Giornata dell’informazione, Napolitano: “pluralismo indice di democrazia”

“Già più di tre anni fa, in occasioni analoghe a quella odierna, espressi il mio profondo convincimento circa il carattere discriminante che l’esistenza di una stampa e di una informazione pluralistiche e libere assume per distinguere la democrazia dal dispotismo”. È un vero e proprio monito in favore del pluralismo dell’informazione quello rivolto dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante il suo intervento alla terza “giornata dell’informazione” celebrata al Quirinale.

Alla cerimonia erano presenti i circa 160 cronisti vincitori, nel 2009, dei 22 premi giornalistici che hanno ottenuto l’adesione della Presidenza della Repubblica. A loro il presidente si è rivolto così: “Voi siete il grande specchio della ricchezza di talenti e percorsi su cui si fonda prestigio giornalismo italiano. Ed è nella qualità dell’impegno e del lavoro di ogni giornalista, nella professionalità, nel rigore, nell’equilibrio e nel tranquillo coraggio di chi si dedica a questo quotidiano lavoro il maggior presidio della libertà, del ruolo della stampa e dell’informazione”.

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Libertà di informazione. All’europarlamento Italia al centro del dibattito

L’Italia e la situazione di salute della sua informazione sono stati al centro di un acceso dibattito al Parlamento europeo. Una seduta che aveva generato molte polemiche già prima di avere inizio e che non ha “deluso le attese”. Invettive, fischi e scenate più o meno teatrali hanno fatto da sfondo al dibattito che ha visto gli animi infervorarsi fin dalle prime battute.

La seduta era stata messa all’ordine del giorno su iniziativa di un gruppo di europarlamentari italiani d’opposizione, sostenuti da un ampio schieramento di eurodeputati, dopo l’intensificarsi degli attacchi agli organi di informazione da parte del premier Silvio Berlusconi. Lo schieramento di eurodeputati italiani della destra aveva tentato fino all’ultimo di togliere questo argomento dalla lista di quelli in discussione. Senza riuscirci.

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Dopo Repubblica tocca all’Unità. Berlusconi la querela per tre milioni di euro

Nel giorno delle dimissioni del direttore dell’Avvenire, Dino Boffo, c’è un altro direttore in difficoltà. Concita De Gregorio, guida dell’Unità, si è vista citare per diffamazione insieme ad altri quattro colleghi del quotidiano, dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

La richiesta di risarcimento è di quelle che fanno tremare le gambe: 3 milioni di euro. Due milioni al giornale e 200.000 euro ciascuno ai cinque giornalisti chiamati in causa. Ad essere sotto accusa sono, in particolare, due numeri del giornale, quelli del 13 luglio e del 6 agosto 2009. In quelle edizioni la direttrice De Gregorio e le giornaliste Natalia Lombardo, Federica Fantozzi, l’editorialista Maria Novella Oppo e la scrittrice Silvia Ballestra avevano firmato alcuni articoli sugli scandali sessuali che hanno coinvolto il premier quest’estate.

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Di Pietro contro la Rai: “è una costola di Mediaset”

“La Rai cambi nome perché non è più una televisione di Stato ma una costola di Mediaset governata da portaborse alla corte dei partiti”. E’ tranchant il giudizio di Antonio Di Pietro che, sul suo blog, afferma: “Dopo le nomine dei controllori della Commissione di Vigilanza, dopo la spartizione del CdA, dopo l`occupazione delle dirigenze, rinnovate a prescindere dalla meritocrazia e dall`operato degli uscenti, stiamo assistendo all`ultimo scandaloso show sul ritardo nelle nomine di Tg3 e Raitre”.

“Il temporeggiamento – afferma il leader dell’Idv – è dovuto all`attesa del congresso del Pd perché, se vincesse uno piuttosto che l`altro, la scelta dei portaborse per ricoprire le due poltrone vacanti sarebbe differente. Il Pdl, che si indigna per questo contrattempo, ha piazzato già da tempo i propri chihuahua praticamente in tutte le altre posizioni!”.

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Agcom, Rete 4 multata di 180mila euro per inosservanza della Par Condicio

Dopo gli avvertimenti l’Agcom è passata ai fatti. L’autorità di garanzia sulle comunicazioni, presieduta da Corrado Calabrò, ha inflitto 180mila euro di sanzione a Rete 4 a causa dell’inosservanza dell’ordine di riequilibrio impartito dall’Agcom il 14 maggio scorso, nell’ambito della par condicio.

La notizia è stata diffusa dallo stesso ufficio del garante in una nota in cui comunica che “alla luce dei dati sul monitoraggio dell’ultimo periodo, perdurando uno squilibrio informativo tra tutte le liste che si sono presentate alle elezioni e una sovraesposizione del Governo, ha adottato un atto di diffida generale nei confronti di tutte le emittenti affinchè procedano all’immediato riequilibrio”.

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Cda Rai, nominati due direttori: Minzolini al Tg1 e Mazza a RaiUno

Augusto Minzolini è il nuovo direttore del Tg1, Maura Mazza il direttore di RaiUno. Sono questi i verdetti più importanti usciti dal Consiglio di amministrazione della Rai che ha dato il via libera alle nomine proposte dal direttore generale Mauro Masi.

Nominati anche i quattro vicedirettori generali che saranno Gianfranco Comanducci, Lorenza Lei, Giancarlo Leone e Antonio Marano.

Le investiture sono avvenute in assenza dei consiglieri dell’opposizione che hanno lasciato la riunione nel momento in cui si è iniziato a parlare di nomine. La riunione è comunque proseguita con gli altri consiglieri, il presidente Paolo Garimberti e il direttore generale. Tutti i presenti hanno votato a favore.

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Terremoto in Abruzzo, polemiche su Annozero

annozeroPolemiche roventi intorno ad Annozero e Michele Santoro. La puntata di giovedì scorso dedicata al sisma abruzzese ha sollevato un polverone che non accenna a placarsi. Durante la trasmissione il giornalista Rai aveva cercato di analizzare eventuali inefficenze e ritardi negli aiuti.
A dire il vero, durante la puntata, più volte il conduttore e i giornalisti che collaborano alla trasmissione, hanno ricordato e sottolineato l’impegno e la passione con cui migliaia di volontari hanno dato il loro contributo per alleviare le sofferenze dei terremotati. Santoro e i suoi collaboratori hanno posto piuttosto un interrogativo sulla macchina organizzativa e sulla mancanza di una pianificazione dei soccorsi adeguata, in una situazione che da tempo minacciava di esplodere.

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Ddl intercettazioni, si mobilita l’Fnsi

FNSILa Federazione nazionale stampa italiana, il sindacato dei giornalisti, si mobilità contro il disegno di legge sulle intercettazioni, che prende il nome dell’attuale ministro della Giustizia Alfano.
“In relazione anche alle inaccettabili e pesanti modifiche avvenute in Commissione Giustizia della Camera del ddl Alfano sulle intercettazioni che mettono la pietra tombale sulle notizie di cronaca giudiziaria”, si legge in un comunicato, “l’Fnsi ha deciso di organizzare, per martedi’ 24 febbraio dalle 10,30 presso la sua sede (Corso Vittorio Emanuele II, 349, Roma) un’iniziativa, aperta alla società civile, forte e decisa assieme all’Ordine dei giornalisti, all’Unione cronisti italiani e con la partecipazione della Fieg”.

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