Internet, i grandi della rete uniti per l’uguaglianza degli utenti

I grandi nomi del web uniti per la neutralità della rete. L’insolita alleanza è dovuta alla prossima riunione della Commissione federale delle comunicazioni degli Stati Uniti, che avrà all’ordine del giorno la riscrittura delle regole di Internet. Così Google, Skype, Twitter, YouTube, Facebook, Mozilla, Linkedin (per citare solo i più conosciuti) hanno deciso di firmare una lettera, inviata al presidente della Commissione, Julius Genachowski, per ribadire la propria posizione. La richiesta è che non venga messo in pericolo il principio che fino a oggi ha garantito eguaglianza a tutti gli utenti del web, ovvero l’impossibilità, per i provider, di stabilire chi deve navigare più veloce e chi più lento, magari in base a quanto è costosa la sua connessione.

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La Cassazione va incontro ai giornalisti: due sentenze favorevoli

Cassazione “amica” dei giornalisti. Negli ultimi giorni i giudici della corte suprema hanno emesso due sentenze che favoriscono i cronisti e che li aiuteranno nello svolgimento del loro lavoro. Le sentenze in oggetto sono la numero 39706 e la 40408. La prima sancisce il diritto di chiunque ad accedere ai provvedimenti e alle procedure in corso nella pubblica amministrazione, sbriciolando in un colpo solo uno dei principi più discussi della nostra democrazia, il segreto d’ufficio sugli atti amministrativi. La seconda, invece, riconosce il diritto dei giornalisti alla “libera interpretazione dei fatti” nel riportare una notizia, anche quando questa comporti “una certa dose di provocazione”.

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Caos Rai: Annozero, Report e Parla con me ancora nella bufera. La Vigilanza convoca Romani

La Rai nel caos. Non si placano le polemiche che da tempo circondano alcune trasmissioni della televisione pubblica. E l’immobilismo dei vertici di viale Mazzini non aiuta di certo a sgonfiarle. Tre le patate bollenti che si rimpallano tra organo ed organo, da dirigente a dirigente.

La prima, ormai di lunga data, è la vicenda Annozero legata al contratto di Marco Travaglio e alla paventata istruttoria, minacciata dal ministro Scajola dopo la prima puntata della trasmissione. Il secondo caso scottante è la querelle su Report, legata al sostegno dell’azienda nelle eventuali cause in cui la Gabanelli e i giornalisti della sua squadra, potrebbero imbattersi. Infine, l’ultima polemica in ordine di tempo riguarda la trasmissione di Serena Dandini, “Parla con me”.

Su Annozero, la situazione è in stallo. Il contratto di Travaglio ancora non c’è e la vicenda, parola del viceministro allo Sviluppo con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani, “è tutt’altro che conclusa”. Intanto Romani è stato convocato per oggi dalla commissione di Vigilanza della televisione pubblica, per discutere in merito alla decisione del governo di aprire un’istruttoria su Michele Santoro e la prima puntata della sua trasmissione. La convocazione di Romani, decisa all’unanimità, avrà all’ordine del giorno, oltre alla questione Annozero, il rinnovo del contratto di servizio. Già ieri il viceministro aveva avuto un colloquio privato con Zavoli, al termine del quale ha ricordato diritti e doveri dell’esecutivo in ambito Rai: “Il governo non ha potere di censura ma ha piena facoltà di chiedere alla Rai cosa è successo” ha detto viceministro al termine dell’incontro. Di diverso avviso il presidente della commissione di Vigilanza , Zavoli, che si era detto perplesso a sull’istruttoria e aveva definito vergognosa la campagna stampa contro il canone Rai.

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Inpgi, salve le pensioni dei giornalisti. Proficuo l’incontro con Sacconi

Le pensioni dei giornalisti sono al sicuro. Almeno per il momento. È questa la certezza maturata dal presidente dell’Inpgi, Andrea Camporese, durante l’incontro con il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, sulle difficoltà degli enti previdenziali privatizzati. “Un incontro proficuo e chiarificatore – ha commentato Camporese – che sgombra il campo definitivamente da qualsiasi ipotesi di commissariamento per alcuni Enti previdenziali, ipotesi che non ha mai trovato conferma in sede istituzionale”.

Per il presidente la situazione dell’Istituto di previdenza dei giornalisti non desta preoccupazioni: “L’Inpgi, in base alle proiezioni attuariali vagliate dal Ministero può contare su un patrimonio accantonato che non si esaurisce mai, garantendo una sostanziale continuità delle prestazioni previdenziali per i prossimi 50 anni”.

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Manifestazione per la libertà di stampa, l’Fnsi la rinvia al 3 ottobre

Rinviata. La manifestazione nazionale per la libertà d’informazione che si doveva tenere domani (19 settembre) a Roma, è slittata al prossimo 3 ottobre. La decisione, annunciata dalla Federazione nazionale della stampa, è dovuta ai tragici avvenimenti che sono costati la vita a sei soldati italiani in Afghanistan.

“Con profondo rispetto verso i caduti – si legge in un comunicato diffuso dalla Fnsi – nell’espressione di un’autentica, permanente volontà di pace quale condizione indispensabile di una informazione libera e plurale, capace di rappresentare degnamente i valori della convivenza civile, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, ha deciso, d’intesa con le altre organizzazioni aderenti (Cgil, Acli, Arci, Art. 21, Libertà e Giustizia e numerose associazioni sindacali, sociali e culturali), di rinviare ad altra data la manifestazione per la libertà di stampa programmata a Roma per sabato prossimo”.

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Sky fa causa a Mediaset: “concorrenza sleale e violazione norme Antitrust”

Sky Italia accusa le societa’ del gruppo Mediaset Rti e Publitalia di violazione delle regole Antitrust e concorrenza sleale. News Corporation annuncia in una nota l’avvio di un’azione legale presso il tribunale di Milano. La tivu’ di Murdoch sostiene che con il rifiuto a Sky di acquistare pubblicita’ sulle principali emittenti commerciali italiane (Canale 5, Italia 1 e Rete 4) sono stata violate le norme della concorrenza europea e le regole sulle comunicazioni in Italia.

Pronta la replica dell’azienda di Cologno Monzese: “Mediaset reputa sconcertante l’annuncio di Sky di voler ricorrere in giudizio per la presunta violazione delle regole sulla concorrenza”.

“Stupisce infatti – si legge in una nota – che un operatore che nel mercato della pay tv satellitare è monopolista assoluto avvii un’azione legale contro un’altra azienda tv per le norme antitrust”

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Google Book, la rivolta degli editori. La UE prova a mettere pace

Botta e risposta tra l’Unione europea e Google sul progetto di biblioteca digitale avanzato dall’azienda di Mountain View che ha scatenato le proteste degli editori europei e statunitensi. L’iniziativa, chiamata “Google book search”, permetterebbe la digitalizzazione e la vendita potenziale di tutte le opere rimaste “orfane” del loro autore o ormai fuori stampa, creando problemi con i diritti d’autore.

Sulla vicenda si sono espressi i commissari europei per le comunicazioni e il mercato unico, rispettivamente Viviane Reding e Charie McCreevy. “L’Unione deve adattare la sua normativa sui diritti d’autore, ancora “troppo frammentata”, alle esigenze dell’era digitale”. Questo il pronunciamento dei commissari, che tra ieri e oggi hanno svolto diversi incontri con le parti interessate per discutere il problema.

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AgCom, Mario Calderoni nuovo responsabile comunicazione

Mario Cesare Calderoni, è il nuovo responsabile dell’Ufficio comunicazione e rapporti con i mezzi di informazione dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Dalla fusione con Capitalia, dove aveva la responsabilità dell’Ufficio Relazione con i Media, Calderoni ha ricoperto il ruolo di responsabile della struttura Media Relations Italy nell’ambito dell’area Media Relations and Executive Communication del Gruppo UniCredit.

Laureato in Economia alla Bocconi di Milano, è giornalista professionista dal 1983: prima redattore nei settimanali “Mondo Economico” e “Panorama” poi, fino al 2003, inviato de “Il Sole-24 Ore”.

Relazione AgCom, Calabrò fa il punto della situazione sull’informazione

La relazione annuale del Presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Corrado Calabrò, ha evidenziato nodi nevralgici che devono essere sciolti: dalla riforma della Rai, a quella dell’intero sistema televisivo, a una nuova legislazione per le telecomunicazioni, per fermarsi all’amara considerazione che per quanto riguarda l’editoria la riforma è ferma ai blocchi di partenza”. Con queste parole il segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, ha commentato la periodica relazione del garante per le telecomunicazioni al parlamento.

“Infatti – prosegue Siddi – su questo tema siamo fermi alla politica degli annunci. Riforme incisive sono necessarie in tutti i settori del sistema dell’informazione italiana. Lo diciamo da tempo, non da soli. E’ apprezzabile che il Garante delle comunicazioni abbia sottolineato la portata dei problemi. Ma è sempre più indispensabile andare oltre”.

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Il garante privacy: “No a sanzioni per giornalisti che pubblicano intercettazioni”

No alle sanzioni penali per i giornalisti che pubblicano le intercettazioni telefoniche. La presa di posizione in difesa dei cronisti è di Francesco Pizzetti, garante per la protezione dei dati personali, che ha espresso le sue perplessità sui nuovi limiti imposti dal decreto Alfano alla pubblicabilità di notizie acquisite dai giudici, nella annuale relazione al Parlamento sull’attività 2008 dell’autority.

Pizzetti sottolinea che “una nuova disciplina è opportuna” ma ribadisce “perplessità sul ricorso a sanzioni penali a carico degli operatori dell’informazione”. Il garante ha anche aggiunto che “non tocca all’Autorità fissare le regole che presiedono al rispetto della libertà di informazione garantita dalla Costituzione, se non quando siano concretamente in discussione eventuali e puntuali violazioni della riservatezza dei cittadini”.

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