Notizie online a pagamento, il Guardian controtendenza

guardian newspaperL’editoria online è al bivio. e portali del web devono ancora capire quale strada intraprendere: far pagare le o continuare con l’ libera. Proprio quando la via sembrava segnata, con la decisione del New York Times di introdurre il pagamento delle news, e molti in tutto il mondo cominciavano ad accodarsi, arrivano le dichiarazioni controtendenza di Alan Rusbridger, responsabile editoriale di “The Guardian”.

Il direttore del londinese, durante una lectio magistralis in onore del giornalista Hugh Cudlipp, ha ribadito la propria fede nell’ libera sul web, dichiarando che introdurre delle sezioni a pagamento online sarebbe un fallimento. Secondo Rusbridger “i paywalls limiterebbero gli investimenti pubblicitari sulle web, a causa della diminuzione del traffico” e questo arresterebbe la “potenziale crescita dell’editoria digitale”.

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Il Fatto Quotidiano subito a ruba: bruciate 100mila copie in poche ore

Sono andate letteralmente a ruba le 100 mila in cui è stato stampato il primo numero del “Fatto Quotidiano”, il nuovo giornale diretto da Antonio Padellaro. In poche ore il quotidiano era esaurito in tutte le edicole, tanto che nel pomeriggio è stata , a , una ristampa di 50 mila . Un successo forse inaspettato, ma che segue la valanga di abbonamenti, oltre 28 mila, sottoscritti dai lettori fin da quest’estate ancora prima di vedere il giornale.

In tilt, ieri mattina anche i della redazione, presi d’assalto da lettori che richiedevano la loro copia del giornale, tanto che in molti si sono presentati direttamente nella sede romana del Fatto, per cercare la copia che non avevano trovato in edicola. E oggi il secondo numero verrà stampato in 250 mila per cercare di soddisfare la richiesta.

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Crisi Usa, Obama pronto a misure salva giornali. Ma gli americani non si fidano più dei media

Barack Obama è pronto a correre in soccorso all’editoria americana in crisi. Proprio mentre una ricerca stabilisce che l’80 per cento degli statunitensi è scettico sulla credibilità dell’informazione, il presidente USA tende la mano ai media.

Intervistato nello studio ovale dalla “Pittsburgh Post-Gazette” e dal “Toledo Blade”, Obama si è detto “pronto a studiare” proposte di legge in Congresso che aprano la strada al salvataggio dei giornali, a patto che questi accettino di ristrutturarsi come entità no profit. Finora la casa Bianca aveva sempre escluso la possibilità di aiuti federali per i media in crisi. Ora la prima apertura, dettata dalla convinzione che il buon giornalismo sia “assolutamente fondamentale per la salute della democrazia”.

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Arriva “Il fatto”: il nuovo giornale di Padellaro e Travaglio da settembre in edicola

“Ci siamo. Il conto alla rovescia è cominciato. A settembre, finalmente, avremo un giornale , libero, tutto nostro”: con queste parole – dal sito di Marco Travaglio - parte la campagna abbonamenti del Fatto, il diretto da Antonio Padellaro e che ha fra i suoi protagonisti lo stesso Travaglio.

Molte le novità che la testata porta con sé: intanto non avrà finanziamento pubblico ma cercherà di stare sul mercato con le sue forze soltanto. “Un giornale eccentrico, rispetto agli altri”, si legge nella presentazione on line: “Un fatto . Perché? 1) Racconterà i fatti, fin dalla sua testata. Darà le notizie, le analisi e i commenti che gli altri non danno, o nascondono. Parlerà dei che gli altri ignorano. 2) Non avrà padroni: la società editoriale è composta da alcuni piccoli soci, compresi noi giornalisti, che partecipano con quote equivalenti a un progetto comune: un fatto solo per i suoi lettori. Senza vincoli né sudditanze ai poteri forti, politici, finanziari e industriali, che usano i per i loro interessi. 3) Non chiederà né avrà finanziamenti pubblici concessi da questo o quel partito”. “E nascerà – viene precisato – solo se avrà dei lettori interessati ad acquistarlo, e a leggerlo. Per questo vi chiediamo di abbonarvi subito”.

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Crisi editoria, passa in Senato l’emendamento “salva giornali”

E’ passato praticamente all’unanimità, in Senato, l’emendamento “salva “, teso a ripristinare per il periodo 2009-2010 i fondi per l’editoria sulla base di 70 milioni l’anno.

L’emendamento è stato sottoscritto, oltre che dai senatori del Pd e Vita anche dai senatori Butti del Pdl e Mura della Lega e prevede anche l’opportunità per le testate di stipulare convenzioni più favorevoli per le spedizioni degli abbonamenti.

“L’esito favorevole del voto ha sanato finalmente la gravissima ferita inferta dai tagli del decreto Tremonti - ha dichiarato il senatore del Pd Vincenzo Vita, vicepresidente della commissione Cultura – e lo stesso articolato approvato nell’ambito del ddl sullo sviluppo aveva in precedenza avuto un iter parlamentare faticosissimo. Dobbiamo dare atto al vasto movimento di editori, giornalisti e lavoratori dell’informazione di aver ottenuto un risultato di un’unità d’intenti tra le forze politiche. Siamo contenti per le decine di testate che così eviteranno la chiusura o il ridimensionamento”.

Fieg, presentato il rapporto sulla stampa: si aggrava la crisi del settore

fieg logoNel periodo 2007-2008 il mercato dell’editoria giornalistica ha registrato una fase di ripiegamento in tutte le sue componenti e sul piano pubblicitario è in atto una forte diminuzione degli investimenti. La fase recessiva è prevista in attenuazione soltanto nel 2010. E’ questo il quadro delineato dalla Federazione italiana editori giornali nel sulla stampa in , oggi durante l’assemblea pubblica dell’ degli editori, che si è tenuta nella sede romana di via Piemonte.

Nel consueto studio annuale, stato curato dall’Ufficio studi della Federazione, la Fieg indica anche le misure indispensabili per la ripresa: bisogna agire con decisione, sull’esempio della Francia, e mettere in campo una serie di misure come il credito agevolato per accelerare il meccanismo produttivo; ripristinare il credito d’imposta su carta e investimenti per stimolare innovazioni di processo e prodotto; stimolare la crescita della domanda di prodotti editoriali attraverso la promozione della lettura in scuole e famiglie.

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Crisi editoria, la Ap fa sconti ai giornali sulle notizie di agenzia.

associated_press_logoLa Associated Press (Ap), la principale agenzia di americana, ha deciso di tagliare il prezzo degli abbonamenti per aiutare i quotidiani in difficoltà, e di passare all’attacco sul web dove troppe notizie ed articoli vengono pubblicati senza il suo permesso.

Le decisioni della Ap, una cooperativa i cui azionisti sono i principali quotidiani degli Stati Uniti, sono state annunciate a , nel sud della California, in occasione della Assemblea generale annuale dell’agenzia. Complessivamente, gli sconti ai quotidiani colpiti dalla crisi saranno di 35 milioni di dollari nel 2010, che andranno ad aggiungersi ai 30 milioni del 2009. Gli introiti provenienti dai giornali, che rappresentano il 25% del fatturato complessivo di 710 milioni di dollari, caleranno di circa un terzo tra il 2008 e il 2010, secondo le previsioni.

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