Dopo Repubblica tocca all’Unità. Berlusconi la querela per tre milioni di euro

Nel giorno delle dimissioni del direttore dell’Avvenire, Dino Boffo, c’è un altro direttore in difficoltà. Concita De Gregorio, guida dell’Unità, si è vista citare per diffamazione insieme ad altri quattro colleghi del quotidiano, dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

La richiesta di risarcimento è di quelle che fanno tremare le gambe: 3 milioni di euro. Due milioni al giornale e 200.000 euro ciascuno ai cinque giornalisti chiamati in causa. Ad essere sotto sono, in particolare, due numeri del giornale, quelli del 13 luglio e del 6 agosto 2009. In quelle edizioni la direttrice De Gregorio e le giornaliste , Federica Fantozzi, l’editorialista Oppo e la scrittrice avevano firmato alcuni articoli sugli scandali sessuali che hanno coinvolto il quest’estate.

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Il Giornale attacca Boffo, direttore di Avvenire. Berlusconi si dissocia

Il Giornale attacca il “grande moralizzatore, alias il direttore del quotidiano Avvenire”, il dottor Dino Boffo, per una torbida vicenda a sfondo sessuale, chiusa con patteggiamento cinque anni fa. Ed è subito polemica. Nell’articolo pubblicato oggi in prima pagina sul quotidiano della famiglia Berlusconi, dal titolo “Il supermoralista condannato per molestie, il direttore Feltri sostiene che “Visti i precedenti Boffo non può permettersi di condannare i comportamenti del premier verso cui “recentemente, in più d’una occasione, si è sentito in obbligo di esprimere giudizi severi”.

Lui si difende: “È killeraggio giornalistico allo stato puro”, è “una vicenda inverosimile, capziosa, assurda. Siamo, pesa dirlo, alla barbarie”.

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Marco Travaglio non diffamò Del Noce: lo ha deciso la Cassazione

Marco Travaglio e Antonio Padellaro sono stati prosciolti dall’accusa di aver diffamato, in un articolo pubblicato sull’Unità il 6 marzo 2007, l’ex direttore di Raiuno, Fabrizio Del Noce. Lo ha deciso la corte di Cassazione che ha respinto il di Del Noce il quale, senza successo, aveva chiesto alla Suprema Corte di annullare l’assoluzione.

I supremi giudici ( 22659) osservano che il proscioglimento deciso dal Gip del Tribunale di Roma, lo scorso 11 dicembre, sottolinea come i riportati “nella loro storicità” sono “veritieri”, con riferimento alle scelte di Del Noce “relative all’eliminazione del programma di Biagi, alla conduzione del Festival di Sanremo, allo spostamento a tarda serata del programma di Arbore”.

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