Rsf, Italia al 49simo posto nella classifica per la libertà di stampa

L’Italia perde ancora posizioni nella classifica della libertà di stampa. Secondo la graduatoria del 2009 stilata da “Reporters sans frontieres”, il Belpaese scende dal 44simo post del 2008 al 49simo di quest’anno. Una vera e propria caduta libera visto che nel 2007 l’Italia era in 35sima posizione.

Le motivazioni di questa diminuzione di libertà nella nostra informazione, secondo Rsf, sono da ricercarsi nelle “pressioni del Cavaliere sui media, e le crescenti ingerenze”, ma anche nelle “violenze di mafia contro i giornalisti che rivelano le attività di quest’ultima e un disegno di legge che ridurrebbe drasticamente la possibilità per i media di pubblicare i testi di intercettazioni telefoniche”.

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Monito dell’Osce a Berlusconi: “Ritiri le querele a Repubblica e L’Unità”

Berlusconi ritiri le querele contro l’Unità e La repubblica. Il monito arriva dall’Osce, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, attraverso una lettera inviata a palazzo Chigi e firmata da Miklos Haraszti, rappresentante dell’organizzazione per la libertà di stampa.

Haraszti si è detto preoccupato per i tre milioni di euro chiesti da un premier di centro destra a due giornali di sinistra e a proposito delle “dieci domande” di Repubblica a Berlusconi afferma: “Fare continuamente domande, anche se di parte, è uno strumento della funzione correttiva dei media. Il diritto di informazione del pubblico include inevitabilmente il diritto dei media a fare domande. I dirigenti politici – continua – devono accettare un livello di critica più alto rispetto agli altri cittadini a causa delle funzioni che ricoprono”.

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Dopo Repubblica tocca all’Unità. Berlusconi la querela per tre milioni di euro

Nel giorno delle dimissioni del direttore dell’Avvenire, Dino Boffo, c’è un altro direttore in difficoltà. Concita De Gregorio, guida dell’Unità, si è vista citare per diffamazione insieme ad altri quattro colleghi del quotidiano, dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

La richiesta di risarcimento è di quelle che fanno tremare le gambe: 3 milioni di euro. Due milioni al giornale e 200.000 euro ciascuno ai cinque giornalisti chiamati in causa. Ad essere sotto accusa sono, in particolare, due numeri del giornale, quelli del 13 luglio e del 6 agosto 2009. In quelle edizioni la direttrice De Gregorio e le giornaliste Natalia Lombardo, Federica Fantozzi, l’editorialista Maria Novella Oppo e la scrittrice Silvia Ballestra avevano firmato alcuni articoli sugli scandali sessuali che hanno coinvolto il premier quest’estate.

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Boffo-Feltri botta e risposta tra Giornale e Avvenire. Ma il Gip non fa pubblicare gli atti

I vescovi italiani disponevano dell’”informativa” sul caso Boffo. L`avevano ricevuta insieme con la copia del certificato generale del casellario giudiziale. Continua l’offensiva del Giornale e del suo direttore Vittorio Feltri contro Dino Boffo e quelli che definisce i “falsi moralisti”. L’articolo compare in prima pagina, sotto un titolo a nove colonne.

“Il sito internet Dagospia ha pubblicato ieri – aggiunge Il Giornale -ieri la testimonianza di “un monsignore ben addentro alle liturgie della Santa Sede”, secondo il quale “l’informativa è la classica minuta preparata per la Segreteria di Stato, destinatari il Papa e Bertone”.

Sul tema Il Giornale ospita una dura lettera del Vescovo di Como, mons. Coletti, che definisce la pubblicazione dell’informatica “operazione pericolosa e immorale”. Mons. Coletti si chiede quali siano stati i criteri alla base della scelta di Feltri di pubblicare l’informativa: “Il fondato sospetto, confermato dalla testimonianza di tanti onesti e sconsolati giornalisti, è che fra i tanti criteri abbiano troppo spesso la prevalenza soprattutto due: far piacere all’editore di riferimento (leggi: il padrone) e vendere più copie del giornale”. “Continua ad essere pericoloso – scrive mons. Coletti – erigersi a giudici dei peccati altrui”.

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Caso Boffo, Feltri al contrattacco: “Disgustoso il nostro attacco? E il reato?”

Vittorio Feltri non fa marcia indietro dopo le polemiche scatenate dalle accuse al direttore di Avvenire, Dino Boffo. Anzi, va al contrattacco: ”Il Cardinale Bagnasco giudica disgustoso il nostro attacco, ma non giudica disgustoso l’episodio che lo ha generato e di cui è stato protagonista Dino Boffo. Che razza di morale è questa? Da quando in qua raccontare un reato è peggio che commetterlo? Sua Eminenza è fuori strada, e come lui i quotidiani che si sono accodati acriticamente”.

In questi termini il direttore de “Il giornale”, nel suo editoriale di stamane, torna sul “caso Boffo”. Per difendersi dalle accuse di falso, Feltri pubblica in prima pagina il testo della Procura da cui si apprende dell’avvenuta esecuzione della pena inflitta ed il reato relativo al direttore dell’Avvenire.

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James Murdoch contro la BBC: “E’ dominante”

James Murdoch, presidente del gigante dei media News Corporation e figlio del suo fondatore, il magnate australiano Rupert Murdoch, critica la Bbc definendola “dominante”, caratteristica che a suo avviso minaccia l’indipendenza del giornalismo nel Regno Unito.

“La crescita della giornalismo sponsorizzato dallo Stato è una minaccia per la pluralità e per l’indipendenza delle notizie”, ha detto James Murdoch intervenendo al Festival della Televisione di Edimburgo. Lo riferisce la Bbc sul suo sito Internet.

“La Bbc è dominante”, ha aggiunto il figlio di Rupert Murdoch, “gli altri media possono subire alti e bassi ma le entrate per la Bbc sono garantite e sono in crescita”. James Murdoch ha parlato inoltre dell’editoria online, sottolineando che la diffusione di notizie vie Internet in forma gratuita come nel caso della Bbc, rende “incredibilmente difficile” per i media privati far pagare l’accesso a notizie sul web.

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Compensi record per Feltri e Belpietro al Giornale e Libero. L’accusa dell’Fnsi e le risposte dei due direttori

Quindici milioni cash di “buonentrata” e uno stipendio di 3 milioni annui per far tornare Vittorio Feltri a dirigere “Il Giornale” e 5 milioni annui a Belpietro per Libero. Sarebbero queste le cifre astronomiche che i due giornalisti percepirebbero per ricoprire le loro nuove cariche, secondo alcune indiscrezioni.

Contro questi numeri ha alzato la voce la Federazione nazionale della stampa, il sindacato dei giornalisti. “Se confermate – ha dichiarato l’Fnsi in un comunicato – sono cifre esorbitanti, incredibili, illogiche. La Federazione non è solita prendere in considerazione indiscrezioni, boatos e congetture, soprattutto in occasione dei cosiddetti “giri di valzer” dei direttori. Ma questi numeri sono – senza nulla togliere al valore professionale dei due colleghi – una scelta cinica e indecorosa. Sono cifre surreali nel momento in cui, in Italia, le imprese editoriali stanno aprendo decine di stati di crisi”.

La dura critica del sindacato prosegue ricordando i piani di ristrutturazione e i prepensionamenti che hanno colpito anche le due testate interessate. “Per restare ai due illustri direttori e alle loro case editrici, ricordiamo che solo l’anno scorso “Il Giornale” ha chiesto e ottenuto una ristrutturazione interna, con accesso ai prepensionamenti e attingendo alle casse dell’Inpgi. Se tutto ciò risponde al vero e l’azienda ora può fare un contratto milionario, deve essere prima chiamata a ritornare alla situazione occupazionale precedente, a reintegrare nel lavoro e nello stipendio i colleghi prepensionati, a restituire all’Inpgi i costi dei pensionamenti anticipati. Al Ministero del Lavoro il compito di fare le verifiche e diradare le nubi”.

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E’ morto Nantas Salvalaggio, fondatore di Panorama

E’ morto a Roma la scorsa notte, nella clinica Villa Mafalda dove era ricoverato da qualche settimana, il giornalista e scrittore Nantas Salvalaggio. Aveva 85 anni.

Nantas Salvalaggio, nato a Venezia il 17 settembre 1923, ha iniziato come corrispondente per Epoca ed il Corriere della Sera da New York, Parigi e Londra, da dove realizzò grandi interviste, come quella a Marylin Monroe.

Poi, una volta tornato in Italia, la casa editrice Mondadori gli affida il progetto di una nuova rivista: Panorama. Di Panorama Salvalaggio è il fondatore, nel 1962 e la diresse fino al 1965.

Il giornalista e romanziere veneziano è famoso anche per aver aspramente criticato Vasco Rossi e la stessa RAI, accusandola di ospitare nel suo programma più seguito un individuo alcolizzato, cocainomane e sballato. La dura stroncatura accrebbe ancora di più la fama del cantante, che rispose alle critiche a Sanremo con la canzone Vado al massimo: il verso “quel tale che scrive sul giornale” si riferisce proprio al giornalista veneziano.

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Rai, dopo Santoro tocca alla Gabanelli: deferita al comitato etico. E la censura Rai finisce al Consiglio D’Europa

Milena Gabanelli, conduttrice Report.La Gabanelli come Santoro. Dopo le polemiche sulle puntate di “Annozero” dedicate al terremoto d’Abruzzo, ecco la notizia che la conduttrice di “Report”, Milena Gabanelli, sarebbe stata deferita al Comitato Etico della Rai per la puntata di Report della settimana settimana scorsa, dedicata alla “social card” e ai costi enormi che questa sarebbe costata alle casse dello Stato. L’inchiesta sembra non sia piaciuta al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, intervistato durante la puntata, che avrebbe sollevato in prima persona la questione al Comitato etico della televisione di Stato.

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Terremoto in Abruzzo, polemiche su Annozero

annozeroPolemiche roventi intorno ad Annozero e Michele Santoro. La puntata di giovedì scorso dedicata al sisma abruzzese ha sollevato un polverone che non accenna a placarsi. Durante la trasmissione il giornalista Rai aveva cercato di analizzare eventuali inefficenze e ritardi negli aiuti.
A dire il vero, durante la puntata, più volte il conduttore e i giornalisti che collaborano alla trasmissione, hanno ricordato e sottolineato l’impegno e la passione con cui migliaia di volontari hanno dato il loro contributo per alleviare le sofferenze dei terremotati. Santoro e i suoi collaboratori hanno posto piuttosto un interrogativo sulla macchina organizzativa e sulla mancanza di una pianificazione dei soccorsi adeguata, in una situazione che da tempo minacciava di esplodere.

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