Liberato Paul Martin. Il giornalista britannico, imprigionato lo scorso 14 febbraio a Gaza, è stato liberato da Hamas. Corrispondente per il giornale The Times e per l’emittente Bbc, era stato arrestato in un’aula di tribunale, dove si trovava per testimoniare volontariamente al processo di un uomo palestinese accusato di collaborare con Israele e da lui intervistato per un documentario nel 2008.
In seguito a negoziazioni diplomatiche, è stato rilasciato con l’invito esplicito di non tornare più a Gaza. Lo si accusa di essere una spia per Israele e di avere cercato di dimostrare un traffico illegale di armi da parte palestinese. D’altra parte, però, anche nel corso dei 25 giorni di prigionia, Martin non si è mai dichiarato colpevole, come sottolinea la moglie Anne in un’intervista pubblicata dall’Association Press.
Scritto Martedì 15 Settembre 2009 da Andrea Tirone
Muntazer al-Zaidi, il giornalista iracheno che il14 dicembre scorso aveva lanciato una scarpa contro George W. Bush nel corso di una conferenza stampa, è libero. Il reporter è stato scarcerato dopo aver scontato nove dei dodici mesi cui era stato condannato “per aggressione a un capo di stato in visita”.
La sua liberazione è stata accolta tra i festeggiamenti del popolo iracheno per il quale al-Zaidi è un vero e proprio eroe. Le immagini di quel lancio, ormai famosissime, hanno fatto il giro del mondo grazie soprattutto a YouTube, e su Facebook ci sono centinaia di gruppi dedicati a Zaidi. A Tikrit, città natale del defunto ex presidente Saddam Hussein, gli era stata anche anche dedicata una grande statua, a forma di scarpa, che però è stata rimossa tre giorni dopo la sua inaugurazione. Per quel gesto il giornalista era stato condannato inizialmente a tre anni di reclusione, poi ridotti ad uno in appello.
Ugo Chavez vuole introdurre in Venezuela la categoria dei “delitti mediatici”, con un progetto di legge che prevede dure condanne penali contro giornalisti ed editori liberi. La Federazione Nazionale della Stampa Italiana sostiene con forza e con tutti gli strumenti possibili l’opposizione della Federazione dei Giornalisti dell’America Latina e dei Caraibi (Fepalc) a questa dura forma di censura.
Questo progetto, cui si aggiunge la decisione di chiudere 34 emittenze radiofoniche è una deriva da oscuro regime, quella del presidente venezuelano, che deve essere sconfitta da una incisiva azione di denuncia internazionale, cui la Fnsi partecipa attivamente con la Fepalc, che sostiene da un decennio nelle sue lotte per l’indipendenza dell’informazione, e con la IFJ, la Federazione Internazionale dei Giornalisti di cui entrambe fanno parte.
“Domani il Papa va in vacanza e ci saranno anche due gatti…che gli strapperanno un sorriso, almeno quanto i proverbiali quattro gatti, forse un po’ di più, che hanno ancora il coraggio e la pazienza di ascoltare le sue parole”. Per queste parole andate in onda in un suo servizio sulle vacanze del Papa in Valle D’aosta, Roberto Balducci, vaticanista del Tg3, è stato rimosso dal suo incarico.
Il pezzo, trasmesso domenica durante il telegiornale serale di Raitre, aveva innescato un vespaio di polemiche. Il vicepresidente della Vigilanza Rai, Giorgio Merlo (Pd), aveva accusato la testata, “deriva anticlericale, singolare e volgare”. Da San Pietro, padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, aveva chiesto più rispetto per il Santo Padre.
“Adesso mi aspetto altri attacchi da parte dei miei detrattori”. Sono queste le prime parole di Pino Maniaci dopo la pronuncia della sentenza che lo ha assolto dall’accusa di esercizio abusivo della professione giornalistica.
Si conclude così definitivamente la controversa vicenda che ha visto come protagonista il direttore e conduttore dell’emittente televisiva privata di Partinico, Telejato. Maniaci era stato accusato di esercizio abusivo della professione per non essere iscritto all’Ordine dei giornalisti. Subito era scattata la solidarietà di colleghi e associazioni di categoria, incredule di fronte a una simile accusa nei confronti di un cronista che, pur senza tesserino, ha sempre dato lustro alla categoria con inchieste scomode sulla mafia, tanto da dover vivere sotto scorta.
Un giornalista siciliano che pratica la professione ma non ha il tesserino dell’ordine; un giornalista che si batte da anni contro la mafia dagli schermi di una piccola tv palermitana, “Telejato”, e si trova sotto processo per “esercizio abusivo della professione”; un giornalista che vede l’Ordine regionale della Sicilia schierarsi come parte civile, contro di lui, nel suddetto processo. Il giornalista in questione è Pino Maniaci, sua l’incredibile vicenda che lascia stupefatti.
Questa la storia: Pino Maniaci è un coraggioso giornalista che dai microfoni di Telejato denunciava e denuncia ogni giorno i misfatti dei mafiosi e dei loro amici. Per questa ragione Pino vive sotto scorta, dopo aver ricevuto avvertimenti di ogni sorta, anche sotto forma di attentati e di un pestaggio in pieno giorno consumato sotto gli occhi di decine di testimoni. Attorno a Pino, in quella occasione, si strinse una positiva solidarietà nazionale.
Come ampiamente annunciato non si placano le polemiche tra Michele Santoro e Bruno Vespa. Oggi il conduttore di Annozero, dal sito della trasmissione, è tornato sulle affermazioni del collega di Porta a Porta, che lo aveva accusato di privilegi all’interno della Rai, rincarando la dose: “Non corrisponde al vero quanto ripetutamente affermato da Bruno Vespa in Ultime da Babele, trasmissione radiofonica di Giorgio dell’Arti, in merito ad una mia presunta posizione di privilegio in Rai. – si legge nell’home page del sito di Annozero – Come qualsiasi altro dipendente o collaboratore devo infatti rispondere del mio operato al direttore di rete.
Il direttore di rete è incaricato, per legge, di controllare ciò che viene messo in onda e Antonio Marano, direttore di Rai Due, fino a oggi, non mi ha certo delegato questa materia. Dunque le regole sono già uguali per tutti. I contratti no. Se Vespa vuole scambiare il suo con il mio sono d’accordo“.