Rainews, Mineo resta direttore… almeno per ora

Il direttore di Rainews Corradino Mineo

Il direttore di Rainews

resta alla direzione di Rainews. Almeno per ora. Il consiglio di amministrazione di viale Mazzini di ieri pomeriggio ha, infatti, rinviato diverse nomine previste alla vigilia. In particolare l’annunciato avvicendamento alla guida del canale di all news di mamma Rai, tra Mineo e Franco Ferraro, proveniente da sky Tg24, aveva generato molte polemiche. In particolare i rappresentanti dell’opposizione in seno al Cda avevano contestato la di sostituire un direttore interno all’azienda con uno proveniente dall’esterno.

Anche l’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, aveva denunciato l’ “irresponsabilità di una nomina dall’esterno per Rainews24”. Le polemiche hanno sicuramente avuto il loro perso nella di oggi, di rinviare le nomine. “Dopo i casi Ruffini, Di Bella, Caprarica e Santoro, ci manca solo che il vertice Rai proceda a nuove nomine nelle testate giornalistiche, sostituendo direttori interni come Mineo a Rainews con esterni” ha sottolineato invece il capogruppo del Pd in commissione di Vigilanza Fabrizio Morri aggiungendo, tra l’altro, che “bene ha fatto il Cda a rinviare ogni ”.

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Santoro attacca la Rai: “mi hanno fatto mobbing”

Il conduttore di Annozero, Michele Santoro

Il conduttore di Annozero, Michele Santoro

È un Michele Santoro senza freni quello che ieri ha tenuto la conferenza stampa conclusiva della stagione di “Annozero”. Parla di tutto il giornalista più discusso in forza a mamma , dalla prossima annata della sua trasmissione al suo rapporto con l’azienda ancora in dubbio.

E non esita a lanciare qualche “bordata” di quelle che fanno rumore. “Ho lavorato per un anno in condizioni assurde – tuona Santoro -. Per le 13 puntate del programma non c’era il contratto di Travaglio, con Vauro a rischio di andarsene una settimana sì e una no… Potete definire questo come volete, si può chiamare anche mobbing”. Un’accusa chiara e diretta ai vertici aziendali, rappresentati alla conferenza da Massimo Liofredi, di . Il giornalista non dimostra alcun timore verso il suo e continua, denunciando che “Annozero”, una trasmissione che “quest’anno ha registrato record”, va in onda “solo perché è scoppiato lo scandalo di Trani. Se non fosse esplosa l’inchiesta, saremmo stati messi fuorigioco da un provvedimento dell’Authority”.

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Inchiesta Trani, Santoro ascoltato in procura. Minzolini indagato

Santoro in procura a Trani

Santoro in procura a Trani

Michele Santoro, potrebbe costituirsi parte civile nel procedimento in corso di svolgimento a Trani sulle presunte pressioni esercitate dal Silvio Berlusconi sull’Agcom per far chiudere “Annozero”. Lo ha confermato lo stesso Santoro al termine del suo interrogatorio di ieri mattina: “Considero la possibilità di valutare la mia posizione di persona offesa”, ha ammesso il giornalista uscendo dalla procura pugliese.

Un interrogatorio durato circa due ore, sul quale il presentatore ha voluto mantenere il massimo riserbo. Conversando con i cronisti, Santoro si è limitato a dire che “ci sono pressioni che vanno avanti dall’editto bulgaro: basta leggere i giornali e le dichiarazioni del presidente del Consiglio per comprendere quale sia stata la pressione politica esercitata perché Annozero non andasse in onda”.

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Lite Travaglio Santoro, nessun addio

santoro_travaglioPace fatta tra Marco Travaglio e Michele . Il giornalista torinese continuerà a collaborare con “Annozero” anche per le prossime puntate. Scongiurato il divorzio tra i due amici e colleghi, paventato dopo il diverbio avuto nel corso della puntata di giovedì scorso (18 febbraio), in seguito alle accuse personali rivolte dai giornalisti Nicola Porro e Maurizio Belpietro al collaboratore di .

Di fronte agli attacchi, di quelli che Travaglio ha definito i “trombettieri” asserviti a Berlusconi, il giornalista aveva risposto duramente ma era stato bloccato dal conduttore che non voleva togliere spazio all’argomento della puntata per questioni personali. Di fronte all’impossibilità di difendersi Travaglio aveva minacciato l’abbandono della trasmissione.

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Rai, nuovi vicedirettori per Tg3, TgR e Rai International

Il Tg3, il Tgr, e International, hanno i loro nuovi vice-direttori. Il Consiglio di amministrazione di viale Mazzini, su proposta del direttore generale, ha accettato le nuove cariche. Completati anche i vertici di , Innovazione Prodotto e Palinsesto Tv e dei canali di pubblica utilità.

Alla vicedirezione del Tg3 vanno Antonio Belmonte, Giuliano Giubilei, Andrea Giubilo, Renato Scottoni e Pierluca Terzulli. Alla vicedirezione della Tgr Maurizio Bertucci, Domenico Nunnari, Pietro Pasquetti, Paolo Petruccioli, Fabio Scaramucci, Giancarlo Spadoni e Federico Zurzolo.

Alla vicedirezione di Internazionale Anna Donato, Giancarlo Gioielli, Alfonso Samengo e Gian Stefano Spoto. Vicedirettore di diventa Teresa De Santis. Nuovo vicedirettore di Innovazione Prodotto sarà Roberta Enni, del Palinsesto Tv Patrizia Cardelli, dei Canali di Pubblica Utilità Amedeo Martorelli e Michele La Pietra, di International Giovanni Di Giuseppe.

Mentre il Consiglio di amministrazione approvava le nuove cariche l’autorità per le garanzie nelle comunicazioni annunciava l’apertura di un’istruttoria per verificare il rispetto da parte della degli obblighi di obiettività, di equilibrio dell’informazione (anche garantendo sempre un contraddittorio), di condanna di ogni anelito alla violenza. “Serve equilibrio, basta incitazioni alla violenza”, queste le parole con cui l’Agcom ha annunciato il provvedimento.

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Belpietro lancia la sfida a Santoro. Su Raidue “L’Antipatico” risponderà ad Annozero

belpietroMichele Santoro e il suo Annozero avranno presto un contraltare in Rai. La tanto invocata trasmissione che dovrebbe pareggiare il conto con la “rossa” Annozero sarà affidata a Maurizio Belpietro, direttore di Libero e, da sempre, sostenitore e difensore principale del Cavaliere e del centro-destra.

“È un progetto. Ne stiamo discutendo. Vedremo se andrà in porto” ha confermato senza sbilanciarsi lo stesso Belpietro che sembra ormai ad un passo dall’accaparrarsi il ruolo di anti-Santoro. L’indiscrezione era stata anticipata sul numero di ieri del “Fatto quotidiano” che aveva già parlato anche della collocazione in palinsesto della nuova trasmissione di approfondimento giornalistico: il mercoledì in prima serata su Raidue a partire dal 9 dicembre al di X-Factor.

Ora arriva la conferma, seppur a mezza bocca del diretto interessato: “Ci sono molte idee – ha confessato ancora Belpietro – e va avanti un confronto. Stiamo ragionando. Aspettiamo che la cosa si concretizzi”.

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Rai, il Cda rinvia il rinnovo del contratto di Bruno Vespa

Ancora problemi con i contratti in casa Rai. Dopo le polemiche per il mancato rinnovo dell’accordo con Marco come collaboratore di Annozero, scoppia il caso per quello di Bruno Vespa. Il consiglio d’amministrazione della televisione pubblica, infatti, ha deciso all’unanimità di rinviare il rinnovo del del conduttore di “Porta a porta”.

La motivazione, a quanto si apprende, è economica: secondo l’accordo attuale, firmato nel 2005 per tre anni, con un’opzione fino al 2010, Bruno Vespa percepisce un minimo garantito di 1 187 mila euro all’anno come ideatore, autore e conduttore di Porta a porta. Cifra che, nel nuovo , si diceva potesse salire a 1 600 mila euro. Secondo il consigliere della maggioranza, Angelo Petroni, appoggiato da Nino Rizzo Nervo (Pd), il sarebbe troppo oneroso e non coerente con la situazione generale dell’azienda, che vede un rosso di bilancio di circa 600 milioni entro il 2012.

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“Mattino 5″ pedina il giudice Mesiano. Scoppia il caso

Un servizio di “Mattino 5” su Raimondo Mesiano, il giudice del processo Fininvest-, e si scatena il caso. Lo scoop andato in onda su 5 è un video di pochi minuti sulla vita privata del magistrato che, non più tardi di due settimane fa, ha condannato il gruppo Fininvest a risarcire alla di Carlo De Benedetti 750 milioni di euro, per l’annullamento del lodo Mondadori risolto nel 1990 a favore del biscione in cambio di mazzette versate ad alcuni giudici romani.

Le immagini, che riprendono di nascosto il giudice nella sua vita privata durante una passeggiata domenicale, e il testo del servizio, che dipinge Mesiano come un tipo strano e stravagante per il fatto di indossare indumenti con combinazioni di colori inconsuete, hanno dato il via alla bufera. Durissime le critiche dell’Associazione nazionale magistrati che ha definito “una vergogna” far seguire il magistrato dalle telecamere mentre si fa radere dal barbiere o fuma una sigaretta seduto su una panchina di un giardino pubblico. Per il segretario dell’Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Cascini si tratta di “un’intollerabile intromissione nella privacy di una persona”.

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Rai, il Cda convoca Minzolini e Mazza per l’editoriale sulla manifestazione dell’Fnsi

Continua a far discutere l’editoriale del direttore del , Augusto Minzolini, contro la per la libertà di di sabato scorso. Ieri in un acceso Consiglio di amministrazione Rai, i consiglieri ne hanno parlato a lungo, esprimendo posizioni opposte. Alla fine si è deciso di convocare la settimana prossima, sia Minzolini sia il direttore di Raiuno, Mauro Mazza.

L’audizione, fanno sapere dal Cda, riguarderà anche la situazione degli ascolti, in calo, della rete. La notizia della convocazione di Minzolini in Cda si unisce a quella già diffusa di una sua prossima audizione in commissione di Vigilanza. Quest’ultima, infatti, ha disposto un fitto calendario di che prenderà il via proprio con il direttore del . Poi, a stretto giro di posta, toccherà ai direttori di testata, i direttori di rete e i conduttori di programmi che si occupano di informazione (Santoro, Vespa, Gabanelli, Floris, Iacona tra gli altri).

Sull’editoriale di sabato la polemica resta aperta. In Consiglio di amministrazione le posizioni sono state molto diverse: il presidente della Rai, Paolo Garimberti, avrebbe ribadito le sue perplessità, che lo avevano già spinto a definire l’intervento “irrituale” e a richiamare al buon senso e alla moderazione. Al contrario il direttore generale, Mauro Masi, avrebbe difeso Minzolini, ricordando però anche la lettera inviata a tutti i direttori dei tg per richiamarli al rispetto della completezza e del pluralismo dell’informazione. Divisi i consiglieri, con la maggioranza a difendere il direttore del e l’opposizione a criticarlo, sollevando dubbi sull’intera gestione del telegiornale, ormai trasformato da notiziario istituzionale a filogovernativo.

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Minacce di morte a Sandro Ruotolo. Preparava la puntata di Annozero sulla mafia

Minacce di morte a Sandro Ruotolo, numero due di Annozero, e alla sua famiglia. A pochi mesi di distanza dalla lettera con proiettile ricevuta dal Michele Santoro, della trasmissione di Raidue, la stessa sorte è toccata al suo primo collaboratore.

Le minacce, di cui si è saputo solo ora, erano arrivate al giornalista già da qualche tempo, da quando Ruotolo aveva iniziato a raccogliere materiale per la prossima puntata di Annozero, interamente dedicata alla mafia.

Sull’accaduto sta indagando la Digos che fa sapere che le minacce non sarebbero l’opera di un mitomane. Dalla lettera minatoria ricevuta da Ruotolo si evince che il giornalista è stato pedinato e sorvegliato. Nella stessa missiva, inoltre, si fa riferimento ad una lista di obiettivi in cui Ruotolo sarebbe il secondo.

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