Chiuso il “Meeting dei giornalisti del Mediterraneo” a Cagliari

Un momento del meeting di Calgiari

Un momento del meeting di Calgiari

Si è chiuso con l’approvazione della “Carta di Cagliari” il decimo “Meeting dei giornalisti del Mediterraneo” che si è tenuto nel capoluogo sardo. Dopo quattro giorni di lavori, i rappresentanti delle organizzazioni dei giornalisti provenienti dai 30 paesi del Mediterraneo hanno approvato il documento che ha l’obiettivo di segnare un percorso per creare nuove forme di solidarietà ed unità.

La carta, intitolata “Sicurezza, diversità e dialogo: costruire fiducia nel giornalismo mediterraneo” dichiara che: “i giornalisti mediterranei lavoreranno uniti per creare la fiducia del pubblico nel giornalismo e creare nuove forme di dialogo e di solidarietà. In particolare, il meeting rifiuta le politiche di divisione, di manipolazione e d’intolleranza e sostiene un programma d’azione sui seguenti temi: il giornalismo per la diversità e la tolleranza, sostenere il ruolo dei giornalisti nella costruzione di società democratiche e nella promozione della pace, la riconciliazione e lo sviluppo duraturo”.

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Nasce l’Ansi, Associazione nazionale stampa interculturale

La presidente dell'Ansi

La presidente dell'Ansi

È nata ufficialmente a Torino l’Ansi, l’Associazione nazionale della stampa interculturale. La nuova corporazione, promossa e costituita da giornalisti di origine straniera, è stata riconosciuta dalla Federazione nazionale della stampa italiana come gruppo di specializzazione all’interno del sindacato dei giornalisti. 


L’Ansi avrà ha sede a Torino, presso l’Associazione stampa subalpina, e sarà costituita da giornalisti iscritti all’ordine e al sindacato, che lavorano in testate multiculturali di varie regioni italiane.

Presenti al battesimo dell’Ansi la neo-presidente, Viorica Nechifor, corrispondente per la Gazeta Romaneasca e Aidan White, segretario dell’International Federation of Journalists. “È stata scritta – hanno concordato tutti gli intervenuti - una pagina nuova del giornalismo italiano”.

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La federazione israeliana dei giornalisti riammessa nell’Ifj

ifjI cronisti israeliani tornano ad essere rappresentati all’interno della Federazione internazionale dei giornalisti. L’Ifj, infatti, avrebbe riammesso la Federazione israeliana (NFIJ) dopo l’espulsione di qualche mese fa avvenuta, ufficialmente, per una questione di quote non pagate.

Si chiude così un periodo di polemiche e tensioni diplomatiche tra le due organizzazioni sindacali. A diffondere la notizia il Jerusalem Post, secondoil quale la ratifica della riammissione avverrà in una riunione del Comitato esecutivo dell’IFJ convocata a Bruxelles per il 14 novembre.

L’accordo tra le parti sarebbe stato raggiunto a Tel Aviv, alla presenza del segretario generale della stessa IFJ, Aidan White, e del segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, che ha svolto un importante ruolo di intermediazione. Lo stesso Aidan White ha tenuto a ringraziare le organizzazioni dei giornalisti di Italia e Germania “per il contributo recato nel rompere la situazione di blocco che si era verificata” e, in particolare, ha ringraziato il segretario della Fnsi, Franco Siddi, per “il bisogno che ha avvertito di portare il suo apporto di buona volontà al tavolo”.

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Afghanistan, giornalisti in sciopero contro forze Nato

Giornalisti afghani in agitazione. Tre giorni di sciopero sono stati proclamati dopo l’ultima uccisione di coloro che vengono erroneamente definiti “traduttori”, avvenuta nel blitz che la settimana scorsa ha portato alla liberazione del giornalista britannico Stephen Farrell, inviato del New York Times.

La protesta indetta dal Media club of Afghanistan (Mca), il principale sindacato dei reporter locali, è scaturita dalla constatazione del “diverso peso attribuito dai militari della missione Isaf alla vita dei giornalisti afghani rispetto a quella dei media stranieri”. Non è la prima volta, infatti, che cronisti del posto perdono la vita negli scontri a fuoco tra forze Nato e talebani, generati dai tentativi di liberazione di giornalisti occidentali.

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Braccio di ferro Berlusconi-Repubblica. Anche l’Ue e l’Ifj contro il premier

l polverone sollevato dalla querela di Silvio Berlusconi contro “La Repubblica” non si arresta. Anzi si espande a macchia d’olio. L’azione legale intrapresa dal presidente del Consiglio contro le ormai famose dieci domande che il quotidiano di Ezio Mauro continua a rivolgergli da mesi, fa parlare di sé un po’ ovunque. L’ultimo intervento in ordine di tempo è quello, non di poco conto, dell’Unione Europea. Il messaggio è chiaro: “la libertà di espressione è un valore fondamentale dell’Ue”.

A riportare il pensiero ufficiale dell’Europa è il portavoce della commissione Ue, Johannes Laitenberger interpellato su quali azioni possa intraprendere l’Unione per garantire la libertà di parola di fronte alle iniziative intraprese da Berlusconi. Laitenberger ha, però, voluto precisare di non essere al corrente delle querele che il nostro premier ha presentato contro vari organi di stampa europei.

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Iran, continuano le intimidazioni ai cronisti. Chiusa la sede dell’Associazione giornalisti iraniani. Salgono a 42 gli arresti

Le autorità iraniane pongano fine all’intimidazione dei giornalisti nella Repubblica islamica. È l’appello lanciato dalla Federazione internazionale dei giornalisti (Ifj), dopo la chiusura, la scorsa notte, dell’Associazione dei giornalisti iraniani di Teheran, i cui uffici, lamenta un comunicato di Ifj, “sono stati perquisiti e sigillati da uomini armati”, su ordine del procuratore generale del governo, Saeid Mortazavi.

Secondo la Federazione internazionale, alcuni dei leader dell’Associazione, che stava preparando l’assemblea generale, devono adesso restere nascosti per salvaguardare la propria sicurezza. Questa mattina il segretario generale della Federazione, Aidan White, ha incontrato l’ambasciatore iraniano presso l’Ue e il Belgio. Nell’incontro, riferisce la nota, White “ha affermato che i giornalisti arrestati, almeno 42, devono essere liberati e che deve esser consentito di funzionare all’Associazione dei giornalisti iraniani, affiliata all’Ifj”.

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