Stagisti al posto delle sostituzioni. L’allarme della Fnsi

Il logo della Fnsi

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L’estate si avvicina e le redazioni si riempiono di stagisti. Un rituale che si ripete regolarmente di anno in anno. I giornali si svuotano per le ferie dei redattori e a sostituirli vengono chiamati giovani stagisti, smaniosi di fare esperienza e, soprattutto, senza pretese economiche. Come ogni anno la Federazione nazionale dei giornalisti è intervenuta a ricordare ai Comitati di redazione di vigilare su queste situazioni, per evitare che sostituzioni estive e stage si sovrappongano.

Gli stagisti, infatti, in base al protocollo d’intesa del 7 giugno 1993 tra Fnsi e Fieg, non instaurano “alcun rapporto giuridico con l’azienda”. Di conseguenza lo stagista, non essendo a nessun effetto un lavoratore, non può svolgere alcuna attività lavorativa utilizzabile nella produzione del giornale. Cosa che invece avviene regolarmente con, in alcuni casi, stagisti che firmano tranquillamente i loro pezzi.

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Sky vuole anche il digitale terrestre

Sede di Sky

Sede di Sky

Sky potrebbe sbarcare sul digitale terrestre. Secondo indiscrezioni diffuse da MF – Milano Finanza, infatti, la Commissione europea si appresterebbe a dare a Sky il via libera per operare nel 2010 sulla piattaforma terrestre, che si aggiungerebbe a quella satellitare, su cui la tv di Murdoch è nata ed opera.

La notizia ha già messo in allarme i piani alti di Palazzo Chigi, la Rai e Mediaset, che sono pronti ad alzare le barricate. La conferma, indiretta, di una scelta così clamorosa giunge dal fatto che nei giorni scorsi gli uffici del commissario alla Concorrenza, Joaquin Almunia, hanno comunicato formalmente alle autorità italiane l’avvenuta notifica da parte di News Corp, società che controlla Sky, “di una formale richiesta di revisione degli impegni” assunti nel 2002 dal colosso guidato da Rupert Murdoch al momento in cui gli fu permesso di operare come monopolista sulla piattaforma satellitare.

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Free lance, l’allarme arriva dalla Sicilia

FnsiI giornalisti free lance siciliani dicono basta. Denunciano una situazione insostenibile e chiedono con forza all’Ordine nazionale di rivedere le regole di accesso alla professione. Il grido di allarme dei giornalisti autonomi arriva dalla prima assemblea regionale di free-lance, co.co.co, collaboratori, precari e indipendenti della Sicilia orientale, organizzata dalla Federazione nazionale della stampa e dall’Associazione siciliana della stampa.

All’assemblea, che si è tenuta a Palermo, hanno partecipato i vice-segretari nazionali della Fnsi, Daniela Stigliano e Luigi Ronsisvalle, e il segretario regionale dell’Assostampa, Alberto Cicero. Secondo i dati forniti dalla gestione separata dell’Inpgi, l’istituto di previdenza dei giornalisti, in Sicilia i giornalisti che svolgono la professione in modo autonomo sono 1.256; di questi 474 hanno un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa.

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Querela di Berlusconi a Repubblica. Le reazioni di Ordine e Fnsi

“Apprensione e allarme”. Sono questi i sentimenti generati dalla querela di Silvio Berlusconi contro Repubblica, secondo il vicepresidente dell’Ordine dei giornalisti Enrico Paissan.

La vicenda ha scatenato le dure repiche delle organizzazioni della stampa. Il presidente della Federazione nazionale della stampa italiana, Roberto Natale, parla di un “attacco frontale al ruolo stesso del giornalismo” e dice che è tempo di “una grande iniziativa comune”. Il punto di partenza potrebbe essere un appello dei tre giuristi Franco Cordero, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky, pubblicato oggi da Repubblica.it. In poche ore, migliaia le firme raccolte contro il tentativo di “ridurre al silenzio la libera stampa” e “anestetizzare l’opinione pubblica”.

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Venezuela, Chavez prepara la legge contro i “delitti mediatici”

Ugo Chavez vuole introdurre in Venezuela la categoria dei “delitti mediatici”, con un progetto di legge che prevede dure condanne penali contro giornalisti ed editori liberi. La Federazione Nazionale della Stampa Italiana sostiene con forza e con tutti gli strumenti possibili l’opposizione della Federazione dei Giornalisti dell’America Latina e dei Caraibi (Fepalc) a questa dura forma di censura.

Questo progetto, cui si aggiunge la decisione di chiudere 34 emittenze radiofoniche è una deriva da oscuro regime, quella del presidente venezuelano, che deve essere sconfitta da una incisiva azione di denuncia internazionale, cui la Fnsi partecipa attivamente con la Fepalc, che sostiene da un decennio nelle sue lotte per l’indipendenza dell’informazione, e con la IFJ, la Federazione Internazionale dei Giornalisti di cui entrambe fanno parte.

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Crisi, l’allarme della giunta dell’Associazione Stampa Romana

“La Giunta della Associazione Stampa Romana esprime forte preoccupazione per il moltiplicarsi degli stati di crisi e per l’uso spesso strumentale che gli editori tendono a farne“. In un documento Asr spiega che “la grave situazione, economica e occupazionale, in cui versa in nostro Paese non può essere in alcun modo il pretesto per disattendere leggi dello Stato o cancellare anni di conquiste del lavoro. Sempre più spesso, infatti, editori grandi e piccoli si nascondono dietro il paravento di conti per non ottemperare a prassi consolidate come, per esempio, la sostituzione di colleghe in congedo per maternita”.

Così come denuncia i tentativi di “far passare l’innovazione della cassa integrazione oraria che non soltanto snaturerebbe la sana flessibilità della professione, ma finirebbe per far pagare due volte ai giornalisti uno stato di crisi per il quale non hanno responsabilità alcuna”.

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Ddl Alfano, proseguono petizioni e mobilitazioni del mondo della stampa

Il mondo del giornalismo continua compatto la mobilitazione contro il Ddl Alfano sulle intercettazioni. Dopo il sì ottenuto la settimana scorsa dal provvedimento alla Camera, si moltiplicano, dalla carta stampata ad internet, agli organismi di categoria, gli appelli in favore della libertà d’informazione.

Ieri il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti ha approvato per acclamazione un documento in cui si impegna a continuare “in tutte le sedi questa battaglia di libertà e chiede agli altri organismi di categoria di riunire a Roma gli stati generali dell’informazione proprio nei giorni in cui il disegno di legge sarà discusso al Senato”.

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Libertà di stampa in Italia, in una mozione la preoccupazione della Federazione Europea dei Giornalisti

La Federazione Europea dei Giornalisti (EFJ) lancia l’allarme sulla libertà di stampa in Italia. Durante il meeting annuale dell’associazione, che si è appena concluso nella città bulgara di Varna, è stata approvata all’unanimità una mozione in cui si “esprime preoccupazione per i continui attacchi del governo italiano all’autonomia dei giornalisti”.

L’EFJ, che è la più grande organizzazione giornalistica in Europa rappresentando circa 280mila giornalisti in 30 Paesi, nella mozione ribadisce la pericolosità del conflitto d’interessi sull’indipendenza del giornalismo e afferma il suo sostegno al sindacato italiano nella lotta contro la concentrazione di potere politico e mediatico in atto.

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Terremoto in Abruzzo, la notizia in primo piano in tutto il mondo

stampa esteraLa notizia del terremoto in Abruzzo sin da questa notte ha fatto il giro del mondo, occupando l’apertura dei siti di quotidiani e tv internazionali. Pubblichiamo una panoramica di quello che è stato raccontato del sisma al di fuori dello stivale.

In Francia il sito del quotidiano -”Le Monde” ha aperto una pagina on line sulle testimonianze dei lettori che vivono in Italia. Sotto al titolo “Il terremoto avvertito fino a Roma”, Stefano P. racconta l’esperienza vissuta dai genitori della sua compagna che vivono all’Aquila. “E’ un miracolo che siano fuori pericolo. Il muro della camera da letto è caduto dall’altra parte e non su di loro. Sono scappati dalla finestra del primo piano. Siamo riusciti a raggiungerli solo questa mattina”.
E ancora Vincent Le Rouvillois che vive a Napoli (230 chilometri di distanza) scrive “di aver avvertito chiaramente il terremoto… I mobili ballavano, i lampadari oscillavano e gli allarmi delle automobili suonavano”.
Liberation” pubblica on line una serie di foto che arrivano direttamente dall’Abruzzo. “Gli abitanti, timorosi, temono altre repliche del sisma” con il racconto dell’inviato del giornale.

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