Crisi, licenziamenti alla Dire New e scioperi a Epolis

Il logo dell'agenzia Dire

Il logo dell'agenzia Dire

I giorni difficile della crisi economica sono tutt’altro che passati. Specialmente nel settore dell’editoria ogni giorno arrivano notizie di situazioni difficili, con licenziamenti, giornali che chiudono e scioperi. Gli ultimi a subire le conseguenze, reali o presunte, della crisi sono sei giornalisti della agenzia di stampa “Dire New” che sono stati licenziati in tronco dall’editore, Bianchi.

Sull’accaduto l’organizzazione sindacale dei giornalisti romani, l’Assostampa Romana, ha diffuso un comunicato durissimo, che accusa senza mezzi termini la dirigenza dell’agenzia. “Com’era prevedibile – scrive l’Assostampa – la farsa si è trasformata in tragedia e sei giornalisti della Dire New sono stati licenziati in tronco. Un anno fa l’Associazione Stampa Romana fu buona profeta quando denunciò che la Dire Cooperativa si stava sbarazzando dei colleghi più scomodi, guarda caso i più sindacalizzati, con un’operazione simile a quella di Alitalia: da una parte la Good Company (la cooperativa) dall’altra la Bad Company (la srl) sulla quale venivano scaricati gli esuberi. La dirigenza della cooperativa accusò allora il sindacato di travisare i fatti, affermando che nessuno aveva perso il posto di lavoro. Un anno dopo, il risultato è quello temuto”.

Leggi tutto »

Inchiesta Trani, Santoro ascoltato in procura. Minzolini indagato

Santoro in procura a Trani

Santoro in procura a Trani

Michele Santoro, potrebbe costituirsi parte civile nel procedimento in corso di svolgimento a Trani sulle presunte esercitate dal premier Silvio Berlusconi sull’Agcom per far chiudere “Annozero”. Lo ha confermato lo stesso Santoro al termine del suo interrogatorio di ieri mattina: “Considero la possibilità di valutare la mia posizione di persona offesa”, ha ammesso il giornalista uscendo dalla procura pugliese.

Un interrogatorio durato circa due ore, sul quale il presentatore ha voluto mantenere il massimo riserbo. Conversando con i cronisti, Santoro si è limitato a dire che “ci sono che vanno avanti dall’editto bulgaro: basta leggere i giornali e le dichiarazioni del presidente del Consiglio per comprendere quale sia stata la pressione politica esercitata perché Annozero non andasse in onda”.

Leggi tutto »

Red Tv, la televisione di D’Alema a rischio chiusura

Red tv logoLa crisi del mondo dell’editoria colpisce anche le televisioni di ispirazione politica. Red Tv, televisione vicina all’ex ministro ed esponente del Pd, Massimo D’Alema, potrebbe chiudere la prossima settimana e i suoi quattordici giornalisti finire in cassa integrazione.

A darne l’annuncio sul suo blog, il vicedirettore dell’emittente, Mario Adinolfi: “Questa è l’ultima settimana di lavoro a Red Tv, – annuncia Adinolfi – dalla prossima settimana tutti i lavoratori del canale satellitare figlio di Nessuno Tv saranno in cassa integrazione, resterà acceso pro-forma solo il segnale. Penso ai miei tredici colleghi assunti a tempo indeterminato, ma soprattutto ai quattro a tempo determinato già espulsi dal ciclo produttivo a gennaio e privi anche di strumenti di tutela”.

Leggi tutto »

Fondi editoria, problema risolto. Tremonti fa retromarcia

tremontiTutto risolto. I fondi per l’editoria saranno ripristinati entro gennaio attraverso un nuovo decreto. La rassicurazione arriva direttamente dal ministro dell’ Giulio Tremonti, contattato telefonicamente dal presidente della Camera Gianfranco Fini, mentre riceveva nel suo studio di Montecitorio alcuni dei direttori delle testate a rischio chiusura in caso di taglio dei finanziamenti.

Il taglio delle sovvenzioni era stato sancito, venerdì scorso, con l’approvazione in Commissione bilancio, del maxi-emendamento del Governo alla finanziaria. Ieri la retromarcia di Tremonti. Il titolare del Tesoro nell’annunciare il provvedimento ad hoc, che sarà inserito nel decreto “mille proroghe” o in quello sullo sviluppo, ha convenuto con Fini e con i direttori sulla necessità di salvaguardare le testate politiche, con una loro rilevante storia e presenza anche culturale, le quali hanno tutt’ora mercato, fatto che le distingue dalle pubblicazioni la cui loro sola ragione di è quella di incassare le sovvenzioni pubbliche.

Leggi tutto »

Ren Tv e Piati Canali, le ultime tv indipendenti russe a rischio bavaglio

ren-tv-logoSi chiamano “Ren Tv” (logo nella foto) e “Piati Canali” e sono le ultime due televisioni indipendenti in Russia, quelle che, seppur moderatamente, provano ad opporsi allo strapotere putiniano e a dare voce all’opposizione. Anche per queste due emittenti di San Pietroburgo, però, sembra in agguato l’ombra inquietante del bavaglio.

La “purga”, per dirla come ai tempi di Stalin, è nascosta dietro al pretesto di una “riorganizzazione manageriale” per la prima e il taglio di 1300 dipendenti per la seconda. Mosse che a molti sono sembrate di facciata ma che celerebbero un vero e proprio cambio di rotta per i due canali. Le due televisioni a rischio “estinzione”, infatti, sono controllate dal “National Media Group”, di proprietà del magnate Iuri Kovalciuk, amico e sostenitore di Putin e proprietario della Banca Rossia di San Pietroburgo.

Leggi tutto »

Crisi, Giornale di Reggio rischia la chiusura

giornale di ReggioGiornale di Reggio a rischio chiusura. La crisi dell’editoria colpisce anche le realtà locali e arriva a Reggio Emilia, dove il cittadino rischia addirittura di chiudere i battenti.

A denunciare la grave situazione di difficoltà la redazione stessa del giornale. In una nota comparsa in prima pagina sul numero di ieri si legge: “la redazione del Giornale di Reggio esprime forte preoccupazione sul futuro del e la tutela del dei giornalisti”.

I dubbi derivano dall’incontro tenutosi il 26 ottobre scorso tra la proprietà e i giornalisti che, ha detta degli stessi cronisti, non ha fatto altro che alimentare le preoccupazioni, visto che l’editore non ha saputo dare risposte certe sul futuro della testata. “Durante il primo incontro – si legge ancora nell’articolo – tra il segretario generale aggiunto della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Giovanni Rossi, il fiduciario di redazione, Alessandra Codeluppi, il funzionario della Provincia, Vanni Salatti, e la proprietà del Giornale di Reggio, Tiziano Motti e Stefania Bigliardi, avvenuto lunedì 26 ottobre, la proprietà ha prospettato la possibilità di nuovi assetti che potrebbero mettere in serio pericolo l’occupazione dei giornalisti. La redazione teme che questa situazione possa portare a una cessazione di fatto delle uscite del ”.

Leggi tutto »

Chiude il Corriere di Livorno, fallisce il tentativo dell’editore-calciatore Lucarelli

Sembra giunta al capolinea l’esperienza del del Livorno, Cristiano Lucarelli, come editore di un quotidiano. “Il Corriere di Livorno”, giornale da lui fondato il 9 settembre del 2007, ha annunciato la possibile chiusura dell’attività. La dell’editoria non ha risparmiato nemmeno l’esperimento dell’editore-.

Ad annunciare la fine delle è stato lo stesso Lucarelli, in un editoriale (il primo scritto da lui in due anni) comparso sulla del quotidiano livornese. “Attualmente – scrive il giocatore – complice la , le copie vendute al di sotto delle aspettative e lo scarso interesse (per paura di ritorsioni) di imprenditori contattati per affiancarmi in questa avventura, mi hanno fatto riflettere sull’eventualità di cessare le del Corriere di Livorno entro la fine del 2009”.

Leggi tutto »

Crisi, altre tre redazioni in agitazione

Redazioni in agitazione in molte parti d’Italia. Ad alzare la voce anche alcune realtà storiche del panorama dell’, come quelle di Rainews24 e quelle del Piccolo e del Messagero Veneto.

In casa Rai, il Cdr di Rainews24 proclama lo stato di agitazione e chiede chiarezza ai vertici dell’azienda sulle voci di tagli di mezzi e risorse all’unica televisione all-news pubblica italiana. “Dal 1999 – scrive il Cdr in una lettera alle alte sfere di viale Mazzini – Rainews24 ha garantito l’ di servizio pubblico in tutti i momenti cruciali italiani e internazionali: dagli attentati alle torri gemelle fino al terremoto in Abruzzo, passando per la copertura dei conflitti e per le grandi inchieste. Ora, dopo 10 anni, è arrivato il momento della chiarezza. E’ arrivato il momento delle risposte”.

Leggi tutto »

Crisi Usa, Obama pronto a misure salva giornali. Ma gli americani non si fidano più dei media

Barack Obama è pronto a correre in soccorso all’editoria americana in crisi. Proprio mentre una ricerca stabilisce che l’80 per cento degli statunitensi è scettico sulla credibilità dell’informazione, il presidente USA tende la mano ai media.

Intervistato nello studio ovale dalla “Pittsburgh Post-Gazette” e dal “Toledo Blade”, Obama si è detto “pronto a studiare” proposte di legge in Congresso che aprano la strada al salvataggio dei giornali, a patto che questi accettino di ristrutturarsi come entità no profit. Finora la casa Bianca aveva sempre escluso la possibilità di aiuti federali per i media in crisi. Ora la prima apertura, dettata dalla convinzione che il buon giornalismo sia “assolutamente fondamentale per la salute della democrazia”.

Leggi tutto »

Report a rischio chiusura. La Rai non gli rinnoverebbe la copertura legale

Ancora guai per Milena Gabanelli e la sua Report. Secondo diverse fonti la Rai, attraverso il suo direttore generale Masi, avrebbe annunciato di non garantire più ai giornalisti della fortunata di RaiTre, condotta da Milena Gabanelli, la necessaria copertura legale. Il che tradotto in parole semplici, significherebbe che il Report rischia di non tornare in tv. Senza la copertura legale gli inviati della dovrebbero provvedere di tasca propria alle spese legali cui, da bravi reporter, vanno continuamente incontro.

La Rai, invece di risolvere la questione della direzione di Raitre ancora vacante, o anche quella di Annozero, programma minacciato di doppia conduzione “equa” (Santoro affiancato da un collega di destra) in nome della par condicio, avrebbe deciso di dedicare la sua attenzione alla della Gabanelli, che già lo scorso hanno gli aveva dato non pochi grattacapi con i palazzi del potere. Così ha deciso di affrontare salomonicamente la questione, mettendo la popolare nelle condizioni di chiudere.

Leggi tutto »