Usa, una ricerca universitaria propone aiuti di Stato per i giornali

Torna a farsi strada negli Stati Uniti l’ipotesi di aiuti governativi alle imprese editoriali per fronteggiare la crisi del settore. Già qualche tempo fa il presidente Obama si era detto possibilista in materia, nel caso venisse presentata una proposta seria al Congresso. Ora a ribadire il concetto ci ha pensato un rapporto della Columbia University, dal titolo “The Reconstruction of American Journalism”.

Il rapporto di 36 pagine è stato stilato da Michael Shudson, docente della facoltà, e da Leonard Downie Jr., per 17 anni penna di punta e poi manager al Washington Post. Secondo i due studiosi: “la società americana si deve assumere la responsabilità collettiva di sostenere il giornalismo indipendente in un ambiente economico che è profondamente cambiato”, per questo conclude la ricerca per salvare l’informazione su carta saranno necessari sussidi pubblici.

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Crisi Usa, Obama pronto a misure salva giornali. Ma gli americani non si fidano più dei media

Barack Obama è pronto a correre in soccorso all’editoria americana in crisi. Proprio mentre una ricerca stabilisce che l’80 per cento degli statunitensi è scettico sulla credibilità dell’informazione, il presidente USA tende la mano ai media.

Intervistato nello studio ovale dalla “Pittsburgh Post-Gazette” e dal “Toledo Blade”, Obama si è detto “pronto a studiare” proposte di legge in Congresso che aprano la strada al salvataggio dei giornali, a patto che questi accettino di ristrutturarsi come entità no profit. Finora la casa Bianca aveva sempre escluso la possibilità di aiuti federali per i media in crisi. Ora la prima apertura, dettata dalla convinzione che il buon giornalismo sia “assolutamente fondamentale per la salute della democrazia”.

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Crisi, grazie ai tagli il New York Times torna in utile

Alla fine i conti sono tornati. Dopo mesi di sofferenza e grandi manovre per cercare di rislvere i problemi economici, il New York Times torna all’utile grazie a un aggressivo taglio dei costi che compensa la nuova battuta d’arresto della raccolta pubblicitaria. La New York Times Company, la società editrice del più influente quotidiano americano, archivia il secondo trimestre con un utile netto pari a 39,1 milioni di dollari, l’85% in più rispetto ai 21,1 milioni dello stesso periodo dello scorso anno.

Un risultato al di sopra delle attese degli analisti e che sembra lasciar intravedere un nuovo tren per il settore dei quotidiani americano. “Con le iniziative in campo per operare in modo più efficiente ed efficace, quest’anno potremmo registrare risparmi per 450 milioni di dollari, cioé il 18% dei nostri costi base nel 2008″ afferma il presidente e amministratore delegato Janet Robinson, prevedendo il protrarsi della debolezza del mercato pubblicitario. “Ci attendiamo che il tasso di declino della pubblicità rallenterà leggermente – aggiunge – nel terzo trimestre rispetto a quanto abbiamo sperimentato nei tre mesi che si sono appena chiusi”.

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Condannate a dodici anni di lavori forzati. Incredibile sentenza in Corea del Nord contro due giornaliste di Current

Dodici anni di lavori forzati. E’ l’incredibile condanna inflitta dal tribunale centrale nordcoreano a due giornaliste americane, croniste di Current tv. Euna Lee and Laura Ling, entrambe di origini asiatiche, erano state fermate il 17 marzo scorso al confine tra Cina e Corea del Nord, insieme alla loro guida, mentre stavano girando un reportage sui rifugiati nordcoreani nel paese della grande muraglia, per la serie Vanguard in onda sulla tv fondata dall’ex vicepresidente Usa Al Gore (visibile in Italia al canale 130 del bouquet di Sky). L’accusa nei loro confronti era di essere entrate illegalmente in Corea del Nord con intenti “ostili”.

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Crisi editoria, continua crollo NY Times: nel primo trimestre persi 74,5 milioni di dollari

Peggiorano le perdite di The New York Times nel primo trimestre dell’anno, sulla scia di un calo del 27% delle entrate pubblicitarie. Da gennaio a marzo il gruppo editoriale americano proprietario fra gli altri del New York Times, del Boston Globe e dell’International Herald Tribune ha perso 74,5 milioni di dollari, pari a 52 cent per azione, rispetto a un rosso di 335.000 dollari nello stesso periodo dello scorso anno.

La perdita, secondo quanto precisano i media americani, è stata molto peggiore rispetto alle stime degli analisti che si attendevano un rosso di 4 cent ad azione. Quanto alle vendite, diminuite del 19%, hanno fatto incassare 609 milioni di dollari al quotidiano della grande mela, circa 22 milioni in meno rispetto alle previsioni.