Giornalisti, attenti allo “stalking a mezzo stampa”

Manuela Petescia

Manuela Petescia

Giornalisti ed editori devono far attenzione ad un nuovo possibile reato commesso con la penna. È lo “stalking a mezzo stampa”, una sorta di persecuzione attraverso una serrata e continua campagna mediatica. Il nuovo reato è stato ipotizzato da un avvocato molisano per difendere la sua assistita, la direttrice di Telemolise, Manuela Petescia.

La giornalista della seguitissima emittente locale, nonché moglie di Ulisse di Giacomo, senatore e coordinatore regionale del Pdl, ha chiamato in causa il quotidiano “Nuovo oggi Molise” citando un giornalista, il direttore, il condirettore e l’editore del giornale, Giuseppe Ciarrapico, anch’egli senatore Pdl ma molto più vicino a quella che un tempo era An.

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Dopo Repubblica tocca all’Unità. Berlusconi la querela per tre milioni di euro

Nel giorno delle dimissioni del direttore dell’Avvenire, Dino Boffo, c’è un altro direttore in difficoltà. Concita De Gregorio, guida dell’Unità, si è vista citare per diffamazione insieme ad altri quattro colleghi del quotidiano, dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

La richiesta di risarcimento è di quelle che fanno tremare le gambe: 3 milioni di euro. Due milioni al giornale e 200.000 euro ciascuno ai cinque giornalisti chiamati in causa. Ad essere sotto accusa sono, in particolare, due numeri del giornale, quelli del 13 luglio e del 6 agosto 2009. In quelle edizioni la direttrice De Gregorio e le giornaliste Natalia Lombardo, Federica Fantozzi, l’editorialista Maria Novella Oppo e la scrittrice Silvia Ballestra avevano firmato alcuni articoli sugli scandali sessuali che hanno coinvolto il premier quest’estate.

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L’ordine del Veneto radia dall’albo la direttrice di Canale 68

Lidia Povolo, pubblicista, direttore responsabile dell’emittente televisiva vicentina Canale 68, è stata radiata dall’Albo professionale al termine di una lunga istruttoria del Consiglio dell’Ordine del Veneto. Sulla base dei numerosi elementi raccolti, il Consiglio ha ritenuto che il comportamento tenuto dalla Povolo non sia compatibile con la permanenza nell’Ordine dei giornalisti.

La pubblicista è stata ritenuta responsabile di una serie di comportamenti deontologicamente non corretti, elencati in sette capi d’inputazione. La delibera di radiazione – composta di oltre 60 pagine – ha contestato alla Povolo, tra l’altro, di aver consentito per anni ad un non giornalista di gestire la redazione giornalistica della televisione sostituendosi di fatto a lei nel ruolo di direttore e, comunque, ricoprendo un ruolo equivalente a quello di un capo redattore; di aver utilizzato stabilmente personale non iscritto all’Ordine dei giornalisti; di aver instaurato, o comunque consentito che si instaurasse un clima di minacce, intimidazioni e maltrattamenti nei confronti dei giornalisti; di aver messo in atto una commistione tra pubblicità e informazione. Il tutto in violazione dei doveri imposti dall’articolo 2 della legge professionale e delle carte deontologiche della professione giornalistica.

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Furto alla Mondadori France: spariti i menabò di Grazia

Mondadori France derubata. Il gruppo editoriale ha annunciato di aver presentato una denuncia per furto con scasso nei suoi uffici di Parigi del computer contenente il menabò dell’edizione francese del settimanale femminile Grazia che sarà lanciato il prossimo settembre.

La direzione di Mondadori France “si riserva il diritto di esercitare eventuali ricorsi o azioni legali in caso di uso fraudolento del contenuto di questo computer”. Direttrice dell’edizione francese di Grazia, lanciata in Italia nel 1938, è Yseult Williams. Grazia ha già 11 edizioni.