Corsera, valzer di poltrone. Ma resta il quotidiano più diffuso

Via Solferino, sede del Corriere a Milano

Via Solferino, sede del Corriere a Milano

Al Corriere della Sera cambiano le poltrone ma non i risultati. Proprio mentre gli ultimi dati sulla diffusione dei quotidiani relativi al mese di marzo, confermano la supremazia del Corsera sui rivali, da via Solferino arriva la notizia di un nuovo valzer di poltrone.

Ugo Savoia ha lasciato la direzione del “Corriere Veneto”, per diventare capocronista dell’edizione nazionale del Corriere, uno dei ruoli nevralgici nell’organizzazione del giornale. Sostituirà Giancarlo Perego che passa all’ufficio centrale.

Paolo Rastelli, invece, andrà a coprire il vuoto lasciato da Marco Pratellesi, passato a Condé Nast, come responsabile del “Corriere.it”, l’edizione online del giornale. Rastelli, che dal maggio 2009 supervisionava il flusso di informazioni tra edizione su carta e web, lascia il ruolo di caporedattore centrale.

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“Domande del ca…”, Di Pietro prima sbotta poi si scusa con giornalista del Tg1

di pietroUn mazzo di rose e tulipani bianchi con un biglietto scritto di proprio pugno, alla giornalista del Tg1 che gli aveva chiesto di spiegare le foto che lo ritraevano ad una cena con l’ex funzionario del Sismi, Bruno Contrada. Così Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei valori, si è scusato per l’incidente diplomatico avvenuto ieri mattina nella sala stampa di Montecitorio.

“Il Tg1 fa domande del ca… Non ce l’ho con lei ma con il suo amico Minzolini. Fuori ci sono i lavoratori dell’Alcoa che rischiano di perdere il posto e mi fate queste domande?”. Questa la frase incriminata, rivolta dal leader dell’Idv alla giornalista Rai, Ida Peritore, che gli aveva chiesto del “dossier” fotografico difuso da Libero e dal Corriere della Sera.

Davanti alle telecamere Di Pietro aveva risposto con ironia: “Parliamo di cose serie – aveva scherzato l’ex Pm di mani pulite – . Prima facevo parte della Cia, poi sono passato al controspionaggio russo e sono diventato il capo dei comunisti. Sono il più grande: James Tonino Bond”. Poi a telecamere spente lo sfogo: “Ma come, ci sono i problemi del lavoro e mi fate queste domande del ca…?”.

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Quotidiani, boom di vendite per il Giornale. In calo il Sole 24 Ore

“Corriere della Sera” leader in quanto a diffusione e boom di vendite de “Il Giornale” che cresce del 22%. Sono questi i verdetti più importanti sanciti dalla Fieg sulla diffusione dei quotidiani italiani per il mese di Settembre. La testata di proprietà della famiglia Berlusconi, già distintasi nel mese di agosto, a settembre è passata dalle 179.909 copie dello stesso mese del 2008 alle 220.117 di quest’anno. A favorire l’incremento del quotidiano diretto da Vittorio Feltri la querelle che ha visto coinvolti lo stesso direttore e l’ormai ex guida di Avvenire Dino Boffo. Il Corriere della Sera riconferma il primato nella diffusione, con 532.842 copie vendute a settembre, nonostante la flessione del 9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, legata alla decisione di Rcs di annullare la distribuzione promozionale della testata. La percentuale relativa alle vendite in edicola per il quotidiano di via Solferino è tuttavia positiva: +1%. In crescita anche Avvenire, che ha visto una diffusione di 99.769 copie, rispetto alle 96.856 del 2008. Miglioramento anche per “La Repubblica” che ha registrato un aumento dello 0,1%; +6% se si considera solo la vendita in edicola. Il quotidiano diretto da Ezio Mauro, si mantiene in scia al Corriere della Sera, passando dalle 516.825 copie del settembre 2008 alle 517.309 copie del settembre 2009. Segno meno, invece, per “Il Sole 24 Ore”, che passa dalle 326.786 copie del 2008 a 265.582 del 2009. Sulla variazione, negativa per il 18,7%, ha pesato la politica di contenimento costi attuata a partire da aprile, che prevede l’annullamento delle operazioni promozionali, e il fatto che nella diffusione di settembre 2008 si registra l’incremento derivato dalla cronaca relativa al fallimento di Lehman Brothers.

Caos Rai: Annozero, Report e Parla con me ancora nella bufera. La Vigilanza convoca Romani

La Rai nel caos. Non si placano le polemiche che da tempo circondano alcune trasmissioni della televisione pubblica. E l’immobilismo dei vertici di viale Mazzini non aiuta di certo a sgonfiarle. Tre le patate bollenti che si rimpallano tra organo ed organo, da dirigente a dirigente.

La prima, ormai di lunga data, è la vicenda Annozero legata al contratto di Marco Travaglio e alla paventata istruttoria, minacciata dal ministro Scajola dopo la prima puntata della trasmissione. Il secondo caso scottante è la querelle su Report, legata al sostegno dell’azienda nelle eventuali cause in cui la Gabanelli e i giornalisti della sua squadra, potrebbero imbattersi. Infine, l’ultima polemica in ordine di tempo riguarda la trasmissione di Serena Dandini, “Parla con me”.

Su Annozero, la situazione è in stallo. Il contratto di Travaglio ancora non c’è e la vicenda, parola del viceministro allo Sviluppo con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani, “è tutt’altro che conclusa”. Intanto Romani è stato convocato per oggi dalla commissione di Vigilanza della televisione pubblica, per discutere in merito alla decisione del governo di aprire un’istruttoria su Michele Santoro e la prima puntata della sua trasmissione. La convocazione di Romani, decisa all’unanimità, avrà all’ordine del giorno, oltre alla questione Annozero, il rinnovo del contratto di servizio. Già ieri il viceministro aveva avuto un colloquio privato con Zavoli, al termine del quale ha ricordato diritti e doveri dell’esecutivo in ambito Rai: “Il governo non ha potere di censura ma ha piena facoltà di chiedere alla Rai cosa è successo” ha detto viceministro al termine dell’incontro. Di diverso avviso il presidente della commissione di Vigilanza , Zavoli, che si era detto perplesso a sull’istruttoria e aveva definito vergognosa la campagna stampa contro il canone Rai.

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Caso Boffo, Confalonieri: “Feltri pubblica solo notizie”

“C’é chi ha voluto accendere il fuoco. E ora ci si lamenta se qualcun altro fa il suo mestiere di giornalista e pubblica notizie”. Così il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri interviene sul caso Feltri-Boffo in un’intervista pubblicata oggi dal Corriere della Sera.

Dopo aver citato il proverbio “chi la fa…l’aspetti”, Confalonieri sul direttore del Giornale dice: “un giornalista estremo ma giornalista, che riporta come tanti altri notizie. Si dovrebbe fermare adesso perché non riguardano Berlusconi che in questi mesi è sembrato il bersaglio di tre palle e un soldo nel Luna Park? Quello al quale tutti possono sparare senza che nessuno chieda conto di niente?”

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Caso Boffo, per Vian dell’Osservatore Romano editoriali di Avvenire esagerati

“E’ vero, sulle vicende private di Silvio Berlusconi non abbiamo scritto una riga. Ed è una scelta che rivendico, perché ha ottime ragioni”. Gian Maria Vian, direttore dell’Osservatore romano, prende le distanze da un giornalismo che “pare diventato – osserva in un colloquio pubblicato dal Corriere della sera – la prosecuzione della lotta politica con altri mezzi. Segno che la politica, in tutti i suoi schieramenti, è piuttosto debole. Infatti da alcuni mesi la contesa tra partiti – spiega – sembra svolgersi soprattutto sui giornali, che hanno assunto un ruolo non soltanto informativo, come mostrano anche le vicende degli ultimi giorni”.

Non si placano le polemiche dopo le accuse del Giornale a Dino Boffo, diretore del quotidiano Avvenire, reo, secondo il quotidiano di Feltri, di aver scritto alcuni editoriali molto duri contro il premier e la sua condotta morale. Sulla solidarietà a Dino BoffoVian non discute ma esprime qualche perplessità sulle scelte di Avvenire: “Non si è forse rivelato imprudente ed esagerato – chiede – paragonare il naufragio degli eritrei alla Shoah, come ha suggerito un editorialista del quotidiano cattolico?”.

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Rischio stato di crisi al Corriere della Sera

Il Corriere della Sera rischia lo “stato di crisi”. La crisi che sta colpendo l’editoria italiana ha raggiunto anche il primo giornale italiano per diffusione. Sulla divisione Quotidiani di Rcs Mediagroup, infatti, aleggia la possibilità che l’azienda ricorra a questa procedura per avviare i prepensionamenti.

Si sarebbe parlato proprio di questo argomento negli incontri fiume, terminati solo a notte fonda, tenutisi negli ultimi due giorni tra i top manager del gruppo editoriale e le rappresentanze sindacali.

Ancora molto distanti le posizioni tra le parti. La dirigenza sarebbe pronta a ridurre da 88 a 70 il numero dei prepensionamenti al Corriere della Sera, mentre il comitato di redazione del quotidiano chiede che le uscite siano limitate a 50.

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Premio Luchetta, quattro incontri per avvicinarsi alla premiazione

Professionisti dell’informazione a confronto. Si svolgerà così, con una manifestazione intitolata “Antepremio”, la marcia di avvicinamento alla consegna del premio giornalistico “Marco Luchetta”. Quattro distinti incontri con personaggi del mondo della comunicazione, dedicati ai linguaggi dell’informazione.

Antepremio, giunto ormai alla quarta edizione, si svolge “in itinere” con un convegno in ciascuno dei quattro capoluoghi friulani. Le serate di Trieste, Pordenone, Gorizia e Udine scandiscono il conto alla rovescia verso le fasi finali del premio Luchetta, che culminerà sabato 18 luglio nella serata finale dal titolo “I Nostri Angeli”, ripresa e trasmessa da Raiuno. Ieri, la seconda delle quattro serate in programma, ha visto confrontarsi a Pordenone, tre protagonisti dell’informazione del nostro tempo: il nuovo direttore di Raiuno Mauro Mazza, per anni direttore del Tg2 e membro della giuria del premio, il direttore del quotidiano “Il Gazzettino” Roberto Papetti, e Riccardo Bocca, caporedattore inchieste e servizi speciali del settimanale “L’Espresso”.

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Rcs risponde a De Bortoli: “Sui tagli non si torna indietro”

Grazie direttore per il prezioso contributo, ma l’azienda non fa marcia indietro e va avanti con il suo piano di efficientamento“. Con questo “No grazie” i vertici di Rcs Mediagroup, hanno risposto agli “spunti di riflessione” inoltrati mercoledì scorso da Ferruccio de Bortoli alla direzione aziendale e all’organismo di rappresentanza sindacale del Corriere della Sera.

Ma se il direttore del principale quotidiano nazionale nel suo intervento, aveva auspicato che i nove punti da lui indicati potessero “essere utili per un esito positivo della trattativa sul piano di ristrutturazione”, la società ha ribadito l’intenzione di portare avanti il progetto già elaborato e approvato, nelle sue linee guida generali, dal Cda di metà maggio. Il piano dei tagli resta perciò immutato.

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E’ morto Nantas Salvalaggio, fondatore di Panorama

E’ morto a Roma la scorsa notte, nella clinica Villa Mafalda dove era ricoverato da qualche settimana, il giornalista e scrittore Nantas Salvalaggio. Aveva 85 anni.

Nantas Salvalaggio, nato a Venezia il 17 settembre 1923, ha iniziato come corrispondente per Epoca ed il Corriere della Sera da New York, Parigi e Londra, da dove realizzò grandi interviste, come quella a Marylin Monroe.

Poi, una volta tornato in Italia, la casa editrice Mondadori gli affida il progetto di una nuova rivista: Panorama. Di Panorama Salvalaggio è il fondatore, nel 1962 e la diresse fino al 1965.

Il giornalista e romanziere veneziano è famoso anche per aver aspramente criticato Vasco Rossi e la stessa RAI, accusandola di ospitare nel suo programma più seguito un individuo alcolizzato, cocainomane e sballato. La dura stroncatura accrebbe ancora di più la fama del cantante, che rispose alle critiche a Sanremo con la canzone Vado al massimo: il verso “quel tale che scrive sul giornale” si riferisce proprio al giornalista veneziano.

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