Informazione libera si, informazione libera no. Gli italiani si spaccano sulla situazione dei media italiani. Lo rileva il rapporto Eurispes sul nostro Paese per il 2010. L’abituale fotografia del Belpaese diffusa dal centro di ricerca, tra i tanti problemi dello stivale, definito “immobile e privo di idee e progetti”, c’è anche quello dell’informazione.
Per il 53,1% dei nostri concittadini la stampa e l’informazione in genere non sono del tutto indipendenti, mentre il restante 39% valuta i mezzi di comunicazione italiani lontani da forti condizionamenti.
A ritenere libera l’informazione sono prevalentemente coloro che si identificano negli schieramenti politici di centro-destra (51,9%) e di destra (49,2%). Al contrario, sono più pessimisti sulla situazione dell’informazione italiana chi dichiara vicino alle idee della sinistra (63,6%) o del centro-sinistra (56%).
Scritto Mercoledì 4 Novembre 2009 da Andrea Tirone
Par condicio addio. La norma che regola l’informazione politica durante i periodi elettorali sembra destinata a finire in soffitta. Il Pdl ha presentato una proposta di legge firmata da Ignazio Abrignani (nella foto), che prevede una riforma radicale della attuale par condicio.
Spazi in radio e in tv divisi in base al “peso” del partito e quindi alla rappresentanza parlamentare ottenuta alle ultime elezioni, salvo un diritto di tribuna per le minoranze pari al 10% (soglia considerata ‘trattabile fino al 20%); spot a pagamento sulle tv nazionali per tutte le forze politiche; possibilità per i singoli politici di partecipare alle trasmissioni di intrattenimento. Queste le novità fondamentali della proposta di legge 2805 depositata il 14 ottobre scorso a Montecitorio e formalizzata ieri in un fascicolo.
Il nuovo testo di legge prevede un solo articolo e riprende una proposta già studiata dai tecnici di Forza Italia e An nel 2005. Ora la proposta passerà all’esame delle commissioni e se approvata, potrebbe essere applicata già alle regionali di marzo. I tempi tuttavia restano strettissimi, tanto che la possibilità di farcela prima delle elezioni amministrative è in forte in dubbio.
Ci saranno Giulio Andreotti, Toni Capuozzo, Emilio Carelli, tra i vincitori che il prossimo 16 ottobre ritireranno il “Premio Saint-Vincent di giornalismo”, giunto alla 60esima edizione. Gli altri vincitori, che riceveranno la Grolla d`Oro, simbolo della Valle d`Aosta, sono Pietro Ingrao, Paolo Rumiz, Claudio Pagliara, Rosaria Capacchione, Fiorenza Sarzanini, Olivo De Leon e Maurice Le Moine.
Mentre la Grolla d`Oro alla comunicazione è stata assegnata dalla Regione Autonoma Valle d`Aosta a Massimo Gramellini. “Avevo già vinto il premio nel 2003 – a dichiarato il vicediretore de La Stampa – come titolare di una rubrica specializzata, questa è un’altra grolla, continuo così la mia collezione. Essendo un amante della Valle d’Aosta sin dall’infanzia, dato che passavo le mie vacanza a Periasc, ad Ayas, e torno spesso tra le mie montagne, sono doppiamente contento. Sarà ancora una grande emozione ricevere questo importante premio”.
“Una questione di democrazia”. È il titolo del libro con cui Rosanna Romano, caporedattore dell’ufficio stampa del Consiglio regionale della Sardegna, ha vinto il premio internazionale “Giornalismo: l’addetto stampa dell’anno 2009” per la sezione speciale Gus, “Gruppo uffici stampa”. La premiazione si terrà a Jesi il 17 ottobre prossimo.
Per la giornalista sarda si tratta del secondo riconoscimento di addetto stampa dell’anno. Nel 2004 la giuria le aveva assegnato il riconoscimento per il suo primo libro “Le donne sarde nelle istituzioni”. Il libro vincitore analizza il fenomeno della “democrazia paritaria” in tutto il mondo, il cui processo è lentissimo ma inarrestabile.
La Camera dei deputati si apre ai cittadini, con una comunicazione più semplice, più diretta, più interattiva, in una parola più trasparente. Il tutto sarà reso possibile dalla nuova web tv e al restyling del sito internet, che proveranno a rendere la popolazione più partecipe alle decisioni dei nostri politici. A presentare le novità alla stampa i vicepresidenti della Camera, Rosy Bindi e Maurizio Lupi, in una conferenza a Montecitorio.
“È fondamentale – ha detto Lupi – che le nuove tecnologie possano permettere un accesso migliore alla vita parlamentare e quindi alla vita democratica del Paese. Il nuovo sito internet punta, in particolare, alla facilità di accesso e alla semplicità nell’uso perché si possa vedere quello che accade e accedere alle numerose informazioni presenti”.
“Mai stati schierati, il Tg1 è di tutti”. Con queste dure parole il comitato di redazione del Tg1 ha preso le distanze dal suo direttore Augusto Minzolini che, sabato sera subito dopo la manifestazione di piazza del Popolo in difesa della libertà di stampa, durante l’edizione delle 20 del Tg, aveva definito, “assurda” la protesta organizzata dal sindacato dei giornalisti.
Nel suo editoriale, Minzolini aveva definito l’informazione “teatro di uno scontro di potere” e bollato la manifestazione come simbolo della “volontà di insediare un regime mediatico”. Il giorno dopo le parole di Minzolini arriva la reazione del Cdr del Tg1 composto da Alessandro Gaeta, Claudio Pistola e Alessandra Mancuso. L’organizzazione sindacale ha chiesto ai vertici aziendali di essere convocato con urgenza “per esprimere le proprie preoccupazioni”.
Si è aperta a Ferrara la terza edizione del Festival dei giornalisti di Internazionale che per tre giorni ospiterà 43 incontri, dibattiti, proiezioni e spettacoli che vedranno alternarsi quasi 100 ospiti provenienti da quattro Continenti in rappresentanza di 18 Paesi e 32 testate giornalistiche, in un libero confronto con il pubblico e “gli addetti ai lavori” insieme a grandi nomi del giornalismo e della cultura. La prima edizione del Festival, nel 2007, fece registrare 17mila presenze; la seconda, lo scorso anno, quasi il doppio: 32mila. Quest’anno gli organizzatori puntano a superare la soglia delle 50mila persone.
Ancora un successo di ascolti per Annozero. La seconda puntata della trasmissione di Santoro, con la contestatissima presenza della escort Patrizia D’Addario, ieri sera ha superato i sette milioni (7.338.000) di spettatori col 28,92% di share, vincendo il prime time. Su Raiuno le due puntate di Don Matteo hanno fatto 21,87% di media con 5.773.000 e le due di Doctor House su Canale 5 con il 15,93% e 4.840.000.
Già prima della messa in onda, la seconda puntata di Annozero era stata preceduta da innumerevoli polemiche legate alla partecipazione in studio della escort barese Patrizia D’Addario, principale protagonista dell’inchiesta che vede coinvolto il premier Silvio Berlusconi. Presenza che aveva provocato la mancata partecipazione dei rappresentanti del Pdl. In forte dubbio fino all’ultimo, alla fine la D’Addario ha parlato ai microfoni di Annozero.
Scritto Giovedì 17 Settembre 2009 da Andrea Tirone
Mentre dal mondo politico si sente sempre più spesso parlare di lenta “uscita dalla crisi economica” giornali e televisioni continuano a chiudere e a tagliare. L’ultima azienda editoriale a pagare dazio alla crisi, è il gruppo bolognese Spallanzani che controlla il quotidiano locale “L´Informazione-Il Domani” e il canale televisivo “Retesette-E’ Tv” emittente che trasmette a Bologna, Modena e Reggio Emilia. In totale il piano dell’azienda prevede 37 redattori in esubero sul totale di 67 che compongono le redazioni sia televisive che del quotidiano.
Un taglio del cinquanta per cento della forza lavoro, considerato necessario dai vertici aziendali per far fronte alla crisi di bilancio che ha colpito il gruppo: 3 milioni e 600 mila euro di perdite nel 2008 dichiarate per Retesette e un milione e 200 mila per L´Informazione. Per protestare contro i tagli sia il comitato redazione della televisione che quello del quotidiano hanno proclamato sette giorni di sciopero.
Un premio per l’informazione scientifica e uno per la comunicazione educativa. Sono il premio Riccardo Tomassetti e il premio Alberto Manzi, dedicati due materie troppo spesso ai margini del giornalismo, ma che rivestono un ruolo molto importante nell’informazione.
Il premio Tomassetti, giunto alla seconda edizione, è riservato ai giornalisti under 35 che invieranno entro il 31 ottobre i propri articoli sul tema dell’Aids e dell’H.i.v. Lo scopo fondamentale del riconoscimento è tenere alta l’attenzione sulla gravità di questa malattia e sui comportamenti maggiormente a rischio di contagio soprattutto tra i giovani. L’H.i.v. è una malattia che ogni anno in Italia colpisce 4mila persone: sempre più spesso sono colpiti donne, eterosessuali, adolescenti e immigrati, poco consapevoli dei rischi del contagio.
La mancanza d’informazione e la percezione inadeguata del rischio ritardano il momento della diagnosi, compromettendo la piena riuscita della terapia antiretrovirale. Oggi dal 30 al 50% dei pazienti con nuove infezioni arriva al test in condizioni avanzate di malattia, rendendo più difficile rallentarne la progressione. Il premio è promosso dalle principali associazioni italiane attive nella lotta contro questa grave malattia ed è sostenuto dall’azienda farmaceutica Pfizer Italia.