Crisi, Giornale di Reggio rischia la chiusura

giornale di ReggioGiornale di Reggio a rischio chiusura. La crisi dell’editoria colpisce anche le realtà locali e arriva a Reggio Emilia, dove il quotidiano cittadino rischia addirittura di chiudere i battenti.

A denunciare la grave situazione di difficoltà la redazione stessa del giornale. In una nota comparsa in prima pagina sul numero di ieri si legge: “la redazione del Giornale di Reggio esprime forte preoccupazione sul futuro del quotidiano e la tutela del lavoro dei giornalisti”.

I dubbi derivano dall’incontro tenutosi il 26 ottobre scorso tra la proprietà e i giornalisti che, ha detta degli stessi cronisti, non ha fatto altro che alimentare le preoccupazioni, visto che l’editore non ha saputo dare risposte certe sul futuro della testata. “Durante il primo incontro – si legge ancora nell’articolo – tra il segretario generale aggiunto della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Giovanni Rossi, il fiduciario di redazione, Alessandra Codeluppi, il funzionario della Provincia, Vanni Salatti, e la proprietà del Giornale di Reggio, Tiziano Motti e Stefania Bigliardi, avvenuto lunedì 26 ottobre, la proprietà ha prospettato la possibilità di nuovi assetti che potrebbero mettere in serio pericolo l’occupazione dei giornalisti. La redazione teme che questa situazione possa portare a una cessazione di fatto delle uscite del quotidiano”.

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Usa, una ricerca universitaria propone aiuti di Stato per i giornali

Torna a farsi strada negli Stati Uniti l’ipotesi di aiuti governativi alle imprese editoriali per fronteggiare la crisi del settore. Già qualche tempo fa il presidente Obama si era detto possibilista in materia, nel caso venisse presentata una proposta seria al Congresso. Ora a ribadire il concetto ci ha pensato un rapporto della Columbia University, dal titolo “The Reconstruction of American Journalism”.

Il rapporto di 36 pagine è stato stilato da Michael Shudson, docente della facoltà, e da Leonard Downie Jr., per 17 anni penna di punta e poi manager al Washington Post. Secondo i due studiosi: “la società americana si deve assumere la responsabilità collettiva di sostenere il giornalismo indipendente in un ambiente economico che è profondamente cambiato”, per questo conclude la ricerca per salvare l’informazione su carta saranno necessari sussidi pubblici.

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Chiude il Corriere di Livorno, fallisce il tentativo dell’editore-calciatore Lucarelli

Sembra giunta al capolinea l’esperienza del calciatore del Livorno, Cristiano Lucarelli, come editore di un quotidiano. “Il Corriere di Livorno”, giornale da lui fondato il 9 settembre del 2007, ha annunciato la possibile chiusura dell’attività. La crisi dell’editoria non ha risparmiato nemmeno l’esperimento dell’editore-calciatore.

Ad annunciare la fine delle pubblicazioni è stato lo stesso Lucarelli, in un editoriale (il primo scritto da lui in due anni) comparso sulla prima pagina del quotidiano livornese. “Attualmente – scrive il giocatore – complice la crisi, le copie vendute al di sotto delle aspettative e lo scarso interesse (per paura di ritorsioni) di imprenditori contattati per affiancarmi in questa avventura, mi hanno fatto riflettere sull’eventualità di cessare le pubblicazioni del Corriere di Livorno entro la fine del 2009”.

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Inpgi, ai giornalisti ancora undici anni di pensione. E poi? Incontro casse ministero per trovare una soluzione

Ci sarebbe anche l’Inpgi, l’istituto previdenziale dei giornalisti, tra le casse privatizzate in difficoltà. Il futuro di alcuni enti è incerto e dopo le innovazioni normative varate con la Finanziaria 2007 che ha spostato – ma non per l’Inpgi1 – in avanti (da 15 a 30 anni) le proiezioni attuariali, la previdenza dei professionisti ha bisogno urgente di attuare una serie di riforme proprio per far fronte alla norma della manovra.

Proprio per trovare una soluzione a questi problemi ieri (giovedì 17 settembre) si è tenuto un incontro tra il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi e i presidenti dei principali enti previdenziali. Alla riunione, che si è tenuta presso la sede del ministero del Welfare mancava, però, l’Adepp, ovvero l’associazione degli enti privatizzati guidata da Maurizio de Tilla. L’incontro di ieri è venuto dopo una serie di riunioni preparatorie e è stato dedicato “all’esame dei profili formali e sostanziali di stabilità delle Casse di previdenza nel medio-lungo periodo”.

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Dopo Repubblica tocca all’Unità. Berlusconi la querela per tre milioni di euro

Nel giorno delle dimissioni del direttore dell’Avvenire, Dino Boffo, c’è un altro direttore in difficoltà. Concita De Gregorio, guida dell’Unità, si è vista citare per diffamazione insieme ad altri quattro colleghi del quotidiano, dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

La richiesta di risarcimento è di quelle che fanno tremare le gambe: 3 milioni di euro. Due milioni al giornale e 200.000 euro ciascuno ai cinque giornalisti chiamati in causa. Ad essere sotto accusa sono, in particolare, due numeri del giornale, quelli del 13 luglio e del 6 agosto 2009. In quelle edizioni la direttrice De Gregorio e le giornaliste Natalia Lombardo, Federica Fantozzi, l’editorialista Maria Novella Oppo e la scrittrice Silvia Ballestra avevano firmato alcuni articoli sugli scandali sessuali che hanno coinvolto il premier quest’estate.

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Crisi, emittenti del gruppo Espresso in difficoltà

Le emittenti del gruppo L’Espresso, da All Music a Deejay Television a Repubblica.tv, acquistate nel 2004 da De Benedetti (nella foto) per 115 mln euro, sono in piena crisi economica e di contenuti. E’ quanto si legge in un articolo su il Giornale dove si aggiunge che le tv di De Benedetti, acquistate con l’obiettivo di realizzare in tre anni un utile operativo del 30%, perdono 10 mln l’anno.

Mediobanca, incaricata di trovare un nuovo editore nel luglio 2008 dopo che la Ambanelli diede le dimissioni, e’ da diversi mesi alla ricerca di un compratore per quei canali di musica, news e interviste, ma finora non si e’ fatto avanti nessuno. Nel frattempo sono iniziati i primi tagli del personale che hanno coinvolto una trentina di addetti alla produzione.

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Giornalismo scientifico in difficoltà. Al convegno Wcsj le possibili soluzioni

Il mondo del giornalismo è in difficoltà. Ancora di più lo è un settore dell’informazione da sempre lasciato un po’ ai margini: il giornalismo scientifico. L’argomento è stato approfondito durante il Wcsj 2009, la conferenza mondiale dei giornalisti scientifici che si è tenuto a Westminster in Inghilterra.

Dal convegno è uscito un quadro solo apparentemente roseo. Secondo una ricerca condotta da “Nature” il 59,1% di giornalisti scientifici ha visto aumentare il carico di lavoro negli ultimi 5 anni e ben l’11,13% degli articoli pubblicati nel 2008 parlavano di scienza. Per concludere il quadro il 40% di italiani ha dichiarato di leggere di scienza e tecnologia una o più volte la settimana sui quotidiani.

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Crisi, il Financial Times perde il 40% dei profitti. In Italia situazione difficile per Messagero, Liberazione e Metro

Può sembrare un paradosso ma purtoppo è realtà. Il Financial Times, uno dei quotidiani economici più prestigiosi al mondo è in difficoltà finanziarie. La Ft pubblishing, la sezione giornali e riviste del Financial Times group, ha dichiarato un calo dei profitti del 40% nel primo semestre del 2009 per il giornale inglese. Dai 30 milioni di sterline del giugno 2008 si è passati ai 14 milioni messi a bilancio lo scorso mese. Anche le vendite dei formati cartacei hanno subito una contrazione, fruttando 176 milioni di sterline, rispetto ai 188 milioni di un anno fa.

Le difficoltà sono, come sempre in questa crisi, dovute principalmente all’emorragia pubblicitaria: “L’effetto del declino degli utili pubblicitari è stato in parte mitigato dalla crescita della vendita dei nostri contenuti” ha detto Majore Scandino, capo esecutivo di Pearson, la società che controlla FT Group.

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Relazione AgCom, Calabrò fa il punto della situazione sull’informazione

La relazione annuale del Presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Corrado Calabrò, ha evidenziato nodi nevralgici che devono essere sciolti: dalla riforma della Rai, a quella dell’intero sistema televisivo, a una nuova legislazione per le telecomunicazioni, per fermarsi all’amara considerazione che per quanto riguarda l’editoria la riforma è ferma ai blocchi di partenza”. Con queste parole il segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, ha commentato la periodica relazione del garante per le telecomunicazioni al parlamento.

“Infatti – prosegue Siddi – su questo tema siamo fermi alla politica degli annunci. Riforme incisive sono necessarie in tutti i settori del sistema dell’informazione italiana. Lo diciamo da tempo, non da soli. E’ apprezzabile che il Garante delle comunicazioni abbia sottolineato la portata dei problemi. Ma è sempre più indispensabile andare oltre”.

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Crisi editoria, la Ap fa sconti ai giornali sulle notizie di agenzia.

associated_press_logoLa Associated Press (Ap), la principale agenzia di stampa americana, ha deciso di tagliare il prezzo degli abbonamenti per aiutare i quotidiani in difficoltà, e di passare all’attacco sul web dove troppe notizie ed articoli vengono pubblicati senza il suo permesso.

Le decisioni della Ap, una cooperativa i cui azionisti sono i principali quotidiani degli Stati Uniti, sono state annunciate a San Diego, nel sud della California, in occasione della Assemblea generale annuale dell’agenzia. Complessivamente, gli sconti ai quotidiani colpiti dalla crisi saranno di 35 milioni di dollari nel 2010, che andranno ad aggiungersi ai 30 milioni del 2009. Gli introiti provenienti dai giornali, che rappresentano il 25% del fatturato complessivo di 710 milioni di dollari, caleranno di circa un terzo tra il 2008 e il 2010, secondo le previsioni.

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