Al media-world summit, Murdoch e Ap contro aggregatori di notizie

L’editoria d’informazione si schiera contro gli internauti libertini, i giornalisti web e gli aggregatori di notizie online, nel Media-World Summit di Pechino. Gli strali più duri sono quelli di Associated Press e di Rupert Murdoch, che rilanciano la sfida ai nuovi media e ribadiscono la necessità di introdurre modelli a pagamento per l’accesso alle notizie.

Uno scontro frontale con i motori di ricerca e i siti che spesso riprendono (gratuitamente) stralci dei contenuti dei grandi marchi dell’informazione.

“Noi creatori di contenuti siano stati troppo lenti a reagire allo sfruttamento gratuito delle notizie di terze parti senza permesso: servizi web come Wikipedia, YouTube o Facebook sono diventati destinazioni favorite dai clienti per le notizie di ultim’ora, lasciando da parte i siti di notizie tradizionali – ha dichiarato Tom Curley, Ceo di AP, che ha puntato il dito anche contro motori di ricerca e blogger – Non tollereremo più la disconnessione fra coloro che si dedicano a raccogliere notizie di pubblico interesse e coloro che ne traggono profitto senza sostenere l’attività”.

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Associated Press, software contro pubblicazione delle sue news online

L’Associated Press sceglie la linea dura per bloccare la pubblicazione senza permesso delle sue notizie sui siti internet e sui motori di ricerca on line. E annuncia che ogni articolo sarà presto munito di uno speciale software che notifica all’agenzia come la notizia è utilizzata, oltre a mostrare i limiti ai diritti di utilizzo.

Per il presidente e amministratore delegato dell’Ap, Tom Curley, la posizione dell’azienda è facile da spiegare e chiara: anche il minimo uso degli articoli on line richiede un accordo di distribuzione con l’agenzia. Obiettivo della stretta – aggiunge in un’intervista al New York Times – non è quello di limitare l’uso degli articoli, ma quello di farsi pagare per ogni utilizzo.

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Chicago: I magnati dell’editoria USA a riunione per il futuro della stampa

I manager dei maggiori gruppi editoriali americani hanno dato vita, lo scorso fine settimana, a una riunione riservata a Chicago nella quale sono state discusse strategie per permettere il pagamento online dei contenuti giornalistici e per difendere la proprietà intellettuale.

La riunione, in un albergo nei pressi dell’aeroporto internazionale di Chicago, avrebbe dovuto restare con ogni probabilità segreta, ma è stata svelata dal sito della rivista The Atlantic. Secondo quanto ha riferito il magazine specializzato “Editor and Publisher”, a promuovere l’iniziativa è stata la Newspaper Association of America (l’organizzazione degli editori dei quotidiani), sulla scia di audizioni che si sono tenute in Congresso sul futuro della carta stampata.

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Apcom acquisita dal gruppo Abete

Cambio di timone all’Apcom. L’agenzia di informazione passa dalle mani di Telecom Italia media al gruppo Abete. L’accordo prevede la cessione del 60% di Telecom Italia media, alla società “Sviluppo programmi editoriali”, che fa capo al gruppo Abete, che diventa così il nuovo socio di maggioranza.

La vendita – si legge in un comunicato di Telecom Italia – è avvenuta a un prezzo simbolico e a seguito della ricapitalizzazione del gruppo per 10,5 milioni di euro. Il restante 40% della società rimarrà in possesso di TI media.

Con questa operazione il gruppo Abete, già proprietario dell’agenzia Asca, si propone di rafforzare la propria presenza nel mercato dell’informazione, soprattutto nell’area della multimedialità dove ApCom è già attivamente presente.

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“Crescere tra le righe”. Dopo il “quotidiano in classe”, torna il convegno per invogliare i giovani alla lettura

I giornali nella crisi globale e il loro futuro con lo sviluppo dei nuovi media su internet. Saranno questi i principali temi affrontati alla due giorni, che si terrà il 22 e 23 maggio prossimi a Borgo la Bagnaia in provincia di Siena, di “Crescere tra le righe”, sesto appuntamento dell’Osservatorio permanente Giovani editori, che ha come obiettivo quello di avvicinare i giovani alla lettura del giornale attraverso l’iniziativa “Il quotidiano in classe”.

“I giornali – ha detto alla presentazione milanese Andrea Ceccherini presidente dell’Osservatorio - stanno vivendo una crisi che è gravissima. Il nostro appello a tutti coloro che parteciperanno alla nostra due giorni è di essere critici e autocritici. E’ necessario guardare al futuro perché non sono ammessi tempi supplementari”.

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Crisi editoria, la Ap fa sconti ai giornali sulle notizie di agenzia.

associated_press_logoLa Associated Press (Ap), la principale agenzia di stampa americana, ha deciso di tagliare il prezzo degli abbonamenti per aiutare i quotidiani in difficoltà, e di passare all’attacco sul web dove troppe notizie ed articoli vengono pubblicati senza il suo permesso.

Le decisioni della Ap, una cooperativa i cui azionisti sono i principali quotidiani degli Stati Uniti, sono state annunciate a San Diego, nel sud della California, in occasione della Assemblea generale annuale dell’agenzia. Complessivamente, gli sconti ai quotidiani colpiti dalla crisi saranno di 35 milioni di dollari nel 2010, che andranno ad aggiungersi ai 30 milioni del 2009. Gli introiti provenienti dai giornali, che rappresentano il 25% del fatturato complessivo di 710 milioni di dollari, caleranno di circa un terzo tra il 2008 e il 2010, secondo le previsioni.

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