Rai, il canone aumenta ancora: 109 euro

RaiCattive notizie per gli abbonati Rai. Il canone aumenta ancora e quest’anno il bollettino che arriverà nelle case degli italiani sarà di 109 euro. Il viceministro alle comunicazioni, Paolo Romani ha, infatti, firmato il decreto che fissa la determinazione del canone annuo della Rai e, come già successo in passato, è stato riconosciuto il tasso di inflazione programmato. Da 107,5 euro l’abbonamento alla Rai passa dunque a 109 euro.

L’aumento di 1,5 euro non è piaciuto al Consiglio nazionale degli utenti (Cnu), organismo dell’Agcom. In una nota l’organizzazione definisce come “assolutamente da evitare l’aumento del canone soprattutto a fine 2009, anno che ha visto il passaggio al digitale diverse aree, tra cui Roma, con notevoli difficoltà per i cittadini”.

“Abbiamo più volte espresso la nostra contrarietà all’aumento del canone – continua la nota – Sarebbe, infatti, utile che i cittadini conoscessero con esattezza quali attività il canone va a finanziare e quali invece sono realizzate con la pubblicità. Una manovra inopportuna anche considerato il fatto che è stato ridimensionato il Qualitel”.

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Quotidiani, boom di vendite per il Giornale. In calo il Sole 24 Ore

“Corriere della Sera” leader in quanto a diffusione e boom di vendite de “Il Giornale” che cresce del 22%. Sono questi i verdetti più importanti sanciti dalla Fieg sulla diffusione dei quotidiani italiani per il mese di Settembre. La testata di proprietà della famiglia Berlusconi, già distintasi nel mese di agosto, a settembre è passata dalle 179.909 copie dello stesso mese del 2008 alle 220.117 di quest’anno. A favorire l’incremento del quotidiano diretto da Vittorio Feltri la querelle che ha visto coinvolti lo stesso direttore e l’ormai ex guida di Avvenire Dino Boffo. Il Corriere della Sera riconferma il primato nella diffusione, con 532.842 copie vendute a settembre, nonostante la flessione del 9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, legata alla decisione di Rcs di annullare la distribuzione promozionale della testata. La percentuale relativa alle vendite in edicola per il quotidiano di via Solferino è tuttavia positiva: +1%. In crescita anche Avvenire, che ha visto una diffusione di 99.769 copie, rispetto alle 96.856 del 2008. Miglioramento anche per “La Repubblica” che ha registrato un aumento dello 0,1%; +6% se si considera solo la vendita in edicola. Il quotidiano diretto da Ezio Mauro, si mantiene in scia al Corriere della Sera, passando dalle 516.825 copie del settembre 2008 alle 517.309 copie del settembre 2009. Segno meno, invece, per “Il Sole 24 Ore”, che passa dalle 326.786 copie del 2008 a 265.582 del 2009. Sulla variazione, negativa per il 18,7%, ha pesato la politica di contenimento costi attuata a partire da aprile, che prevede l’annullamento delle operazioni promozionali, e il fatto che nella diffusione di settembre 2008 si registra l’incremento derivato dalla cronaca relativa al fallimento di Lehman Brothers.

Inpgi, ai giornalisti ancora undici anni di pensione. E poi? Incontro casse ministero per trovare una soluzione

Ci sarebbe anche l’Inpgi, l’istituto previdenziale dei giornalisti, tra le casse privatizzate in difficoltà. Il futuro di alcuni enti è incerto e dopo le innovazioni normative varate con la Finanziaria 2007 che ha spostato – ma non per l’Inpgi1 – in avanti (da 15 a 30 anni) le proiezioni attuariali, la previdenza dei professionisti ha bisogno urgente di attuare una serie di riforme proprio per far fronte alla norma della manovra.

Proprio per trovare una soluzione a questi problemi ieri (giovedì 17 settembre) si è tenuto un incontro tra il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi e i presidenti dei principali enti previdenziali. Alla riunione, che si è tenuta presso la sede del ministero del Welfare mancava, però, l’Adepp, ovvero l’associazione degli enti privatizzati guidata da Maurizio de Tilla. L’incontro di ieri è venuto dopo una serie di riunioni preparatorie e è stato dedicato “all’esame dei profili formali e sostanziali di stabilità delle Casse di previdenza nel medio-lungo periodo”.

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Crisi, due giorni di sciopero all’Ansa contro i tagli

La redazione dell’Ansa è in agitazione. Da ieri i giornalisti dell’agenzia di stampa più importante dello stivale sono in sciopero. I due giorni di sciopero proclamati dal Cdr sono iniziati dalle ore 7 di ieri (6 agosto) e termainerano solo alle ore 7 domani, sabato 8 agosto.

L’organismo sindacale dell’Ansa spiega in un comunicato le ragioni della protesta. “Il Cdr dell’Ansa respinge l’ipotesi avanzata dall’azienda di ricorrere a una riorganizzazione in presenza di crisi, in base alla legge 416, come prospettato dall’ad, Giuseppe Cerbone, nell’incontro con il sindacato”.

Si tratterebbe – continua la nota – di un nuovo e pesante taglio all’organico redazionale già messo a dura prova dal precedente piano di prepensionamenti seppure volontari e incentivati. Un ulteriore ricorso a tagli al personale giornalistico non aiuterà a fronteggiare la crisi dell’editoria in atto e metterebbe a serio rischio il ruolo, il pluralismo e la qualità dell’informazione dell’agenzia”.

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Libertà di stampa, Italia retrocessa a paese parzialmente libero

L’Italia è retrocessa nella categoria dei paesi “parzialmente liberi”, nell’annuale classifica sulla libertà di stampa stilata dall’organizzazione internazionale Freedom House. Tra le cause della retrocessione, relativa agli eventi dell’anno 2008, il rapporto cita il ritorno al governo di Silvio Berlusconi, un aumento di azioni legali contro i giornalisti e le minacce del crimine organizzato.

Il rapporto 2009, presentato ieri a Washington, vede l’Italia come unico paese europeo, insieme alla Turchia, a retrocedere dalla categoria dei “paesi liberi” a quella dei paesi dove la libertà è “parziale”.

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Francia in controtendenza, aumentano i lettori di quotidiani

giornali franciaNon arrivano solo brutte notizie dal mondo della stampa. In Francia le vendite di quotidiani vanno contro corrente e, nel 2008, sono aumentate. La ricerca condotta dall’Epic (studio della stampa di informazione quotidiana) ha rivelato, infatti, che lo scorso anno la stampa quotidiana francese ha conquistato globalmente oltre un milione e mezzo di lettori (+2,3%) anche se alcuni dei principali quotidiani, come “Le Monde”, “Liberation” o “Les Echos” hanno invece perso terreno. Negativo anche il saldo finale della stampa periodica che ha perso complessivamente il 3,6% di lettori, soprattutto nei mensili e bimestrali.

I dati pubblicati dall’Epic dicono che nel periodo tra luglio 2007 e giugno 2008 sono stati 24,3 milioni i francesi che hanno letto almeno un quotidiano al giorno, cioé quasi la metà degli over 15 anni, e il 2,3% in più rispetto all’anno prima.

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