Calabria Ora, l’editore non gradisce inchieste di mafia, si dimette il direttore

Il logo di Calabria Ora

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Gli editori di Calabria Oggi non gradivano le inchieste del quotidiano sugli intrecci tra mafia e politica. Per questo motivo avrebbero voluto avere un “diretto coinvolgimento nella fattura del giornale”. Un’invadenza che non è piaciuta al direttore della testata calabrese, Paolo Pollichieni, che ha annunciato le sue dimissioni. Insieme a lui hanno presentato le dimissioni altri sei redattori della testata.

L’annuncio ufficiale della notizia che era già circolata ieri arriva in un editoriale firmato dalla stesso Pollichieni e intitolato “Le ragioni di un addio”. Nel pezzo, Pollichieni riporta la richiesta degli editori di un “maggior coinvolgimento” nella stesura del giornale. “Una richiesta certamente rispettabile – scrive l’ormai ex direttore -, ma che non esiste in natura”.

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Si dimette giornalista del New York Times: copiava le notizie

Grattacielo sede del New York Times

Grattacielo sede del New York Times

Copiava le notizie dal Wall Street Journal. Per questo Zachery Kouwe, giornalista economico del New York Times, si è dovuto dimettere.

Il plagio era stato denunciato da Robert Thomson, il direttore del Wall Street Journal in persona, che aveva accusato Kouwe dopo aver notato somiglianze tra un articolo della sua testata e quanto pubblicato sotto la firma del giornalista, sul New York Times del 5 febbraio scorso.

Kouwe è accusato di aver riutilizzato intere frasi del Wall Street Journal, ma anche della Reuters e di altre fonti giornalistiche senza attribuirle alla fonte in una serie di articoli pubblicati nel corso dell’anno scorso e sul popolare blog “DealBook”, del sito NyTimes.com. Kouwe arrivato al New York Times dal New York Post nel 2008, ha deciso di lasciare il giornale dopo un incontro con i vertici in cui erano state prospettate azioni disciplinari nei suoi confronti.

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Caos all’ordine del Piemonte. Il presidente si dimette, poi smentisce

È giallo intorno alla notizia delle dimissioni di Sergio Miravalle dalla carica di presidente dell’Ordine dei giornalisti del Piemonte. La notizia prima diffusa dalle agenzie è stata in un secondo momento smentita dal diretto interessato. Il giornalista cinquantasettenne, dipendente del quotidiano torinese “La Stampa”, sembrava essersi dimesso in conseguenza delle dimissioni “irrevocabili” del segretario dell’ordine piemontese, Emanuela Banfo, 51 anni, giornalista della sede torinese dell’Ansa, per gravi “dissidi all’interno della cosiddetta maggioranza”.

La notizia sembrava certa tanto che erano già stati diffusi i particolari della vicenda: Miravalle avrebbe rimesso in sede di consiglio il proprio mandato rinviando la ricostituzione degli incarichi ordinistici ad una successiva seduta. Miravalle, a questo punto, con altri due consiglieri della maggioranza, avrebbe anche lasciato il consiglio facendo mancare il numero legale.

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Libertà di stampa. Tutto pronto per la manifestazione. Appuntamento a piazza del Popolo alle 15.30

Ormai ci siamo. E’ tutto pronto per la manifestazione in favore della libertà di stampa organizzata dal sindacato unico dei giornalisti, l’Fnsi. Appuntamento per domani ore 15.30 a Piazza del Popolo, a Roma. Finalmente sapremo se sarà una farsa, come ha dichiarato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, oppure una grande manifestazione di popolo. Sono attesi trecento pullman da tutta Italia, che convergeranno fin dalle prime ore del giorno sulla capitale. Alla vigilia il presidente della Fnsi, Roberto Natale, ha ricordato le ragioni della protesta: “Avvertiamo un’aria pesante per l’informazione: dal ddl sulle intercettazioni, all’operazione contro Avvenire che ha portato alle dimissioni di Dino Boffo, all’appello del premier agli imprenditori perché non investano in pubblicità sui giornali catastrofisti”.

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Dopo Repubblica tocca all’Unità. Berlusconi la querela per tre milioni di euro

Nel giorno delle dimissioni del direttore dell’Avvenire, Dino Boffo, c’è un altro direttore in difficoltà. Concita De Gregorio, guida dell’Unità, si è vista citare per diffamazione insieme ad altri quattro colleghi del quotidiano, dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

La richiesta di risarcimento è di quelle che fanno tremare le gambe: 3 milioni di euro. Due milioni al giornale e 200.000 euro ciascuno ai cinque giornalisti chiamati in causa. Ad essere sotto accusa sono, in particolare, due numeri del giornale, quelli del 13 luglio e del 6 agosto 2009. In quelle edizioni la direttrice De Gregorio e le giornaliste Natalia Lombardo, Federica Fantozzi, l’editorialista Maria Novella Oppo e la scrittrice Silvia Ballestra avevano firmato alcuni articoli sugli scandali sessuali che hanno coinvolto il premier quest’estate.

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Crisi, emittenti del gruppo Espresso in difficoltà

Le emittenti del gruppo L’Espresso, da All Music a Deejay Television a Repubblica.tv, acquistate nel 2004 da De Benedetti (nella foto) per 115 mln euro, sono in piena crisi economica e di contenuti. E’ quanto si legge in un articolo su il Giornale dove si aggiunge che le tv di De Benedetti, acquistate con l’obiettivo di realizzare in tre anni un utile operativo del 30%, perdono 10 mln l’anno.

Mediobanca, incaricata di trovare un nuovo editore nel luglio 2008 dopo che la Ambanelli diede le dimissioni, e’ da diversi mesi alla ricerca di un compratore per quei canali di musica, news e interviste, ma finora non si e’ fatto avanti nessuno. Nel frattempo sono iniziati i primi tagli del personale che hanno coinvolto una trentina di addetti alla produzione.

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Report, l’inchiesta sul digitale scatena nuove polemiche. E Mannoni si dimette dall’Agcom

Ancora bufera su Milena Gabanelli e la sua trasmissione “Report”. A poco più di un mese dalle polemiche scatenate dalla puntata sulla “social card”, che avevano fatto infuriare il ministro Tremonti, la trasmissione in onda su Raitre questa volta si è occupata di frequenze televisive all’alba del passaggio al digitale. Secondo l’inchiesta condotta da Bernardo Iovene, Rai e Mediaset continueranno a dominare il panorama televisivo italiano, nonostante il passaggio alla nuova tecnologia sarebbe dovuta servire ad ampliare il mercato grazie alla moltiplicazione dei canali.

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Rai, Andrea Giubilo direttore temporaneo del Tg1

giubiloIl Consiglio di Amministrazione della Rai, su proposta del nuovo direttore generale Mauro Masi, preso atto delle dimissioni del direttore del Tg1 Gianni Riotta, ha affidato temporaneamente le funzioni di direttore responsabile della testata al vicedirettore Andrea Giubilo.

Il Consiglio – spiega una nota del primo consiglio di amministrazione al completo – ha ringraziato Gianni Riotta per l’impegno e per la professionalità con cui ha confermato il ruolo leader del Tg1 nell’informazione in Italia.

La Nazione, Carrassi reintegrato dopo dimissioni. Insorge il Cdr

carrassiPrima costretto alle dimissioni dal ruolo direttore, poi reintegrato con un ruolo di responsabilità nel gruppo Poligrafici editoriale. E’ la storia di Francesco Carrassi(nella foto), ex direttore della Nazione che, dopo essere uscito dal gruppo editoriale in seguito ad alcune intercettazioni telefoniche tra lui e Fausto Rapisarda, collaboratore di Salvatori Ligresti, legate all’inchiesta sulla trasformazione urbanistica dell’area di Castello di proprietà di Fondiaria-Sai, vi è rientrato dalla porta di servizio.

A denunciare l’accaduto il coordinamento dei Cdr della Nazione, il Resto del Carlino, il Giorno e Qn, che, in una nota, hanno evidenziato come “appena quattro mesi dopo avergli imposto le dimissioni dalla direzione della Nazione, la Poligrafici editoriale spa ha inspiegabilmente affidato a Francesco Carrassi un incarico di responsabilità all’interno del Gruppo, alle dirette dipendenze dell’Editore”.

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Report, tornano le incheste di Milena Gabbanelli

Ormai ci siamo. Le inchieste di “Report” stanno per tornare in prima serata su Raitre. La fortunata trasmissione condotta da Milena Gabbanelli ricomincerà domenica 15 marzo.

Tra gli argomenti del nuovo ciclo, che si aprirà con una puntata sul dissesto del Comune di Catania, spicca la vicenda delle leggi che regolano il mercato televisivo italiano e la distribuzione delle frequenze, al centro del secondo appuntamento. A ricomporne le tappe saranno le interviste a numerosi personaggi, da Oscar Mammì ad Antonio Maccanico, da Fedele Confalonieri a Paolo Romani.

REPORT“Nella seconda puntata – spiega la Gabanelli, che autrice della trasmissione insieme a Sigfrido Ranucci e con la collaborazione di Paola Bisogni – si ricostruisce con i protagonisti tutta la storia delle norme che regolamentano la concessione delle frequenze. In un confronto molto vivace fra il presidente di Mediaset e l’autore dell’inchiesta, Bernardo Iovene, Confalonieri dichiara di apprezzare le interviste dure non – dice lui – come a Matrix l’altra sera. Tre giorni dopo – conclude la Gabanelli – Matrix passa di mano”. Il riferimento è alla rottura tra Mediaset e Enrico Mentana del 9 febbraio, giorno della morte di Eluana Englaro: nella settimana precedente il programma aveva ospitato Antonio Di Pietro, la hostess Daniela Martani e si era occupato del caso Eluana.