Sicilia

Claudio Brachino sopeso per due mesi per il servizio sul giudice Mesiano

Claudio Brachino

Claudio Brachino

Claudio Brachino mandò in onda immagini “non essenziali e prive di interesse pubblico” riguardanti il magistrato Raimondo Mesiano. Per questo motivo l’Ordine dei giornalisti della Lombardia ha sospeso per due mesi il direttore responsabile di Videonews. Stessa sorte per la redattrice Annalisa Spinoso autrice del servizio incriminato, sanzionata dall’Ordine siciliano, cui la giornalista è iscritta.

L’ormai famoso “scoop” sul magistrato milanese, che pochi giorni prima aveva condannato la Fininvest a risarcire la Cir di Carlo De Benedetti con 750 milioni di euro, era andato in onda il 15 ottobre scorso durante “Mattino 5”, la trasmissione di informazione e approfondimenti di Canale 5.

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Ordine giornalisti Sicilia, la nuova sede nella villa di Riina

L’Ordine dei giornalisti della Sicilia ha una nuova sede: è la villa dove trascorse gli ultimi tempi della sua latitanza il capo dei capi della mafia, il boss Totò Riina. Ad inaugurarla, ieri mattina a Palermo, era presente il ministro dell’Interno, Roberto Maroni.

“La sottrazione dei beni alla mafia – ha detto il ministro durante il taglio del nastro – ha un duplice valore: simbolico, perché dà ai cittadini il segnale che lo Stato va fino in fondo e concreto perché sottrae risorse economiche ai clan che hanno bisogno di denaro per governare l’Antistato”.

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Ufficio stampa Sicilia: Pm chiede 7 milioni di risarcimento

LOGOREGIONESICILIASette milioni e trecento mila euro. È quanto richiesto dal pubblico ministero Gianluca Albo a titolo di risarcimento a Salvatore Cuffaro, ex presidente della regione Sicilia, Raffaele Lombardo, attuale governatore dell’isola e Francesco Castaldi, ex capo dell’ufficio legislativo e legale della regione. La richiesta di condanna, trasmessa dal pm ai giudici della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti, riguarda l’assunzione, con nomina fiduciaria, di ben venti giornalisti nell’ufficio stampa della presidenza della Regione.

L’accusa è quella di aver violato la legge 150 del 2000 che regolamenta il lavoro degli uffici stampa. La legge in questione, infatti, per l’assunzione degli uffici stampa delle pubbliche amministrazioni, prevede l’utilizzo di personale interno o l’affidamento di incarichi a esperti ma a tempo determinato. Per il Pm le nomine dei giornalisti sarebbero, invece, “illegittime e ingiustificate” e il loro mantenimento in servizio “sine titulo”.

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Free lance, l’allarme arriva dalla Sicilia

FnsiI giornalisti free lance siciliani dicono basta. Denunciano una situazione insostenibile e chiedono con forza all’Ordine nazionale di rivedere le regole di accesso alla professione. Il grido di allarme dei giornalisti autonomi arriva dalla prima assemblea regionale di free-lance, co.co.co, collaboratori, precari e indipendenti della Sicilia orientale, organizzata dalla Federazione nazionale della stampa e dall’Associazione siciliana della stampa.

All’assemblea, che si è tenuta a Palermo, hanno partecipato i vice-segretari nazionali della Fnsi, Daniela Stigliano e Luigi Ronsisvalle, e il segretario regionale dell’Assostampa, Alberto Cicero. Secondo i dati forniti dalla gestione separata dell’Inpgi, l’istituto di previdenza dei giornalisti, in Sicilia i giornalisti che svolgono la professione in modo autonomo sono 1.256; di questi 474 hanno un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa.

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Riforma Ordine dei giornalisti. Avviata la discussione in Commissione cultura

Logo-Ordine-dei-GiornalistiPrimo passo verso la riforma dell’Ordine dei giornalisti. La commissione Cultura della Camera ha avviato la discussione della proposta di legge presentata da un gruppo di parlamentari, tutti per lo più giornalisti, che prevede la modifica, in alcuni suoi punti, della legge istitutiva dell’Ordine. La proposta di legge era stata presentata lo scorso 22 aprile dai deputati Pisicchio, Zampa, Mazzuca, Pionati, Merlo, Giulietti, Rao, Salvini, Lehner e Testoni.

“Sono molto soddisfatto di questi primi risultati”, ha affermato il relatore Giancarlo Mazzuca (Pdl), giornalista e promotore della proposta di legge. “Ho avuto l’appoggio di tutti i partiti, in quanto anche la Lega si è dichiarata favorevole all’iniziativa. Credo, quindi, che, a questo punto, l’iter possa essere molto veloce. Mi auguro che si possa arrivare all’approvazione della Camera nel giro di tre mesi e a quella del Senato nell’arco di sei mesi”.

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Palermo, chiuso l’ufficio stampa del comune

Casse vuote al comune di Palermo. A pagarne le conseguenze è l’ufficio stampa: chiuso per mancanza di fondi. Così 13 giornalisti assunti attraverso un regolare concorso pubblico hanno perso il posto di lavoro.

La notizia è di questi giorni, ma la situazione al municipio del capoluogo siciliano era degenerata già da tempo: da gennaio scorso, a quanto sembra, a Palazzo delle Aquile, di giornalisti non vi era più traccia. A dire il vero fin dalla sua nascita, la struttura dell’ufficio stampa palermitano ha avuto una vita molto travagliata. Il Comune di Palermo, dalla amministrazione Orlando in poi, può contare su un Ufficio Stampa che da oltre dieci anni informa, ogni giorno, giornalisti e cittadini palermitani, su tutte le iniziative del Municipio.

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Caso Maniaci, il giornalista assolto definitivamente dall’accusa di esercizio abusivo della professione

Adesso mi aspetto altri attacchi da parte dei miei detrattori”. Sono queste le prime parole di Pino Maniaci dopo la pronuncia della sentenza che lo ha assolto dall’accusa di esercizio abusivo della professione giornalistica.

Si conclude così definitivamente la controversa vicenda che ha visto come protagonista il direttore e conduttore dell’emittente televisiva privata di Partinico, Telejato. Maniaci era stato accusato di esercizio abusivo della professione per non essere iscritto all’Ordine dei giornalisti. Subito era scattata la solidarietà di colleghi e associazioni di categoria, incredule di fronte a una simile accusa nei confronti di un cronista che, pur senza tesserino, ha sempre dato lustro alla categoria con inchieste scomode sulla mafia, tanto da dover vivere sotto scorta.

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Esce “StrumentiRes”, rivista economica on-line sul mezzogiorno

E’ in rete il primo numero di StrumentiRes, rivista online della Fondazione RES, l’Istituto di Ricerca su Economia e Società in Sicilia promosso da Unicredit Group-Banco di Sicilia e dalla Fondazione Banco di Sicilia e presieduto da Carlo Trigilia.

StrumentiRes, spiega una nota, “nasce in un momento in cui i temi dello sviluppo economico e sociale del Mezzogiorno non trovano più attenzione nei grandi media nazionali e nell’agenda politica.
StrumentiRes intende riaccendere – per la sua parte – le luci su questi temi importanti per tutto il Paese, ma nella convinzione che per farlo occorra cambiare i riflettori. Infatti, il nodo cruciale dello sviluppo economico e sociale è oggi meno costituito da fattori di natura economica e dalla carenza di aiuti e sostegni da parte del Governo centrale. Occorre invece superare il rivendicazionismo meridionalista e sicilianista tradizionale e investire nella formazione di una società civile più forte e consapevole, capace di stimolare una classe politica piu’ responsabile e orientata verso la tutela di interessi collettivi”. Non ci sono aiuti che funzionano senza consapevolezza e responsabilità. Anzi, essi possono produrre effetti perversi che riproducono arretratezza economica e disagio sociale”.

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Sicilia, giornalista minacciato per aver raccontato una storia d’usura

Minacciato di morte per aver raccontato la storia disperata di un artigiano rimasto solo per aver denunciato gli usurai e che, senza un più un soldo, vuole vendere un rene per curare il figlio malato. È l’incredibile storia di Michele Guccione, cronista del quotidiano “La Sicilia” e addetto stampa della Confindustria isolana. Una vicenda impensabile in qualsiasi parte del mondo, all’ordine del giorno nel nostro meridione.

“Il caso Raimondi”, questo il nome dell’artigiano vittima degli usurai, è stato portato agli onori della cronaca a marzo, sul settimanale gratuito “Nell’attesa…” di cui Guccione è direttore. Come se non bastasse, oltre a minacciare di morte il giornalista autore dell’inchiesta, la malavita locale ha pensato bene di minacciare lo stesso Raimondi, reo di aver “cantato”.

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Palermo, villa sequestrata alla mafia asseganta ai giornalisti siciliani

Una villa di Palermo confiscata alla mafia è stata l’assegnata all’Ordine dei giornalisti della Sicilia. L’immobile sequestrato apparteneva ai fratelli Sansone e si trova nello stesso residence di via Bernini dove il boss Totò Riina trascorse l’ultimo periodo della sua latitanza con la famiglia.

Ad annunciare la decisione all’Ordine nazionale, il prefetto del capoluogo siciliano, Giancarlo Trevisone.
Già da tempo il consiglio regionale siciliano, presieduto da Franco Nicastro, aveva presentato questa richiesta proprio per sancire l’impegno dell’intera categoria in questa rischiosa battaglia.

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