Liberato Gianluigi Guarino, arrestato per omesso controllo

Il giornalista Gainluigi Guarino

Il giornalista Gainluigi Guarino

Gianluigi Guarino è libero. Il giornalista ex direttore del Corriere di Caserta ed attuale direttore del sito on line “Casertace.net”, era stato arrestato lo scorso 9 luglio per un cumulo di pene riguardanti l’omesso controllo di alcuni articoli ritenuti diffamatori, pubblicati dal quotidiano Corriere di Caserta, da lui guidato dal 2002 al 2007.

Guarino era l’unico giornalista in carcere nell’Unione europea per una semplice colpa, quella di non aver letto approfonditamente alcune delle decine di notizie che ogni giorno un giornale deve pubblicare. Ora, dopo 39 giorni di reclusione Guarino è tornato in libertà. Il Tribunale di Salerno, competente in quanto luogo dove si stampa il giornale, gli aveva inflitto la pena complessiva di tre anni ed un mese di reclusione.

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Iran, scarcerato dopo 131 giorni Mohammad Quciani

Etemad e MelliEra stato arrestato il 18 giugno scorso, pochi giorni dopo le elezioni presidenziali in Iran. Ora dopo 131 giorni di carcere, e senza che gli siano mai stati comunicati i capi d’accusa, Mohammad Quciani è tornato in libertà. Quciani nella vita fa il direttore di un quotidiano riformista, che si chiama “Etemade Melli”.

In Iran, la sua patria nativa, è un giornalista molto conosciuto che, nonostante la giovane età ha già diretto importanti quotidiani, come “Sharq”, “Hammihan” e, appunto, “Etemad Melli”.

Il suo arresto era avvenuto insieme a quello di altri 80 giornalisti e personalità del fronte riformista, accusati di aver pianificato una “rivoluzione di velluto”. Adesso finalmente la notizia della liberazione dopo 113 giorni di reclusione.

A riferire la lieta notizia è stata l’agenzia del lavoratori iraniani, la Ilna, che ha ricordato come Quciani era stato era tra gli imputati dei processi in diretta tv organizzati dall’autorità giudiziaria iraniana seguiti alle elezioni.

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Iran, continuano le intimidazioni ai cronisti. Chiusa la sede dell’Associazione giornalisti iraniani. Salgono a 42 gli arresti

Le autorità iraniane pongano fine all’intimidazione dei giornalisti nella Repubblica islamica. È l’appello lanciato dalla Federazione internazionale dei giornalisti (Ifj), dopo la chiusura, la scorsa notte, dell’Associazione dei giornalisti iraniani di Teheran, i cui uffici, lamenta un comunicato di Ifj, “sono stati perquisiti e sigillati da uomini armati”, su ordine del procuratore generale del governo, Saeid Mortazavi.

Secondo la Federazione internazionale, alcuni dei leader dell’Associazione, che stava preparando l’assemblea generale, devono adesso restere nascosti per salvaguardare la propria sicurezza. Questa mattina il segretario generale della Federazione, Aidan White, ha incontrato l’ambasciatore iraniano presso l’Ue e il Belgio. Nell’incontro, riferisce la nota, White “ha affermato che i giornalisti arrestati, almeno 42, devono essere liberati e che deve esser consentito di funzionare all’Associazione dei giornalisti iraniani, affiliata all’Ifj”.

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Afghanistan, arrestati due porduttori di Al Jazeera

Si chiamano Qais Azimy e Hameedullah Shah i due produttori della tv araba Al Jazeera arrestati domenica in Afghanistan. I due dipendenti del network, entrambi di origini afghane, erano scomparsi dopo essersi messi in viaggio verso la sede dei servizi segreti nazionali, dove avrebbero dovuto incontrare alcune autorità locali per intervistarli.

Da ieri la direzione del gruppo editoriale chiede ripetutamente la loro liberazione, dopo che i colleghi hanno segnalato con preoccupazione l’assenza dei due produttori, irreperibili dal due giorni. Da Al Jazeera arrivano dichiarazioni preoccupate sulla sorte di Azimy e Shah: “Non abbiamo avuto alcuna informazione riguardo ciò che sta succedendo. Non sappiamo perché siano stati fermati” ha detto David Chater, corrispondente a Kabul per la televisione araba.

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Liberata Roxana Saberi. Si spera ancora per Amanda Lindhout

Roxana Saberi è libera. Da ieri ha lasciato il carcere di Evin nel quale era detenuta dal 31 gennaio scorso. In appello, infatti, la pena applicata alla giornalista irano-statunitense è stata ridotta da 8 a 2 anni e, grazie alla condizionale, è stata sospesa. La giornalista così ora è libera a tutti gli effetti e può lasciare l’Iran quando vuole.

Le è stata inflitta la minor pena possibile per il reato di spionaggio. Si è passati dall’accusa di “cooperazione con un paese ostile” a quella di “raccolta e trasmissione di informazioni atte a minacciare la sicurezza del paese”.

Per l’Iran duque gli Stati Uniti non sono più considerati un paese ostile. Potrebbe essere un primo segnale di distensione nei confronti del neopresidente americano ed il suo impegno per l’apertura di un dialogo. Lo stesso Obama aveva più volte richiesto il rilascio della Saberi. L’arresto della giornalista, del resto, era sembrato fin dall’inizio solo un pretesto: una pedina al centro di delicati equilibri tra Iran e Stati Uniti.

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Fieg, presentato il rapporto sulla stampa: si aggrava la crisi del settore

fieg logoNel periodo 2007-2008 il mercato dell’editoria giornalistica ha registrato una fase di ripiegamento in tutte le sue componenti e sul piano pubblicitario è in atto una forte diminuzione degli investimenti. La fase recessiva è prevista in attenuazione soltanto nel 2010. E’ questo il quadro delineato dalla Federazione italiana editori giornali nel rapporto sulla stampa in Italia, presentato oggi durante l’assemblea pubblica dell’organizzazione sindacale degli editori, che si è tenuta nella sede romana di via Piemonte.

Nel consueto studio annuale, stato curato dall’Ufficio studi della Federazione, la Fieg indica anche le misure indispensabili per la ripresa: bisogna agire con decisione, sull’esempio della Francia, e mettere in campo una serie di misure come il credito agevolato per accelerare il meccanismo produttivo; ripristinare il credito d’imposta su carta e investimenti per stimolare innovazioni di processo e prodotto; stimolare la crescita della domanda di prodotti editoriali attraverso la promozione della lettura in scuole e famiglie.

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Inchiesta Grinzane, l’Ordine sospende Giuliano Soria

Giuliano_SoriaL’Ordine dei giornalisti del Piemonte ha deliberato di sospendere l’iscrizione di Giuliano Soria dall’elenco dei pubblicisti, al quale appartiene dal 1985.
La decisione dell’Ordine è prevista dall’articolo 39 della legge professionale del 1963. Come è stato diffuso da un comunicato, la norma prevede che gli effetti della sospensione a carico dell’iscritto permangano fino alla revoca della misura cautelare.

Giuliano Soria, presidente del Premio letterario Grinzane Cavour, era stato arrestato a Torino una settimana fa nell’ambito dell’inchiesta della procura del capoluogo piemontese, in cui il patron del Grinzane Festival è indagato per i reati di violenza sessuale e malversazione. Il primo si riferisce alla denuncia di un ragazzo che lavorava per Soria, che sarebbe stato vittima degli abusi. La malversazione si riferisce invece ai contributi pubblici che Soria ha ricevuto in qualità di Presidente del Premio.

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