Germania, provverdimento rafforza libertà di stampa

Il parlamento tedesco

Il parlamento tedesco

Italia e Germania hanno idee diverse in materia di libertà di stampa. Mentre nel nostro Paese si continua a parlare di inasprimento delle sanzioni per i giornalisti che pubblicano intercettazioni telefoniche ad indagini in corso, in Germania si approva una legge che proteggerà maggiormente i cronisti, rafforzando, così, la libertà di stampa nel paese.

Il disegno di legge, approvato oggi dal consiglio dei Ministri tedesco, stabilisce, infatti, che i reporter non saranno più perseguibili in caso di concorso nella pubblicazione di materiale riservato ottenuto da terzi. Ad essere perseguita legalmente sarà solo la la fonte del giornalista, cioè la persona che passa le informazioni ai media.

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Intercettazioni, Siddi: “Piccoli emendamenti inutili”

Il segretario dell'ordine Franco Siddi

Il segretario dell'ordine Franco Siddi

Ancora non si conoscono esattamente gli emendamenti di modifica dell ddl Alfano sulle intercettazioni, che già vengono bocciati dal sindacato dei giornalisti e dall’Associazione nazionale magistrati. Il pensiero dei due organi è chiaro: dei piccoli aggiustamenti al testo non bastano, è tutto l’impianto della legge che va cambiato.

In particolare il segretario della Fnsi, Franco Siddi, in un comunicato ha ribadito che “i numerosi emendamenti che sono già stati presentati alla Camera sul testo app0rovato dal Senato non possono trovare apprezzamento se si limitano ad una semplice riduzione del livello sanzionatorio”. Il messaggio è chiaro: non basta diminuire le sanzioni a giornalisti ed editori per mettere a tacere la protesta. La critica del segretario si concentra in particolare sulle sanzioni agli editori: “È opportuno – continua Siddi – che si rifletta attentamente sull’ipotesi di innovazione legislativa che vede l’introduzione di sanzioni pecuniarie a carico degli editori. Ancorché tali sanzioni fossero ridotte a termini irrisori, la norma resterebbe comunque iniqua e inaccettabile perché introduce un principio che altera irrevocabilmente il nostro sistema dell’informazione. Tutto il quadro normativo esistente si basa, infatti, sul principio della divisione tra la gestione amministrativa, che è di competenza dell’editore, e la gestione dell’informazione che è di competenza esclusiva dei giornalisti e dei direttori. Penalizzare gli editori per responsabilità che attengono esclusivamente ai giornalisti, significherebbe cancellare la separatezza di competenze e sottoporre i giornalisti al diretto controllo dei proprietari dei media”.

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Ddl intercettazioni verso l’approvazione. L’opposizione della Fnsi

Il Ddl Alfano sulle intercettazioni è pronto a riprendere il suo cammino verso l’approvazione definitiva. O almeno è quello che auspica il suo promotore, il ministro della Giustizia Angelino Alfano.

La speranza, espressa dal ministro a Venezia a margine del congresso del notariato, non è però condivisa dalla Federazione nazionale della stampa: “Ieri come oggi abbiamo il fortissimo sospetto che chi innalza la nobile bandiera della riservatezza – ha detto il presidente Roberto Natale nel corso della presentazione a Milano del libro di Alberto Spampinato “C’erano bei cani molto seri” – e oggi succede a proposito del Ddl sulle intercettazioni che nelle prossime settimane purtroppo riprenderà il suo cammino al Senato, abbiamo il fortissimo sospetto che lo faccia non per proteggere i diritti della sfera personale ma per evitare che cronisti scrupolosi possano indagare su vicende di assoluto rilievo pubblico, di assoluta rilevanza generale”.

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Fnsi, incontro pubblico contro il Ddl intercettazioni

Nessun passo indietro dei giornalisti nella protesta contro le “leggi bavaglio”. La sospensione della giornata del silenzio non significa che il mondo del giornalismo abbandoni la campagna di opposizione all’approvazione del Ddl Alfano sulle intercettazioni. Lo sciopero dell’informazione, temporaneamente bloccato per lo slittamento a settembre dell’approvazione del decreto in Senato e per alcuni segnali di apertura dimostrati dal mondo politico, è stato sostituito da un incontro pubblico, che si terrà domani nella sede di Roma dell’Fnsi, nello stesso giorno in cui avrebbe dovuto celebrarsi l’astensione dal lavoro di tutta la stampa.

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Fnsi, sospesa la giornata di silenzio dell’informazione contro il DDL Alfano

Niente giornata di silenzio dell’informazione il 14 luglio. La Segreteria della Federazione Nazionale della Stampa Italiana ha, infatti, deciso ieri di sospendere il black out dei mezzi d’informazione prevista per martedì prossimo, contro le norme del Ddl Alfano che, se approvate, limiterebbero il libero esercizio della cronaca giudiziaria e sulle indagini investigative”.

La decisione – si legge in una nota diffusa dal sindacato nazionale dei giornalisti – è stata assunta dopo la scelta del Senato di riaprire le audizioni in commissione giustizia (compresa quella con i giornalisti) per un confronto di merito e di rimandare l’esame del Ddl a settembre e comunque dopo la pausa estiva”.

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All’Ambra Jovinelli uno spettacolo contro il DDL intercettazioni

“In galera! Gli articoli che non vorrebbero farci scrivere più”. È il titolo dello spettacolo teatrale che andrà in scena al teatro Ambra Jovinelli di Roma (nella Foto) domani sera alle 21. Promosso da Unci, Fnsi e Ordine dei giornalisti con l’intento di sensibilizzare il Senato a non approvare il Ddl Alfano sulle intercettazioni, la rappresentazione proporrà letture di articoli e brani tratti dalle intercettazioni che, con l’approvazione del provvedimento, difficilmente potrebbero essere scritti e letti.

“Dimostrazioni pratiche”, sul filo della satira, dei rischi che, secondo gli ideatori dell’opera, corre la libertà di stampa nel nostro Paese. Lo spettacolo, che ha già esordito il 26 marzo a Milano con Paolo Rossi, nasce da un’idea dei giornalisti Gegia Celotti e Saverio Paffumi, è diretto da Silvio Piccardi con contenuti e testi di Gianni Barbacetto, che si occuperà anche di coordinare la lettura delle cronache.

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Ddl Alfano, proseguono petizioni e mobilitazioni del mondo della stampa

Il mondo del giornalismo continua compatto la mobilitazione contro il Ddl Alfano sulle intercettazioni. Dopo il sì ottenuto la settimana scorsa dal provvedimento alla Camera, si moltiplicano, dalla carta stampata ad internet, agli organismi di categoria, gli appelli in favore della libertà d’informazione.

Ieri il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti ha approvato per acclamazione un documento in cui si impegna a continuare “in tutte le sedi questa battaglia di libertà e chiede agli altri organismi di categoria di riunire a Roma gli stati generali dell’informazione proprio nei giorni in cui il disegno di legge sarà discusso al Senato”.

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Notte bianca del “Fatto” contro la legge bavaglio

Ancora non è uscito in edicola ed è già in prima linea. “Il Fatto”, il nuovo giornale di Antonio Padellaro e Marco Travaglio, esordirà in pubblico con una manifestazione per bloccare l’approvazione del disegno di legge Alfano.

Sarà una notte bianca contro “il bavaglio”, si legge sul blog di Marco Travaglio che annuncia la manifestazione. Bavaglio che, secondo gli organizzatori, verrebbe imposto all’informazione se il Ddl sulle intercettazioni fosse approvato definitivamente. L’appuntamento è per l’otto di luglio a Roma dalla sera a notte fonda, in un luogo ancora da decidere. All’happening di protesta, si legge sul sito, saranno invitati giornalisti, scrittori e artisti che saliranno sul palco per dire no a questo provvedimento che impedirebbe ai giornali di pubblicare le intercettazioni telefoniche, anche quelle non coperte da segreto, fino al rinvio a giudizio dell’imputato.

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Nomine Rai, il 28 maggio manifestazione in difesa del pluralismo e del servizio pubblico

Una giornata in difesa dell’autonomia dell’informazione in Italia e nel servizio pubblico. L’hanno organizzata il sindacato dei giornalisti, l’FNSI, e l’USIGRAI per il 28 maggio prossimo. Anche la Cgil ha comuincato la sua adesione alla manifestazione.

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana e l’Usigrai spiegano in un comunicato le motivazioni di questa scelta: “Il conflitto di interessi del Presidente del Consiglio - si legge nel documento congiunto – rende più grave di sempre la tradizionale e pesante subordinazione della Rai ai voleri della politica. Il primo pacchetto di nomine, varato l’altro giorno, porta il segno offensivo di una decisione maturata fuori da viale Mazzini, con l’aggiunta del consueto scarso rispetto per le professionalità interne e con moltiplicazioni degli incarichi incompatibili con un’organizzazione razionale.”

“E’ rimasto inascoltato – continua la nota – l’appello del Presidente della Vigilanza, che evidentemente per alcuni va apprezzato ed elogiato solo finché le sue parole non toccano gli interessi concreti di qualche parte politica. Queste prime decisioni degli amministratori Rai contribuiscono a rendere ancora più scuro il quadro dell’autonomia dell’informazione in Italia, già esposto ai rischi di una limitazione del diritto di cronaca con il ddl Alfano o alle reazioni minacciose nelle quali incorre il giornalismo che ancora si ostini a fare domande. Anche per questo gli organismi internazionali continuano a guardare con preoccupazione all’anomalia italiana”.

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Crisi editoria, passa in Senato l’emendamento “salva giornali”

E’ passato praticamente all’unanimità, in Senato, l’emendamento “salva giornali“, teso a ripristinare per il periodo 2009-2010 i fondi per l’editoria sulla base di 70 milioni l’anno.

L’emendamento è stato sottoscritto, oltre che dai senatori del Pd Lusi e Vita anche dai senatori Butti del Pdl e Mura della Lega e prevede anche l’opportunità per le testate di stipulare convenzioni più favorevoli per le spedizioni degli abbonamenti.

“L’esito favorevole del voto ha sanato finalmente la gravissima ferita inferta dai tagli del decreto Tremonti - ha dichiarato il senatore del Pd Vincenzo Vita, vicepresidente della commissione Cultura – e lo stesso articolato approvato nell’ambito del ddl sullo sviluppo aveva in precedenza avuto un iter parlamentare faticosissimo. Dobbiamo dare atto al vasto movimento di editori, giornalisti e lavoratori dell’informazione di aver ottenuto un risultato di un’unità d’intenti tra le forze politiche. Siamo contenti per le decine di testate che così eviteranno la chiusura o il ridimensionamento”.