, gli sconti ai quotidiani colpiti dalla crisi saranno di 35 milioni di dollari nel 2010, che andranno ad aggiungersi ai 30 milioni del 2009. Gli introiti provenienti dai giornali, che rappresentano il 25% del fatturato complessivo di 710 milioni di dollari, caleranno di circa un terzo tra il 2008 e il 2010, secondo le previsioni.

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