Murdoch in pressing sul New York Times: i suoi quotidiani offrono pubblicità scontatissima

Il magnate australiano Murdoch

Il magnate australiano Murdoch

Rupert Murdoch in pressing sul New York times. L’azione del magnate australiano vuole mettere pressione al principale giornale americano per ribaltare la leadership e consegnarla alle sue testate statunitensi: il Wall street journal e il New York post. L’ultima iniziativa, riportata dal Financial times, consiste nell’offrire agli inserzionisti spazi pubblicitari super scontati sulle due testate di Murcoch.

Secondo le indiscrezioni riportate dal giornale finanziario, gli sconti andrebbero dal 79% all’83%. L’operazione, che Ft definisce, un “aggressivo attacco al New York times”, ha chiaramente lo scopo di sottrarre gli inserzionisti, in particolare quelli delle grandi catene commerciali e di moda, al quotidiano rivale. La nuova operazione di mercato arriva a pochi giorni di distanza dal lancio dell’edizione newyorchese del Wall street journal: un supplemento di dodici pagine di cronache locali, politica cittadina, sport e spettacolo, redatto da un gruppo di 35 giornalisti che sarà in edicola dal prossimo 26 aprile. Un’iniziativa storica, perché per la prima volta ha tolto al quotidiano della borsa americana la sua connotazione puramente finanziaria.

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Somalia, anche due giornalisti tra le vittime dell’attentato all’hotel

cartina somaliaCi sono anche due giornalisti tra le cinquantasette vittime accertate dell’attentato terroristico contro un hotel di Mogadiscio, in Somalia. Sono Hassan Zubeyr Haji della televisione “al-Arabiya” e Mohamed Amin Aden Abdulle della radio locale “Shabell”.

L’esplosione, che ha squassato l’hotel Shamo di Mogadiscio, è stata provocata da un attentatore kamikaze mentre all’interno dell’albergo si teneva una riunione del governo provvisorio somalo e una festa di laurea.

I due cronisti si trovavano allo Shamo per svolgere il loro lavoro ed informare sulla riunione di governo. Tra le vittime, il cui numero continua a salire, ci sono anche tre ministri del Paese del corno d’Africa: il ministro della Sanità, Qamar Aden, quello dell’Università, Ibrahim Hassan Addow, e quello dell’Istruzione, Mohamed Abdullahi Waayel.

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Libertà di stampa. Tutto pronto per la manifestazione. Appuntamento a piazza del Popolo alle 15.30

Ormai ci siamo. E’ tutto pronto per la manifestazione in favore della libertà di stampa organizzata dal sindacato unico dei giornalisti, l’Fnsi. Appuntamento per domani ore 15.30 a Piazza del Popolo, a Roma. Finalmente sapremo se sarà una farsa, come ha dichiarato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, oppure una grande manifestazione di popolo. Sono attesi trecento pullman da tutta Italia, che convergeranno fin dalle prime ore del giorno sulla capitale. Alla vigilia il presidente della Fnsi, Roberto Natale, ha ricordato le ragioni della protesta: “Avvertiamo un’aria pesante per l’informazione: dal ddl sulle intercettazioni, all’operazione contro Avvenire che ha portato alle dimissioni di Dino Boffo, all’appello del premier agli imprenditori perché non investano in pubblicità sui giornali catastrofisti”.

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Berlusconi ancora all’attacco: “mancanza libertà di stampa barzelletta comunista”. Natale: Se ne accorgerà il 19″

“A noi pare che ci sia assai poco da ridere. Non ridono in Europa, dove fanno classifiche che mettono l’Italia in posizione medio bassa in quanto a libertà di informazione, e sempre meno si ride in Italia, dove si allunga a dismisura la lista dei giornali e dei soggetti sociali colpiti da questo assetto chiuso del sistema dell’informazione”. Sono parole durissime quelle con cui Roberto Natale, presidente della Federazione nazionale della stampa italiana, ha risposto ai microfoni di Econews e ItaliaRadioWeb, alle dichiarazioni di Silvio Berlusconi sulla mobilitazione dell’FNSI in difesa della libertà di informazione.

Il premier, intervistato ieri da “Mattino Cinque”, aveva definito le proteste di questi giorni contro le querele a Repubblica e l’Unita “una barzelletta di questa minoranza comunista e catto-comunista, che detiene la proprietà del 90% dei giornali”.

Secondo Natale, a smentire il premier sarà proprio la mobilitazione del 19 a Piazza del Popolo: “La manifestazione sta ricevendo adesioni da organizzazioni, gruppi spontanei che non hanno niente a che fare con le vecchie categorie che Berlusconi ancora usa. Ha parlato di una minoranza catto-comunista, vedrà che il 19 in piazza ci sarà in piazza una gran quantità di gente che di queste categorie vecchie non ha mai sentito parlare”.

Braccio di ferro Berlusconi-Repubblica. Anche l’Ue e l’Ifj contro il premier

l polverone sollevato dalla querela di Silvio Berlusconi contro “La Repubblica” non si arresta. Anzi si espande a macchia d’olio. L’azione legale intrapresa dal presidente del Consiglio contro le ormai famose dieci domande che il quotidiano di Ezio Mauro continua a rivolgergli da mesi, fa parlare di sé un po’ ovunque. L’ultimo intervento in ordine di tempo è quello, non di poco conto, dell’Unione Europea. Il messaggio è chiaro: “la libertà di espressione è un valore fondamentale dell’Ue”.

A riportare il pensiero ufficiale dell’Europa è il portavoce della commissione Ue, Johannes Laitenberger interpellato su quali azioni possa intraprendere l’Unione per garantire la libertà di parola di fronte alle iniziative intraprese da Berlusconi. Laitenberger ha, però, voluto precisare di non essere al corrente delle querele che il nostro premier ha presentato contro vari organi di stampa europei.

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Caso Boffo, Confalonieri: “Feltri pubblica solo notizie”

“C’é chi ha voluto accendere il fuoco. E ora ci si lamenta se qualcun altro fa il suo mestiere di giornalista e pubblica notizie”. Così il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri interviene sul caso Feltri-Boffo in un’intervista pubblicata oggi dal Corriere della Sera.

Dopo aver citato il proverbio “chi la fa…l’aspetti”, Confalonieri sul direttore del Giornale dice: “un giornalista estremo ma giornalista, che riporta come tanti altri notizie. Si dovrebbe fermare adesso perché non riguardano Berlusconi che in questi mesi è sembrato il bersaglio di tre palle e un soldo nel Luna Park? Quello al quale tutti possono sparare senza che nessuno chieda conto di niente?”

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Caso Boffo, Feltri al contrattacco: “Disgustoso il nostro attacco? E il reato?”

Vittorio Feltri non fa marcia indietro dopo le polemiche scatenate dalle accuse al direttore di Avvenire, Dino Boffo. Anzi, va al contrattacco: ”Il Cardinale Bagnasco giudica disgustoso il nostro attacco, ma non giudica disgustoso l’episodio che lo ha generato e di cui è stato protagonista Dino Boffo. Che razza di morale è questa? Da quando in qua raccontare un reato è peggio che commetterlo? Sua Eminenza è fuori strada, e come lui i quotidiani che si sono accodati acriticamente”.

In questi termini il direttore de “Il giornale”, nel suo editoriale di stamane, torna sul “caso Boffo”. Per difendersi dalle accuse di falso, Feltri pubblica in prima pagina il testo della Procura da cui si apprende dell’avvenuta esecuzione della pena inflitta ed il reato relativo al direttore dell’Avvenire.

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