D’Alema querela “Il Giornale” dopo aver partecipato alla manifestazione sulla libertà di stampa

Sconcerto e solidarietà ai giornalisti del Giornale. Sono questi i concetti espressi dal sindacato unitario dei giornalisti e dall’ nazionale in relazione alla sporta dall’ Massimo D’Alema contro il quotidiano diretto da Vittorio Feltri.

Il contrasto alle “querele intimidatorie” non conosce colore politico e così, dopo aver censurato quelle del premier contro “La Repubblica”, le due associazioni più importanti della categoria esprimono tutto il loro dissenso contro l’ultima dal dirigente del contro “”. La per diffamazione a mezzo stampa è stata per un articolo apparso sul quotidiano della famiglia Berlusconi lo scorso giugno, intitolato “Tutte le escort del clan D’Alema”. Il pezzo in questione riguardava la vicenda della malasanità in Puglia e il presunto giro di prostitute di alto borgo che gravitava intorno al gruppo dirigente del Pd pugliese, su cui sta indagando la procura di Bari.

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Bari, giornalisti fuori dal tribunale. L’Assostampa protesta

Il Sabato il Palazzo di giustizia di Bari è off limits per i giornalisti. Così l’altro ieri i baresi si sono visti sbattere in faccia le porte del . Un gesto motivato, secondo il personale di vigilanza del palazzo, da decisioni di organi superiori, per i quali “l’accesso della stampa in Procura non sarebbe possibile di sabato in quanto giornata non feriale e nella quale non si celebrano udienze”.

Un atto definito subito “gravissimo” da parte dell’Assostampa pugliese perché, si legge in una nota, “impedisce ai giornalisti di esercitare il diritto di cronaca, garantito dalla Costituzione sempre e comunque”. In questo modo, prosegue il sindacato, “si pretende di dettare d’autorità tempi e modi di svolgimento dell’attività giornalistica. Tutto ciò è inaccettabile e si inserisce in un clima sempre più ostile, e spesso anche intimidatorio, nei confronti della stampa”.

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Tg1, ancora polemiche: calano gli ascolti. Richiesta indagine Commissione di vigilanza

Ancora guai al . Dopo le polemiche sul presunto “oscuramento” dell’inchiesta di Bari su ed escort nelle del premier Silvio Berlusconi, ora arriva un netto calo di ascolti che ha permesso il sorpasso del “rivale” Tg5.

Le due vicende sono l’una la conseguenza dell’altra? La pensano così al Partito democratico: “Come era facilmente prevedibile, alla gravità politica e alla plateale violazione del pluralismo, il di Minzolini aggiunge la bocciatura degli utenti” – ha dichiarato Vincenzo Vita, senatore democratico e membro della commissione di Vigilanza . “Sono diversi giorni infatti – aggiunge – che il principale concorrente, il Tg5, supera in ascolti il telegiornale della rete ammiraglia del servizio pubblico. Senza nulla togliere alle qualità del telegiornale di 5, è però un giudizio che non può essere rimosso e la dice lunga sulla situazione in cui versa il ”.

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Bufera sul Tg1. Il Pd: “Minzolini ha oscurato inchista di Bari su Berlusconi”

E’ appena arrivato alla direzione del Tg1 ed è già al centro di una bufera politica. Augusto starebbe “oscurando” l’inchiesta di Bari sul giro di escort e modelle che avrebbe partecipato, dietro compenso, a diverse feste nelle ville del presidente del Consiglio, Silvio .

L’accusa arriva dagli esponenti del Partito Democratico, che hanno sollecitato un intervento in merito da parte del presidente Rai, Paolo Garimberti, ma anche della di vigilanza e della Corte dei conti. “Dopo giorni di ripetuti oscuramenti da parte del Tg1, principale telegiornale del servizio pubblico – si legge in una nota di Michele Meta, capogruppo del centro-sinistra in trasporti e telecomunicazioni della Camera – sul filone dell’inchiesta di Bari che vedrebbe coinvolto il presidente del Consiglio, chiediamo che il Presidente di garanzia della Rai, Paolo Garimberti, convochi il Consiglio di amministrazione per audire il Direttore del Tg1 e per affrontare in maniera approfondita il tema dell’informazione e del nei telegiornali Rai, i cui principi di obiettività, trasparenza e imparzialità sono chiaramente indicati nel Codice Etico dell’azienda”.

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Premio cinque stelle al giornalismo, riconoscimento per la scuola di Bari

Cinque stelle alla scuola di giornalismo di Bari, sono quelle del premio “cinque stelle al giornalismo”. Il prestigioso giunto quest’anno alla quarta e organizzato da “Select hotels collection” in collaborazione con l’Azienda di promozione turistica Emilia Romagna e Banca popolare di Ravenna, sarà consegnato domani, 25 aprile, nella splendida cornice del Palace Hotel di .

Il è andato alla Scuola di giornalismo di Bari perchè “diventata, in un momento assai delicato per il futuro dell’informazione soprattutto al sud, – si legge in una nota – riferimento certo per tutti gli aspiranti del Mezzogiorno d’Italia e non solo”.

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Bari, assegnati i premi giornalisti di Puglia “Michele Campione”

premio campioneSi è svolta oggi a Bari, nella cornice della sala Murat, la premiazione del premio “Giornalista di Puglia” dedicato allo scomparso giornalista Rai Michele Campione. Nella cerimonia per la sesta edizione del concorso sono stati assengati sei premi, altrettante segnalazioni e un premio speciale alla carriera.

La manifestazione è organizzata dall’Ordine dei giornalisti di Puglia insieme alla famiglia Campione e agli enti locali. Il premio speciale alla carriera è stato consegnato a Remigio Benni, corrispondente dell’ANSA dal Cairo e per molti anni inviato in zone di guerra, il quale ha anche risposto ad alcune domande rivoltegli dai giovani che frequentano a Bari il master in giornalismo.

Gli altri premi sono suddivisi in due categorie: carta stampata-internet e radio-tv-agenzie. In gara scritti, servizi televisivi e radiofonici, servizi di agenzia e pagine web. Per ogni categoria sono stati premiati i settori , sport e cultura. I premi sono andati a Fabrizio Versienti, del Corriere del Mezzogiorno, nella sezione cultura, Vincenzo Damiani, sempre del Corriere del mezzogiorno, nella sezione , Nicola Lavacca, della Gazzetta dello Sport, nella sezione Sport. Altri riconoscimenti sono andati al giornalista Rai Costantino Foschini, ad Anna Tatiana Bellizzi e Alessio Casulli. Le segnalazioni sono andate a Pietro Russo, Antonio Calitri, Angelo Alfonso Centrone, Chicca Maralfa, Luca Turi e Paolo Melchiorre.

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