Internet, i grandi della rete uniti per l’uguaglianza degli utenti

I grandi nomi del web uniti per la neutralità della rete. L’insolita alleanza è dovuta alla prossima riunione della Commissione federale delle comunicazioni degli Stati Uniti, che avrà all’ordine del giorno la riscrittura delle regole di Internet. Così Google, Skype, Twitter, YouTube, Facebook, Mozilla, Linkedin (per citare solo i più conosciuti) hanno deciso di firmare una lettera, inviata al presidente della Commissione, Julius Genachowski, per ribadire la propria posizione. La richiesta è che non venga messo in pericolo il principio che fino a oggi ha garantito eguaglianza a tutti gli utenti del web, ovvero l’impossibilità, per i provider, di stabilire chi deve navigare più veloce e chi più lento, magari in base a quanto è costosa la sua connessione.

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La prima edizione del premio Enzo Tortora a Milena Gabanelli e a Fabrizio Gatti

Sono Milena Gabanelli e Fabrizio Gatti i primi due vincitori del premio “Enzo Tortora”, dedicato al grande giornalista e conduttore radiotelevisivo. Il premio, istituito quest’anno da “Millecanali”, mensile edito da Il Sole 24 ORE Business Media e dedicato all’emittenza radiotelevisiva locale, è stato consegnato ai due giornalisti da Gaia e Silvia Tortora nell’ambito della Serata di Gala “Concorso Tv d’Oro 2009” che si è svolta a Bibione.

La conduttrice di “Report” e l’inviato dell’Espresso stati riconosciuti come i due professionisti dell’informazione che si sono maggiormente distinti nel proprio lavoro e che meglio rappresentano le preziose qualità, l’impegno sociale e l’integrità morale che hanno reso Enzo Tortora una figura di spicco nella storia del giornalismo italiano.

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Google studia come far pagare le news online

Rupert Murdoch ha un nuovo alleato nella sua battaglia per le news online a pagamento: Google. Il motore di ricerca americano, che proprio in questi giorni sta avendo non pochi problemi con gli editori di tutto il mondo, ha ideato un metodo di pagamento con cui far pagare l’informazione sulla rete.

A diffondere la notizia il Nieman Journalism Lab, il centro di ricerca sui media dell’Università di Harvard. Secondo il centro, il colosso di Mountain View avrebbe già sottoposto il progetto all’Associazione dei giornali americani (Naa). La proposta di Google si baserebbe sul modello dei “micropagamenti” pensato appositamente per l’industria dell’informazione. Il punto di riferimento in questo senso è il sistema analogo usato da Apple per la musica (iTunes) e le applicazioni dei cellulari (AppStore).

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Crisi, emittenti del gruppo Espresso in difficoltà

Le emittenti del gruppo L’Espresso, da All Music a Deejay Television a Repubblica.tv, acquistate nel 2004 da De Benedetti (nella foto) per 115 mln euro, sono in piena crisi economica e di contenuti. E’ quanto si legge in un articolo su il Giornale dove si aggiunge che le tv di De Benedetti, acquistate con l’obiettivo di realizzare in tre anni un utile operativo del 30%, perdono 10 mln l’anno.

Mediobanca, incaricata di trovare un nuovo editore nel luglio 2008 dopo che la Ambanelli diede le dimissioni, e’ da diversi mesi alla ricerca di un compratore per quei canali di musica, news e interviste, ma finora non si e’ fatto avanti nessuno. Nel frattempo sono iniziati i primi tagli del personale che hanno coinvolto una trentina di addetti alla produzione.

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La crisi presenta il conto, fatturati in grande calo per tutti i più importanti gruppi editoriali

Si è chiuso il primo semestre dell’anno orribilis dell’editoria italiana. Conti in rosso e perdite si sono registrati in tutti i grandi gruppi editoriali.

Rcs mediagroup archivia la prima metà dell’anno con una perdita netta di 65 milioni di euro contro l’utile di 36,5 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso a causa della “pesante fase recessiva” che continua a comprimere il settore.

Non va tanto meglio al gruppo editoriale “24 Ore” che chiude il primo semestre con una perdita di 9,2 milioni di euro, un risultato in netto peggioramento rispetto all’utile di 21,6 milioni dei primi sei mesi dell’anno scorso.

Leggermente meglio, ma fino ad un certo punto, la situazione del gruppo “Mondadori” che chiude i primi sei mesi del 2009, con un utile di 7,3 milioni, dopo aver registrato una perdita (-1,8 milioni) nel primo trimestre dell’anno. Il dato è comunque in forte calo rispetto all’utile di 36,7 milioni del primo semestre 2008.

Da Rcs fanno sapere che il gruppo ha già avviato un’incisiva serie di misure di contenimento dei costi anche se si rileva che nonostante i benefici del piano saranno superiori a quelli pianificati “la scarsa visibilità sulla dinamiche della raccolta pubblicitaria e l’indeterminatezza congiunturale di breve periodo fanno ipotizzare che nel 2009 il gruppo registri risultati significativamente negativi”.

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Chicago: I magnati dell’editoria USA a riunione per il futuro della stampa

I manager dei maggiori gruppi editoriali americani hanno dato vita, lo scorso fine settimana, a una riunione riservata a Chicago nella quale sono state discusse strategie per permettere il pagamento online dei contenuti giornalistici e per difendere la proprietà intellettuale.

La riunione, in un albergo nei pressi dell’aeroporto internazionale di Chicago, avrebbe dovuto restare con ogni probabilità segreta, ma è stata svelata dal sito della rivista The Atlantic. Secondo quanto ha riferito il magazine specializzato “Editor and Publisher”, a promuovere l’iniziativa è stata la Newspaper Association of America (l’organizzazione degli editori dei quotidiani), sulla scia di audizioni che si sono tenute in Congresso sul futuro della carta stampata.

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Rcs, Marchetti: il web business del futuro

MarchettiIl presidente di Rcs MediaGroup Piergaetano Marchetti (nella foto) rivela come il gruppo editoriale del Corriere della Sera sta affrontando la crisi economica e quali sono le linee di sviluppo. Lo ha fatto in un’intervista effettuata dalla redazione del mensile Prima Comiunicazione che uscirà sul numero di marzo in edicola da oggi a Milano e da giovedì 19 marzo a Roma.

“Abbiamo due fronti su cui misurarci: in questi mesi le difficoltà dell’economia reale si stanno ripercuotendo sull’editoria in maniera drammatica con tagli agli investimenti pubblicitari feroci e immediati”, dice Marchetti nell’intervista. “C’è ancora molto da fare per ottimizzare l’organizzazione – aggiunge – ma soprattutto dobbiamo riflettere su come sarà il futuro di Rcs come gruppo multimediale e, di conseguenza, individuare le giuste strategie per riposizionare i nostri business. Certo, con enorme attenzione ai costi, ma anche decidendo gli investimenti necessari”.

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