Intercettazioni, che differenza con tra noi e l’Islanda

Operatore durante un'intercettazione

Operatore durante un'intercettazione

Paese che vai cultura che trovi. Ben diverse devono essere quelle di Islanda ed Italia in materia di libertà di informazione. Mentre nel nostro stivale impazzano polemiche e proteste per un disegno di legge, quello sulle intercettazioni telefoniche, che privilegia la privacy alla diffusione delle notizie, nell’isola islandese si approva una legge che toglie ogni bavaglio all’informazione e addirittura si propone come base per chiunque voglia far trapelare notizie senza rischiare denunce.

La legge, proposta dalla deputata anarchica Birgitta Jonsdottir e approvata lunedì notte all’unanimità, prevede che i server islandesi ospitino documenti di interesse pubblico senza che la giustizia locale possa impedirne la divulgazione, tentare di scoprire chi li abbia rivelati o dare seguito a condanne comminate da tribunali esteri in base a leggi contrarie alle norme islandesi. Inoltre, chiunque abbia divulgato del materiale online, o il proprietario del server che abbia ospitato tali notizie, non solo sarà protetto dalla legge, ma avrà il diritto di contro-citare in un’aula di tribunale chiunque gli abbia rivolto minacce o denunce a riguardo, con l’accusa di violazione della libertà d’espressione. E ancora, aspetto che potrebbe diventare di prepotente attualità in Italia, se i documenti rivelati dovessero interessare anche altri paesi la legge darà modo ai giornalisti dei paesi interessati di riprendere la notizia senza temere ripercussioni da parte dei propri governi.

Leggi tutto »

Intercettazioni, Siddi: “Piccoli emendamenti inutili”

Il segretario dell'ordine Franco Siddi

Il segretario dell'ordine Franco Siddi

Ancora non si conoscono esattamente gli emendamenti di modifica dell ddl Alfano sulle intercettazioni, che già vengono bocciati dal sindacato dei giornalisti e dall’Associazione nazionale magistrati. Il pensiero dei due organi è chiaro: dei piccoli aggiustamenti al testo non bastano, è tutto l’impianto della legge che va cambiato.

In particolare il segretario della Fnsi, Franco Siddi, in un comunicato ha ribadito che “i numerosi emendamenti che sono già stati presentati alla Camera sul testo app0rovato dal Senato non possono trovare apprezzamento se si limitano ad una semplice riduzione del livello sanzionatorio”. Il messaggio è chiaro: non basta diminuire le sanzioni a giornalisti ed editori per mettere a tacere la protesta. La critica del segretario si concentra in particolare sulle sanzioni agli editori: “È opportuno – continua Siddi – che si rifletta attentamente sull’ipotesi di innovazione legislativa che vede l’introduzione di sanzioni pecuniarie a carico degli editori. Ancorché tali sanzioni fossero ridotte a termini irrisori, la norma resterebbe comunque iniqua e inaccettabile perché introduce un principio che altera irrevocabilmente il nostro sistema dell’informazione. Tutto il quadro normativo esistente si basa, infatti, sul principio della divisione tra la gestione amministrativa, che è di competenza dell’editore, e la gestione dell’informazione che è di competenza esclusiva dei giornalisti e dei direttori. Penalizzare gli editori per responsabilità che attengono esclusivamente ai giornalisti, significherebbe cancellare la separatezza di competenze e sottoporre i giornalisti al diretto controllo dei proprietari dei media”.

Leggi tutto »

Fnsi, oggi la manifestazione anti-bavaglio

Il logo Fnsi, organizzatrice della manifestazione

Il logo Fnsi, organizzatrice della manifestazione

Ci siamo. Oggi è il giorno della grande mobilitazione della stampa contro il disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche. Dalle 17 alle 21 giornalisti e persone della società civile manifesteranno il loro dissenso contro quella che definiscono una legge che metterà definitivamente il bavaglio all’informazione.

Il fulcro della protesta sarà a Roma, a piazza Navona, ma il no al Ddl andrà in scena in altre undici piazze in tutto il Paese e anche all’estero. Quelli che sono stati già ribattezzati i “presidi per la libertà di stampa” saranno a Milano, Torino, Padova, Bari, Palermo, Parma. Ma anche in provincia di Foggia, a Lucera, e di Ravenna, a Conselice. E, all’estero, ci saranno sit-in a Londra, davanti alla sede della Bbc, e Parigi, sulla scalinata dell’Operà Bastille.

Leggi tutto »

Il Ddl intercettazioni passa il vaglio della commissione giustizia del Senato. Dure proteste

Il ministro Alfano

Il ministro Alfano

Ddl Alfano, via libera della commissione Giustizia del Senato. L’approvazione è stata possibile solo alle tre del mattino, grazie anche a un segnale di apertura del governo. Un segnale, però, in cui l’opposizione ha una fiducia molto limitata. Il ministro della Giustizia in persona, Angelino Alfano, si è presentato ieri sera in Commissione per promuovere l’approvazione di un testo “aperto” a ulteriori modifiche.

È stata una proposta inaspettata e confermata dai capigruppo del Popolo della libertà alla Camera e al Senato, Fabrizio Cicchitto, Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello. Secondo il testo approvato ieri sera, comunque, i media non possono più pubblicare né le intercettazioni ordinate e raccolte dai pubblici ministeri che conducono le inchieste né il contenuto degli altri atti, con l’eccezione delle richieste e delle ordinanze di custodia cautelare, fino al termine delle indagini preliminari.

Leggi tutto »

Ddl intercettazioni. Anche gli editori alzano la voce

Un momdnto di un intercettazione

Un momdnto di un intercettazione

Anche gli editori si schierano contro il disegno di legge Alfano sulle intercettazioni telefoniche. L’appello accorato a “ripensarci” arriva dallo scenario del Salone internazionale del libro di Torino. Una richiesta letta un po’ a sorpresa di fronte al pubblico della Sala gialla della manifestazione dove stava andando in scena una tavola rotonda con Rosy Bindi e Gustavo Zagrebelsky sulla laicità e la chiesa. A presentarlo, al tavolo, prima del dibattito, sono stati Stefano Mauri del Gruppo GSM e Giuseppe Laterza.

Per i firmatari il disegno di legge 1425 non colpisce solo i giornalisti e i quotidiani, ma tutta l’editoria. “Così com’è – si legge nell’appello -, la legge rischia di compromettere un diritto dei cittadini, tutelato dalla nostra Costituzione, quello di informazione e di critica. Inoltre la legge in discussione in Parlamento aggancia il divieto di pubblicazione ad una altra legge esistente (la n.231 del 2001) relativa alla disponibilità amministrativa delle imprese per reati commessi dai dipendenti nell’interesse aziendale. Con il risultato – continua l’appello – di inasprire le sanzioni previste sia per i giornalisti, fino a 20.000 euro, sia per gli editori, fino a 465.000 euro, e di spingere gli stessi ad un controllo preventivo sull’operato di giornalisti e autori”.

Leggi tutto »