Libertà di stampa, a Correggio parco dedicato all’Articolo 21

Un parco verrà dedicato alla libertà di stampa

Un parco verrà dedicato alla libertà di stampa

Un parco dedicato alla libertà di stampa. Per ricordare l’Articolo 21 della costituzione, in questo periodo al centro dell’attenzione e delle polemiche per la controversa legge sulle intercettazioni, il comune emiliano di Correggio ha deciso di dedicargli un’area verde nella sua cittadina. Il parco verrà inaugurato il 27 luglio prossimo e si chiamerà, appunto, “Parco Articolo 21”.

L’area, che misura circa quattro ettari, sarà attrezzata per il tempo libero dei cittadini, con un percorso ciclo-pedonale, una spiaggetta di sabbia di Po per prendere il sole, alcune panchine ottenute da tronchi d’albero e un laghetto provvisto di essenze per la depurazione naturale dell’acqua. Tutta l’area è stata rimboschita con circa 260 alberi autoctoni o naturalizzati, mentre fra gli olmi campestri già presenti sono state piantate macchie arbustive.

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Nasce l’osservatorio sui Telegiornali nazionali

I loghi dei principali Tg nazionali

I loghi dei principali Tg nazionali

Come costruiscono i principali telegiornali pubblici e privati le scalette quotidiane? Quale criterio nella scelta dei titoli e delle priorità da offrire agli utenti? A rispondere a queste e ad altre domande ci penserà dalla prossima settimana l’Osservatorio sui telegiornali nazionali. L’iniziativa era stata lanciata dall’associazione “Articolo 21” nel corso della propria assemblea annuale di gennaio ed ora sarà realizzata da “Reporter Senza Rete”, un’associazione di giornalisti freelance con la collaborazione della facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza.

L’osservatorio, illustrato ieri in una conferenza stampa alla Camera, avrà il compito di capire e far capire come informa la televisione nazionale e magari come, talvolta, deforma o disinforma. Ma l’osservatorio servirà anche per segnalare le eccellenze: da lunedì al venerdì si metteranno a confronto i Tg di Rai, Mediaset, La7 e, da settembre, anche Rainews24 e SkyTg24.

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Addio ai fondi per i giornali politici, di cooperative e di idee. Il governo li cancella.

soldi 2Addio ai contributi “diretti” all’editoria per i giornali di idee, di cooperative e di partito. La cancellazione di questi fondi, vitali per centinaia di testate, è stata sancita ieri dalla Commissione bilancio della Camera, che ha approvato il maxi emendamento del Governo alla legge finanziaria.

Il testo, contenente la cancellazione dei contributi, dovrà ora essere approvato in aula ma è quasi certo che sulla manovra finanziaria sarà posta la questione di fiducia che “blinderà” il testo senza possibilità di migliorarlo. Il provvedimento mette a repentaglio la vita di un centinaio di giornali dei più diversi orientamenti politici e culturali, testate storiche come l’Avvenire, il Secolo d’Italia, L’Unità e Il Manifesto, ma anche quotidiani più giovani come Europa e La Padania, nonché decine di piccole tv, cooperative e espressioni del terzo settore.

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Par condicio, il Pdl propone modifica alla legge sull’informazione in campagna elettorale

Ignazio AbrignaniPar condicio addio. La norma che regola l’informazione politica durante i periodi elettorali sembra destinata a finire in soffitta. Il Pdl ha presentato una proposta di legge firmata da Ignazio Abrignani (nella foto), che prevede una riforma radicale della attuale par condicio.

Spazi in radio e in tv divisi in base al “peso” del partito e quindi alla rappresentanza parlamentare ottenuta alle ultime elezioni, salvo un diritto di tribuna per le minoranze pari al 10% (soglia considerata ‘trattabile fino al 20%); spot a pagamento sulle tv nazionali per tutte le forze politiche; possibilità per i singoli politici di partecipare alle trasmissioni di intrattenimento. Queste le novità fondamentali della proposta di legge 2805 depositata il 14 ottobre scorso a Montecitorio e formalizzata ieri in un fascicolo.

Il nuovo testo di legge prevede un solo articolo e riprende una proposta già studiata dai tecnici di Forza Italia e An nel 2005. Ora la proposta passerà all’esame delle commissioni e se approvata, potrebbe essere applicata già alle regionali di marzo. I tempi tuttavia restano strettissimi, tanto che la possibilità di farcela prima delle elezioni amministrative è in forte in dubbio.

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Libertà di stampa. Tutto pronto per la manifestazione. Appuntamento a piazza del Popolo alle 15.30

Ormai ci siamo. E’ tutto pronto per la manifestazione in favore della libertà di stampa organizzata dal sindacato unico dei giornalisti, l’Fnsi. Appuntamento per domani ore 15.30 a Piazza del Popolo, a Roma. Finalmente sapremo se sarà una farsa, come ha dichiarato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, oppure una grande manifestazione di popolo. Sono attesi trecento pullman da tutta Italia, che convergeranno fin dalle prime ore del giorno sulla capitale. Alla vigilia il presidente della Fnsi, Roberto Natale, ha ricordato le ragioni della protesta: “Avvertiamo un’aria pesante per l’informazione: dal ddl sulle intercettazioni, all’operazione contro Avvenire che ha portato alle dimissioni di Dino Boffo, all’appello del premier agli imprenditori perché non investano in pubblicità sui giornali catastrofisti”.

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Manifestazione per la libertà di stampa, l’Fnsi la rinvia al 3 ottobre

Rinviata. La manifestazione nazionale per la libertà d’informazione che si doveva tenere domani (19 settembre) a Roma, è slittata al prossimo 3 ottobre. La decisione, annunciata dalla Federazione nazionale della stampa, è dovuta ai tragici avvenimenti che sono costati la vita a sei soldati italiani in Afghanistan.

“Con profondo rispetto verso i caduti – si legge in un comunicato diffuso dalla Fnsi – nell’espressione di un’autentica, permanente volontà di pace quale condizione indispensabile di una informazione libera e plurale, capace di rappresentare degnamente i valori della convivenza civile, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, ha deciso, d’intesa con le altre organizzazioni aderenti (Cgil, Acli, Arci, Art. 21, Libertà e Giustizia e numerose associazioni sindacali, sociali e culturali), di rinviare ad altra data la manifestazione per la libertà di stampa programmata a Roma per sabato prossimo”.

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A L’Aquila una nuova casa dell’informazione

Costruire una nuova casa dell’informazione a L’Aquila per rafforzare il ruolo del giornalismo abruzzese dopo il terremoto dell’Aprile scorso e per evitare la “fuga” dei media dalla città. A rilanciare con forza il progetto è la presidente della Provincia dell’Aquila, Stefania Pezzopane.

“Avevo già discusso a luglio dell’idea – ha detto la Pezzopane in un colloquio con Daniela Viglione, presidente e amministratore delegato dell’AGI – in un incontro con il presidente della FNSI e con Articolo 21” ma ora, il progetto “va assolutamente rilanciato”.

E la presidente non si ferma alla Casa per l’informazione: “vanno potenziate le redazioni aquilane – ha continuato – per le quali si devono individuare nuovi spazi, dopo il sisma. Il terremoto non ha risparmiato neanche le sedi dei quotidiani e dei media locali, rendendo difficoltosa l’attività dei giornalisti. Tuttavia – ha osservato ancora la Pezzopane – l’informazione non si è fermata neanche un solo secondo, dopo il 6 aprile. Con grandi sacrifici e all’inizio con mezzi di fortuna i giornalisti aquilani, hanno continuato a raccontare la cronaca di quei giorni, svolgendo, come sempre, un indispensabile servizio, tempestivo e capillare.

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Manifestazione per la libertà di stampa. Appuntamento il 19 settembre a piazza del Popolo

“L’iniziativa per la libertà d’informazione, promossa dalla Federazione Nazionale della Stampa, si svolgerà sabato 19 settembre a Roma in Piazza del Popolo a partire dalle ore 16″. Con queste poche parole pubblicate sul sito internet della Federazione nazionale della stampa, è stata sancita data e luogo della grande mobilitazione annunciata da diversi giorni dalla fnsi.

Dalla federazione fanno sapere che le adesioni sono moltissime e si prevede una partecipazione “fiume” alla mobilitazione.

In attesa della manifestazione è stato aperto ance un Blog che la riguarda: documenti, interviste, dichiarazioni, tutto il dibattito prima dell’appuntamento saranno consultabili sul sito: http://fnsi-libera-informazione.blogspot.com.

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Cgil, Italia a grave rischio per la libertà d’informazione

“Se Freedom House stilasse oggi il rapporto l’Italia sarebbe certamente classificata come paese a grave rischio per la libertà di informazione per l’impressionante escalation verificatasi che si somma ai problemi già esistenti”. Ad affermarlo il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni.

“L’uso delle risorse pubblicitarie – sottolinea Fammoni – le norme sulle intercettazioni, i tagli dall`editoria al sistema culturale e dello spettacolo, i meccanismi di nomina della Rai, le pressioni sugli operatori dell’informazione sono meccanismi che identificano un progetto non accettabile contrario al dettato dell’articolo 21 della Costituzione”.

A questo stato di cose, aggiunge il segretario della Cgil, “è bene reagire con la determinazione adeguata. Una grande manifestazione nazionale è necessaria e urgente. Occorre, però, dare anche continuità e prospettive a questa mobilitazione”.

Berlusconi porta in tribunale Repubblica. Diffamatorie le “dieci domande” al premier

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, intenta causa a Repubblica e chiede un risarcimento danni per un milione di euro al Gruppo L’Espresso, oltre a una somma da stabilire “a titolo di riparazione”. Per i legali del premier, infatti, sono “diffamatorie” le ormai famose “10 domande” formulate dal quotidiano il 26 giugno scorso.

La citazione in giudizio – riferisce Repubblica – firmata il 24 agosto, riguarda anche un articolo del 6 agosto dal titolo “Berlusconi ormai ricattabile”. Invitati a comparire al Tribunale di Roma sono Giampiero Martinotti, autore del pezzo contestato, il direttore responsabile di Repubblica, Ezio Mauro, e il gruppo L’Espresso.

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