Rai, il Cda rinvia il rinnovo del contratto di Bruno Vespa

Ancora problemi con i contratti in casa Rai. Dopo le polemiche per il mancato rinnovo dell’accordo con Marco Travaglio come collaboratore di Annozero, scoppia il caso per quello di Bruno Vespa. Il consiglio d’amministrazione della televisione pubblica, infatti, ha deciso all’unanimità di rinviare il rinnovo del contratto del conduttore di “Porta a porta”.

La motivazione, a quanto si apprende, è economica: secondo l’accordo attuale, firmato nel 2005 per tre anni, con un’opzione fino al 2010, Bruno Vespa percepisce un minimo garantito di 1 milione 187 mila euro all’anno come ideatore, autore e conduttore di Porta a porta. Cifra che, nel nuovo contratto, si diceva potesse salire a 1 milione 600 mila euro. Secondo il consigliere della maggioranza, Angelo Petroni, appoggiato da Nino Rizzo Nervo (Pd), il contratto sarebbe troppo oneroso e non coerente con la situazione generale dell’azienda, che vede un rosso di bilancio di circa 600 milioni entro il 2012.

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Grillo presenta il programma del suo movimento. All’informazione un ruolo fondamentale

“L’informazione è uno dei fondamenti della democrazia e della sopravvivenza individuale. Se il controllo dell’informazione è concentrato in pochi attori, inevitabilmente si manifestano derive antidemocratiche”. Lo scrive Beppe Grillo al punto “Informazione” del programma del suo movimento che sarà presentato il 4 ottobre e che ora ha la sua anteprima sul web in cui chiede tra l’altro un solo canale televisivo pubblico, senza pubblicità, informativo e culturale,indipendente dai partiti.

Per Grillo infatti “se l’informazione ha come riferimenti i soggetti economici e non il cittadino, gli interessi delle multinazionali e dei gruppi di potere economico prevalgono sugli interessi del singolo. L’informazione quindi – a suo avviso – è alla base di qualunque altra area di interesse sociale. Il cittadino non informato o disinformato non può decidere, non può scegliere. Assume un ruolo di consumatore e di elettore passivo, escluso dalle scelte che lo riguardano”.

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Google studia come far pagare le news online

Rupert Murdoch ha un nuovo alleato nella sua battaglia per le news online a pagamento: Google. Il motore di ricerca americano, che proprio in questi giorni sta avendo non pochi problemi con gli editori di tutto il mondo, ha ideato un metodo di pagamento con cui far pagare l’informazione sulla rete.

A diffondere la notizia il Nieman Journalism Lab, il centro di ricerca sui media dell’Università di Harvard. Secondo il centro, il colosso di Mountain View avrebbe già sottoposto il progetto all’Associazione dei giornali americani (Naa). La proposta di Google si baserebbe sul modello dei “micropagamenti” pensato appositamente per l’industria dell’informazione. Il punto di riferimento in questo senso è il sistema analogo usato da Apple per la musica (iTunes) e le applicazioni dei cellulari (AppStore).

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Google Book, la rivolta degli editori. La UE prova a mettere pace

Botta e risposta tra l’Unione europea e Google sul progetto di biblioteca digitale avanzato dall’azienda di Mountain View che ha scatenato le proteste degli editori europei e statunitensi. L’iniziativa, chiamata “Google book search”, permetterebbe la digitalizzazione e la vendita potenziale di tutte le opere rimaste “orfane” del loro autore o ormai fuori stampa, creando problemi con i diritti d’autore.

Sulla vicenda si sono espressi i commissari europei per le comunicazioni e il mercato unico, rispettivamente Viviane Reding e Charie McCreevy. “L’Unione deve adattare la sua normativa sui diritti d’autore, ancora “troppo frammentata”, alle esigenze dell’era digitale”. Questo il pronunciamento dei commissari, che tra ieri e oggi hanno svolto diversi incontri con le parti interessate per discutere il problema.

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Rainews24: il Cdr chiede certezze per il futuro

“Lo switch verso il digitale terrestre e’ una grande opportunita’ per Rainews24. E per la Rai. Finalmente l’all-news del servizio pubblico radiotelevisivo entra nelle case di tutti gli italiani. Ed e’ – su quella piattaforma – l’unico canale italiano di informazione 24 ore su 24 ore. E’ un’occasione che i giornalisti di Rainews24 non vogliono perdere. E’ una sfida che siamo certi di vincere”. Lo afferma in una nota il Comitato di Redazione di Rainews24, al termine dell’assemblea.

“Perche’ i giornalisti, i tecnici, gli assistenti, gli impiegati di Rainews24 hanno dimostrato in questi 10 anni di essere un elemento irrinunciabile del servizio pubblico: dalle dirette alle grandi inchieste come quella sul fosforo bianco di Falluja, alla copertura delle emergenze, ultima quella del terremoto in Abruzzo – prosegue il Cdr -. Ma per affrontare la sfida al meglio abbiamo bisogno di certezze sul nostro sviluppo”.

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Relazione AgCom, Calabrò fa il punto della situazione sull’informazione

La relazione annuale del Presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Corrado Calabrò, ha evidenziato nodi nevralgici che devono essere sciolti: dalla riforma della Rai, a quella dell’intero sistema televisivo, a una nuova legislazione per le telecomunicazioni, per fermarsi all’amara considerazione che per quanto riguarda l’editoria la riforma è ferma ai blocchi di partenza”. Con queste parole il segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, ha commentato la periodica relazione del garante per le telecomunicazioni al parlamento.

“Infatti – prosegue Siddi – su questo tema siamo fermi alla politica degli annunci. Riforme incisive sono necessarie in tutti i settori del sistema dell’informazione italiana. Lo diciamo da tempo, non da soli. E’ apprezzabile che il Garante delle comunicazioni abbia sottolineato la portata dei problemi. Ma è sempre più indispensabile andare oltre”.

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Report, l’inchiesta sul digitale scatena nuove polemiche. E Mannoni si dimette dall’Agcom

Ancora bufera su Milena Gabanelli e la sua trasmissione “Report”. A poco più di un mese dalle polemiche scatenate dalla puntata sulla “social card”, che avevano fatto infuriare il ministro Tremonti, la trasmissione in onda su Raitre questa volta si è occupata di frequenze televisive all’alba del passaggio al digitale. Secondo l’inchiesta condotta da Bernardo Iovene, Rai e Mediaset continueranno a dominare il panorama televisivo italiano, nonostante il passaggio alla nuova tecnologia sarebbe dovuta servire ad ampliare il mercato grazie alla moltiplicazione dei canali.

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Kindle DX, il futuro dell’editoria passa attraverso l’e-reading

Il Washington Post, del Boston Globe e del New York Times lo adotteranno per pubblicare i loro quotidiani in formato digitale. E’ il nuovo Amazon Kindle DX, la soluzione individuata dai grandi editori di quotidiani statunitensi per far uscire l’editoria dalla crisi.

D’accordo con loro è anche Jeff Bezos, fondatore della Amazon, secondo cui il nuovo Kindle deluxe può essere la risposta che serve all’editoria, il futuro di questo settore.

La Amazon ha stipulato con questi tre colossi dell’informazione a stelle e strisce accordi per avviare delle sperimentazioni che dovranno portare alla commercializzazione dei quotidiani cartacei in formato digitale.

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